Il nodo di Salomone è la raffigurazione di due o più anelli intrecciati che esprime il legame tra il cielo e la terra, tra la sfera del divino e quella dell’umano. Il simbolo, dalle origini antichissime, è stato per secoli utilizzato come motivo decorativo in contesti storici e culturali differenti, dai Celti ai Romani, fino a divenire una potente metafora cristiana nel Medioevo. Il suo nome sacro ed evocativo allude al mitico re di Gerusalemme, noto per la sua saggezza e invocato al bisogno per allontanare il male. Il nodo di Salomone è un simbolo affascinante che tramanda messaggi, credenze e pensieri di uomini che ci hanno preceduto, ma la cui potenza espressiva è ancora attuale ai nostri giorni.

L’origine celtica del simbolo
Le origini del nodo di Salomone sono incerte, ma alcuni rinvenimenti nella Val Camonica attestano che fosse già in uso durante l’Età del ferro presso i Celti, popolo che amava le decorazioni a nodi e intrecci1. È probabile che l’originario significato di questo simbolo alludesse alla ciclicità della natura e dell’universo. Infatti, osservando l’alternarsi del giorno e della notte, e il ripetersi delle stagioni e delle costellazioni nel cielo, i Celti immaginavano che anche la vita fosse scandita da cicli di morte e di rinascita.
Il nodo di Salomone in epoca romana
Dai Celti il simbolo si diffuse in tutta Europa grazie ai commerci, che permettevano contaminazioni culturali tra popoli lontani. Dopo la conquista della Gallia, inoltre, il nodo di Salomone cominciò a essere utilizzato anche dai Romani, che a partire dall’età augustea fecero di esso un motivo decorativo ricorrente negli splendidi mosaici che rivestivano i pavimenti delle domus private e degli edificio di culto. Ne abbiamo testimonianza nel Santuario della Minerva a Breno, risalente all’età flavia, nelle Domus dell’Ortaglia di Brescia, a Pompei, a Ostia antica e in molti altri luoghi. Per i Romani il nodo di Salomone era un simbolo solare legato alla rigenerazione della vita, che possedeva un valore apotropaico e di buon auspicio. La sua presenza serviva ad allontanare il male e assicurare la continuazione dell’esistenza.
Il significato del nodo di Salomone nel Cristianesimo
Non è un mistero che il Cristianesimo delle origini mantenne lo stesse repertorio di simboli pagani, spesso reinterpretandoli con nuovi significati. Così, anche il nodo di Salomone subì la stessa sorte. Lo ritroviamo inalterato, ad esempio, nei preziosi mosaici della Basilica di San Vitale a Ravenna e della Basilica patriarcale di Aquileia.

Per i primi cristiani il simbolo indica il legame inscindibile tra Dio e l’uomo, tra creatore e creato. Tale unione si realizza in pienezza nella figura di Cristo, possessore della natura divina e di quella celeste, e pertanto mediatore tra il cielo e la terra. La venuta di Cristo, con la sua morte e resurrezione, rende infatti possibile la vita eterna, di cui il nodo di Salomone, senza inizio né fine, spesso raffigurato con le sembianze di una croce, è una potente metafora.
Il nodo di Salomone nel Medioevo
La massima diffusione del nodo di Salomone si ebbe nel Medioevo, grazie all’opera di alcuni importanti ordini religiosi sorti in Francia dalla fine dell’XI secolo. I monaci Cistercensi e i Cavalieri Templari ebbero un ruolo di prim’ordine nella trasmissione dei valori cristiani del simbolo, che cominciò a essere raffigurato su colonne, fregi, capitelli e codici miniati in ogni parte d’Europa. Allo stesso tempo, esso fece la sua comparsa nel Medio Oriente, diffuso proprio dai crociati che si recavano in queste terre per la riconquista di Gerusalemme.

Il nodo di Salomone, le origini del nome
Salomone fu il terzo re d’Israele secondo le Sacre Scritture2, che di lui narrano imprese grandiose, come la costruzione del Tempio a Gerusalemme3. Qui, all’interno del Sancta Sanctorum, era collocata l’Arca dell’Alleanza, sacro contenitore e reliquia straordinaria dell’ebraismo, simbolo assoluto del legame tra Jahvè e il suo popolo. In essa erano infatti custodite le Tavole della Legge ricevute dal profeta Mosè sul Monte Sinai.
La saggezza di Salomone
Le Sacre Scritture raccontano anche che Salomone possedeva una grande saggezza. Tra i racconti biblici, è celebre l’episodio delle due fanciulle che affermavano entrambe di essere la madre di uno stesso infante. Le donne erano divenute genitrici quasi in contemporanea, ma una di esse aveva per errore soffocato il proprio figlio e si era appropriata dell’altro bambino con l’inganno. Poiché non era più possibile discernere la verità, esse furono condotte al cospetto di Salomone. Dopo un’attenta riflessione, tra lo stupore dei presenti, il re ordinò di dividere l’infante a metà e dare alle fanciulle una parte ciascuna. Ma in quel momento una delle donne si gettò per terra e, piangendo, iniziò a supplicare l’altra di prendere con sé il bambino. Fu dunque chiaro a tutti chi fosse la vera madre: colei che era disposta a rinunciare al figlio pur di saperlo ancora vivo.

Il mito di Salomone nel Medioevo
Nella tradizione, Salomone era dunque in grado di discernere il bene dal male grazie alla sua saggezza. Tutto ciò contribuì alla mitizzazione della sua figura. Nel Medioevo il re ebraico era il protagonista di molti racconti che gli attribuivano, tra le altre cose, poteri magici illimitati4. L’immagine di Salomone cominciò dunque a essere impiegata sugli amuleti con funzione apotropaica. Addirittura, una credenza popolare voleva che bastasse proclamarne il nome per scacciare i malefici e garantire la giustizia. Poiché il nodo di Salomone era già impiegato dall’antichità per fini apotropaici, fu naturale associarlo alla figura del re. Il simbolo divenne così un sigillum che garantiva la buona continuazione della vita.
Samuele Corrente Naso
Note
- U. Sansoni, Il nodo di Salomone: simbolo e archetipo d’alleanza, Mondadori Electa, 1998. ↩︎
- Molti studiosi dubitano che sia mai esistito davvero un regno di Salomone, che viene collocato intorno al X secolo a.C., dovendosi ritenere le vicende del re piuttosto come il racconto di un’età dell’oro, ideale. ↩︎
- Si veda il Primo libro dei Re. ↩︎
- Gregorio di Tours, Historia Francorum. ↩︎


