Storia e misteri dei Cavalieri Templari

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sigillum templari 

Il Sigillum dei Cavalieri Templari, simbolo di fratellanza.

 

Introduzione

L’ordine dei Pauperes commilitones Christi templique Salomonis (Poveri compagni d’armi di Cristo e del Tempio di Salomone) nacque in Terra Santa nel contesto delle sanguinose guerre tra cristiani e islamici, originatesi in seguito al bando della prima Crociata. Il Concilio di Clermont del 1096, indetto da Papa Urbano II, aveva infatti stabilito le rivendicazioni della Chiesa su Gerusalemme. La città era capitolata appena tre anni più tardi ed era divenuta de facto un possedimento cristiano in Medio Oriente. Ciò nondimeno, regnava una forte situazione di  instabilità bellica tale per cui si rendeva necessario custodire e difendere i luoghi santi di Gerusalemme.

Inoltre, si stima che migliaia di pellegrini giungessero dall’Europa in Terra Santa ogni anno, traversando la Via Francigena e imbarcandosi alla volta della città. Sin da subito la protezione e l’incolumità, di questo flusso costante di fedeli, fu per il papato un’esigenza annosa e primaria. Per tale ragione nacquero probabilmente i primi ordini monastici gerosolimitani, come i Cavalieri Ospitalieri, i Cavalieri teutonici o l’Ordine dei Canonici del Santo Sepolcro, fondato dal famoso Goffredo di Buglione.

 

La fondazione dell’Ordine dei Cavalieri Templari

Tra gli ultimi, ma non per importanza, fu fondato l’Ordine del Tempio di Gerusalemme, i cui membri furono ribattezzati Templari. La storiografia identifica nei fondatori della congregazione alcuni veterani francesi reduci dalla prima crociata. Tra questi, Hugues de Payns e Goffredo di Saint-Omer. 

 

Il Beauceant, la balzana dei Templari, con una croce patente sulla porzione superiore.

 

La data della fondazione dell’Ordine del tempio è pur tuttavia piuttosto dibattuta, in conseguenza della scarsezza delle fonti storiche. Simone di Saint Bertin, nelle “Gesta degli Abati di San Bertino” [1], racconta di alcuni cavalieri che “si votarono al Tempio del Signore” già nel 1099, ben 19 anni prima di quanto sia oggi ufficialmente creduto. Quando si parla della nascita dei cavalieri Templari, infatti, si fa sovente riferimento al 1118, data riportata dall’Arcivescovo di Tiro Guglielmo [2]. A onor del vero, è necessario specificare un particolare di non secondaria importanza: l’opera di Guglielmo di Tiro è successiva di circa cinquant’anni ai fatti narrati, a differenza di Simone di St.Bertain, che fu contemporaneo della nascita dell’Ordine.

 

Il controverso codice Amarelli

A suffragare la tesi che vedrebbe i Templari fondati nel 1099 vi è una controversa lettera [3] custodita a Rossano, in Calabria, e firmata da un certo Ugo de Paganis. Il testo, definito codice Amarelli, dal nome della famiglia nobiliare di cui si attestano le origini, svelerebbe inoltre dei particolari storici che, se confermati, avrebbero del clamoroso. Ugo de Paganis non sarebbe altro che la traduzione italiana del francese Hugues de Payns; i suoi genitori sarebbero, infatti, italiani e per la precisione provenienti dalla Basilicata. Sigilberto ed Emma, questi i nomi dei due antenati, sarebbero nati a Forenza, suggerendo che l’Ordine dei templari nasconda in realtà un’origine italiana. Difficile affermare quale ipotesi sia effettivamente veritiera, tuttalpiù che sussistono dubbi sulla autenticità della lettera Amarelli, perplessità non ancora confutate. 

 

Il Monte del Tempio di Gerusalemme

Comunque sia, nel 1118 il re di Gerusalemme Baldovino avrebbe assegnato ai Pauperes commilitones alcuni edifici nei pressi dei resti del Tempio di Salomone, andato distrutto per mano del generale romano Tito nel 70 d.C., avvenimento che muterà il nome dell’Ordine in “Templari”. Il quartier generale dei Cavalieri era pertanto situato nelle strette vicinanze dell’odierna moschea di al-Aqṣā sul Monte del Tempio.

 

La regola monastica di San Bernardo di Chiaravalle

Accertata è invece la data di attestazione della regola monastica, riferibile al 1129, approvata durante il Concilio di Troyes [4]e ispirata dal fondatore dei cistercensi San Bernardo di Chiaravalle.

Dieci anni più tardi la bolla di Innocenzo II, Omne Datum Optimum, sanciva l’ indipendenza dell’Ordine del Tempio da qualsiasi autorità temporale, specie per quanto concerneva il pagamento delle tasse. Ciò consentì ai Templari di accumulare enormi ricchezze, perlopiù derivanti da ricchi lasciti provenienti dall’Europa. Tuttavia, c’è chi sostiene che i Cavalieri avessero rinvenuto enormi ricchezze sepolte all’interno del Monte del Tempio di Gerusalemme; sacre reliquie un tempo custodite presso il Tempio di Salomone, come l’Arca dell’Alleanza o il Santo Graal.

Hugues de Payns morì nel 1136 e secondo uno storico seicentesco, Marco Antonio Guarini, sarebbe sepolto all’interno della chiesa di San Giacomo a Ferrara.

 

Il termine delle crociate e l’instabilità della Chiesa

I Templari, invece, proseguirono la loro attività militare per circa due secoli, con alterne fortune. Inestimabili furono le ricchezze acquisite, che perlopiù erano utilizzate per l’edificazione di edifici religiosi o per l’organizzazione di fortificazioni, in numero di migliaia, sparse in tutta Europa e nel medio Oriente. Nel 1291 l’ultima roccaforte cristiana in Terra Santa era rappresentata dalla città costiera di San Giovanni d’Acri che, dopo un assedio di 43 giorni, capitolò. Tale evento decretò in buona sostanza il fallimento delle crociate cristiane in Medio Oriente, nonché della stessa missione per la quale l’Ordine del Tempio era stato costituito.

Per tali ragioni si venne a creare una forte instabilità in seno alla Chiesa stessa, che portò nel 1309, al trasferimento della Santa Sede da Roma ad Avignone. Questo periodo storico, che durerà fino al 1377, è noto come “cattività Avignonese”. Si trattò sostanzialmente di una scelta politica. Papa Bonifacio VIII, durante il suo pontificato, aveva finito per inasprire fortemente i rapporti con le famiglie nobiliari romane, tra cui i Colonna, e il re di Francia Filippo il Bello. Le tensioni con i Colonna culminarono con l’episodio noto come “Schiaffo di Anagni”; trentaquattro giorni dopo Bonifacio VIII morì, lasciando la Chiesa in una grande incertezza.

 

La fine dei Templari e la leggenda di Jacques de Molay

Filippo il Bello, nel frattempo, si era apertamente schierato contro l’autorità del papato, minacciando di dichiarare Bonifacio VIII come eretico e occultista, nonché di operare uno scisma della chiesa transalpina. Papa Clemente V scelse di risolvere le tensioni, scendendo a compromessi con il re francese. In cambio della promessa di non operare un processo contro Bonifacio VIII, Clemente, nel 1307, accettò di sciogliere l’Ordine dei cavalieri Templari, e due anni più tardi decise di trasferire la Santa Sede ad Avignone. I Templari furono dichiarati eretici e dissolti tra il 1312 e il 1314. L’intero patrimonio pecuniario dell’Ordine fu trasferito nelle casse del Re di Francia.

L’ultimo maestro, Jacques de Molay, fu giustiziato il 18 marzo 1314. Fu arso al rogo a Parigi, su un’isola della Senna in prossimità di Notre Dame. Una leggenda narra che, prima di spirare, il Templare abbia annunziato a Clemente V e Filippo il Bello che sarebbero stati sottoposti al giudizio di Dio entro un anno. Incredibilmente il Papa morì in Aprile dello stesso anno, mentre il Re spirò sei mesi più tardi a causa di un ictus cerebrale.

 

Il Bafometto e le reali cause della scomunica

E’ ormai storicamente comprovato che le accuse di eresia mosse ai Templari, come l’insinuazione di riti orgiastici o che adorassero un fantomatico idolo pagano, il Bafometto, erano totalmente infondate. Semmai qualcuno confessò gli atti contestati fu soltanto costretto dalla tortura. La scomunica di papa Clemente V, e la damnatio memoriae conseguente, può essere assimilata ad un atto puramente politico, poichè Filippo il Bello vantava numerosi debiti verso l’Ordine del Tempio di gerusalemme. La dissoluzione di quest’ultimo costituì la soluzione necessaria per evitare la bancarotta del Regno di Francia.

 

La pergamena di Chinon: i Cavalieri Templari sono sopravvissuti?

Recentemente [5], presso gli archivi vaticani, è stata rinvenuta una pergamena, detta di Chinon, che dimostra come papa Clemente V volesse ritirare la scomunica a carico dei Templari nel 1314, assolvendolo dalle accuse di eresia.

Tutto ciò ha portato ad immaginare che una parte dei Cavalieri Templari possa essere sopravvissuta. In particolare c’è chi suggerisce che questo possa essersi verificato in Scozia, poiché in quegli anni la nazione nordica non era soggetta alla giurisdizione papale, in quanto anch’essa scomunicata.

Semmai i Templari si siano mai rifugiati in un territorio in cui non potessero essere perseguitati, questa è certamente la Scozia. Qui i Cavalieri del tempio di Gerusalemme avrebbero portato parte del tesoro leggendario che avevano accumulato negli anni, tra cui il Santo Graal. Questo sarebbe oggi custodito sotto la cappella di Rosslyn, nei pressi di Edinburgo, che richiamerebbe ad una forte simbologia templare. L’edificio, del 1450, sarebbe stato costruito dai discendenti dell’Ordine, tra cui il conte William Sinclair. La leggenda e la storia si fondono senza poter discernere dove inizia l’una e finisce l’altra.

 

Samuele Corrente Naso

 NOTE

1. “Durante il suo splendido regno alcuni decisero di non tornare fra le ombre del mondo, dopo aver così intensamente sofferto per la gloria di Dio. Di fronte ai principi dell’armata di Dio essi si votarono al Tempio del Signore, con questa regola: avrebbero rinunciato al mondo, donato i beni personali, rendendosi liberi di perseguire la purità e conducendo una vita comunitaria, con abiti dimessi, usando le armi solo per difendere le terre dagli attacchi incalzanti dei pagani, quando la necessità lo richiedeva”. [Simone di san Bertino, “Gesta abbatum Sancti Bertini Sithiensium”, ed. O. Holder-Egger, in Monumenta Germaniae Historica Scriptores].

2. “Nello stesso anno, alcuni nobili cavalieri, pieni di devozione per Dio, religiosi e timorati di Dio, rimettendosi nelle mani del signore patriarca per servire Cristo, professarono di voler vivere perpetuamente secondo le consuetudini delle regole dei canonici, osservando la castità e l’obbedienza e rifiutando ogni proprietà. Tra loro i primi e i principali furono questi due uomini venerabili, Hugues de Payns e Goffredo di Santo Aldemaro”. [Guilelmus Tyrensis – Historia rerum in partibus transmarinis gestarum].

3.Libro nel quale si dimostra la nobiltà dell’antica famiglia Amarelli Della Nobilissima Città di Rossano

4.Nos ergo cum omni granulazione, ac fraterna pietate precibusque Magistri Hugonis, in que prӕdicta militai sumpsit exordium, cùm Spiritu Sancto intimante ex diversis ultramontanӕ provinciӕ mansionibus, in solemnitates S. Hilarij, anno 1128 ab incarnato Dei folio, ab inchoatione prӕdictӕ militiӕ nono, ad Trecas, Deo Duce, in usum convenimmo, et modum, et observantiam Ordinis Equestris per singola Capitula, ex ore ipsius prӕdicti Magisteri Hugonis audire meruimus, ac iuta notitiam exiguitatis nostrӕ scientiӕ, quod nobis videbatur bonum, et utile, collaudavimus. [Dalla regola dei Templari, 1129].

5.Barbara Frale. Il Papato e il processo ai Templari. L’inedita assoluzione di Chinon alla luce della diplomatica pontificia, Viella, 2003

 

 

 

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