L’Arca dell’Alleanza, verità storiche e leggende

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Nel libro biblico dell’Esodo (37, 1-9) è descritta la più preziosa delle reliquie del mondo antico. Essa è la sacra Arca dell’Alleanza del popolo Ebreo:

1 Bezaleel fece l’arca di legno di acacia: aveva due cubiti e mezzo di lunghezza, un cubito e mezzo di larghezza, un cubito e mezzo di altezza. 2 La rivestì d’oro puro, dentro e fuori. Le fece intorno un bordo d’oro. 3 Fuse per essa quattro anelli d’oro e li fissò ai suoi quattro piedi: due anelli su di un lato e due anelli sull’altro. 4 Fece stanghe di legno di acacia e le rivestì d’oro. 5 Introdusse le stanghe negli anelli sui due lati dell’arca per trasportare l’arca.
6 Fece il coperchio d’oro puro: aveva due cubiti e mezzo di lunghezza e un cubito e mezzo di larghezza. 7 Fece due cherubini d’oro: li fece lavorati a martello sulle due estremità del coperchio: 8 un cherubino ad una estremità e un cherubino all’altra estremità. Fece i cherubini tutti di un pezzo con il coperchio, alle sue due estremità. 9 I cherubini avevano le due ali stese di sopra, proteggendo con le ali il coperchio; erano rivolti l’uno verso l’altro e le facce dei cherubini erano rivolte verso il coperchio.

 

arca dell'alleanza

 

L’Arca dell’Alleanza

La leggendaria Arca dell’Alleanza era un contenitore di legno, rivestito d’oro; così come dello stesso oro era il coperchio e i cherubini che lo sovrastavano. Ma ancora più prezioso era il suo contenuto: un vaso d’oro contenente la manna del deserto, il bastone di Aronne e le Tavole della Legge [1]. In buona sostanza, essa rappresentava la memoria storica del popolo d’Israele. Un memoriale di come questi fosse stato schiavo in Egitto e liberato da Dio, per mano di Mosè che aveva aperto il Mar Rosso [2]. Da qui gli Israeliti peregrinarono quarant’anni nel deserto, prima di giungere alla Terra Promessa.

In questo lungo tempo di stenti e difficoltà il popolo ricevette la manna da Dio, un cibo che letteralmente pioveva dal cielo, una cui porzione fu conservata e successivamente riposta nell’Arca. Nel deserto, inoltre, presso il Monte Sinai, Mosè ricevette da Dio le Tavole della Legge, segno di Alleanza tra l’Onnipotente e il popolo d’Israele. Il bastone di Aronne è invece citato come miracoloso in diversi passi biblici. Nell’Esodo [3] esso si trasforma in serpente per convincere il Faraone egiziano a liberare gli israeliti. Nel libro dei Numeri [4] la verga di Aronne addirittura fiorisce, come segno di benedizione di Dio verso la tribù di Levi.

 

I Leviti

Ai leviti, pertanto, e soltanto a loro, era consentito trasportare e toccare l’Arca dell’Alleanza. Chiunque altro l’avesse solo sfiorata sarebbe morto sul colpo. Questa è la sorte che toccò ad un uomo chiamato Uzzà, il quale dimentico delle conseguenze tentò di sorreggerla [5].  L’Arca dell’Alleanza era conservata all’interno del Sancta Sanctorum, il vano più sacro e inaccessibile del Tempio di Gerusalemme, sebbene all’inaugurazione di questo essa contenesse soltanto le Tavole della Legge. I sacerdoti leviti di Aronne si occupavano dei riti e dei sacrifici all’interno del Tempio, mentre il resto della tribù era addetta ai canti e alla preparazione delle cerimonie. L’Arca dell’Alleanza, in particolare, poteva essere osservata una sola volta all’anno dal Gran Sacerdote, poiché soltanto durante la festa della Propiziazione questo poteva avere accesso al Sancta Sanctorum

 

Origine dell’Arca e simbologia

In principio, tuttavia, essa fu costruita da un certo Bezaleel quando ancora gli Israeliti erano nel deserto, e veniva conservata all’interno di una “Tenda del Convegno”, alla quale solo Mosè aveva accesso. Nei testi biblici è frequente il riferimento a una nube che si materializzava al di sopra dell’Arca, nel mentre il profeta dialogava con Dio, come in Numeri 7,89.

Quando Mosè entrava nella tenda di convegno per parlare con il Signore, udiva la Sua voce che gli parlava dall’alto della Kapporet che è sull’Arca della Testimonianza, fra i due cherubini

La nube è essa stessa figura di Dio, il quale non a caso siede tra i cherubini (2 Samuele 6,2). Per tale ragione l’Arca dell’Alleanza è spesso citata come lo sgabello dei piedi di Dio (1 Cronache 28,2). Tale simbologia non è un casuale, poichè al tempo si usava deporre ai piedi degli idoli (particolarmente le statue) i trattati di alleanza tra i popoli. L’Arca dell’Alleanza è pertanto il segno dell’alleanza tra Dio e l’uomo, e manifesta la stessa presenza del creatore.

 

 

Cenni storici sulla collocazione della reliquia

Fino al tempo del profeta Samuele l’Arca dell’Alleanza rimase a Silo [6], e fu solo il re Davide a trasportarla a Gerusalemme. Quando poi, sotto Salomone, fu costruito l’omonimo Tempio (decimo secolo a.C.), la reliquia vi fu riposta al suo interno [7].  Ciò nondimeno, essa era di sovente trasportata altrove, specie presso gli accampamenti ebrei nell’imminenza di una battaglia, tanto che in precedenza i Filistei se ne erano impossessati per circa sette mesi [8]. Durante questo periodo, tra i Filistei scoppiò una pestilenza così tremenda che essi si videro costretti a restituire l’Arca, ch’era identificata come la causa del flagello. Durante il regno di Giosia, pertanto, è noto che l’Arca dell’Alleanza non si trovasse nel Tempio di Gerusalemme, infatti il re insisteva affinché essa venisse ricollocata all’interno di esso [9].

 

L’Arca dell’Alleanza è andata perduta?

Presso il libro di Geremia l’Arca è nuovamente menzionata, ma non è chiaro se ci si riferisca ad essa come un oggetto ancora esistente o già andato perduto [10]. Nel 586 a.C., infatti, il re Nabucodonosor aveva conquistato Gerusalemme, condotto gli Israeliti in esilio, e distrutto il Tempio di Salomone. Nel secondo libro dei Re sono elencati tutti gli arredi sacri che i Babilonesi depredarono dal Tempio [11], mentre in Esdra quelli restituiti successivamente agli Ebrei dal re persiano Ciro [12]. In nessuna delle due liste compare l’Arca dell’Alleanza. E’ possibile che essa fosse già andata distrutta prima della conquista di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor? O piuttosto la sacra reliquia era stata preservata e conservata in un posto sicuro?

In ogni caso, lo storico romano Tacito riporta che nel tempio ricostruito da Zorobabel, al termine dell’esilio babilonese del popolo d’Israele, l’Arca dell’Alleanza non era presente [13]. Vi era, infatti, solo una pietra che ne ricordava la collocazione. Il periodo di esilio babilonese del popolo d’Israele durò circa un secolo, è possibile che l’Arca rimase nascosta da qualche parte per tutto questo tempo? Se così fosse, al ritorno degli esiliati da Babilonia perchè essa non fu ricollocata presso il Sancta Sanctorum?

 

Una Ricostruzione del Tempio di Gerusalemme

 

L’Arca dell’Alleanza sul monte Nebo

Una possibile spiegazione è fornita proprio nei testi biblici. Nel secondo libro dei Maccabei  (2 Mac 2,4-8) è narrata una leggenda popolare secondo la quale fu il profeta Geremia a nascondere l’Arca, ponendola all’interno di una caverna presso il monte Nebo.

4 Si diceva anche nello scritto che il profeta, ottenuto un responso, ordinò che lo seguissero con la tenda e l’arca. Quando giunse presso il monte dove Mosè era salito e aveva contemplato l’eredità di Dio, 5 Geremia salì e trovò un vano a forma di caverna e là introdusse la tenda, l’arca e l’altare degli incensi e sbarrò l’ingresso. 6 Alcuni del suo seguito tornarono poi per segnare la strada, ma non trovarono più il luogo. 7 Geremia, saputolo, li rimproverò dicendo: Il luogo deve restare ignoto, finché Dio non avrà riunito la totalità del suo popolo e si sarà mostrato propizio. 8 Allora il Signore mostrerà queste cose e si rivelerà la gloria del Signore e la nube, come appariva sopra Mosè, e come avvenne quando Salomone chiese che il luogo fosse solennemente santificato.

 

L’Arca è custodita fino alla fine dei tempi?

L’Arca dell’Alleanza sarebbe stata pertanto preservata dal saccheggio dei Babilonesi, e sarebbe stata custodita fino a che non si fosse rivelata “la Gloria del Signore”. Secondo questa visione non è noto, tuttavia, se essa sia ancora collocata lì, oppure se sia stata in seguito trasferita. Nel primo caso, la memoria del luogo custodito poteva essere già stata perduta al ritorno dall’esilio babilonese, fatto che spiegherebbe perchè l’Arca non si trovasse nel Sancta Sanctorum al tempo di Tacito. Ma soprattutto è difficile dire cosa intendesse esattamente Geremia sulla rivelazione del Signore. Egli si riferiva solo alla futura riunificazione del popolo d’Israele, al termine della cattività, o piuttosto il profeta descrive una visione escatologica della fine dei tempi? In ogni caso, il libro dei Maccabei riporta una diceria popolare, che potrebbe non corrispondere necessariamente ad una verità storica.

L’Arca dell’Alleanza sotto il Monte del Tempio a Gerusalemme

Uno dei libri sacri dell’Ebraismo, il Talmud, afferma che “L’Arca è stata nascosta al suo posto“. Vale a dire che, al tempo della stesura del testo, essa fosse ancora situata all’interno del Monte del Tempio a Gerusalemme. Secondo la tradizione ebraica il re Salomone, infatti, aveva fatto costruire un rifugio sotterraneo in cui essa poteva essere custodita in caso di pericolo. Col sopraggiungere della minaccia babilonese, l’Arca sarebbe stata spostata in quel luogo segreto dal re Giosia, e lì vi rimase anche dopo la ricostruzione del Tempio.

 

I Cavalieri Templari

Un’ipotesi vuole che l’Arca dell’Alleanza sia rimasta sotto il Monte del Tempio anche dopo la distruzione definitiva del sacro edificio, ad opera dell’Imperatore romano Tito nel 70 d.C. La reliquia sarebbe stata ritrovata dai Templari, che proprio in quel luogo possedevano il loro quartier generale, dopo il 1118, costituendo parte del famoso tesoro dei Cavalieri. L’Arca dell’Alleanza sarebbe stata trasportata in una roccaforte templare e custodita sino allo scioglimento dell’Ordine, avvenuto nel 1312-1314. Da quel momento se ne sarebbe persa ogni traccia. 

 

Il Sigillum dei Cavalieri Templari

 

L’Arca dell’Alleanza e l’Etiopia

Un antico testo religioso, chiamato “Gloria dei Re” (Kebra Negast), narra del trasferimento dell’Arca dell’Alleanza da Gerusalemme verso l’Etiopia. Secondo queste fonti, la reliquia sarebbe stata donata da Re Salomone al figlio Bayna-Lehkem, concepito con la regina di Saba Machedà. L’incontro tra il Re di Gerusalemme e la potente Regina del Sud è testimoniato peraltro da passi biblici, come in 1 Re [14] e in Matteo [15]. Bayna-Lehkem, divenuto re di Etiopia, assunse il nome di Menelik I e fece conservare l’Arca in un posto sicuro.

Particolarmente interessante è la testimonianza dei monaci copti della Cattedrale di Nostra Signora Maria di Sion, ad Axum. Essi sostengono di custodire in quel luogo l’Arca dell’Alleanza, che tuttavia non può essere veduta da alcuno. Un monaco ha il compito di vegliare giorno e notte la reliquia affinchè nessuno vi si rechi, a costo della sua stessa vita. Egli vive all’interno della cappella (del Tobot) dove si troverebbe l’Arca dell’Alleanza, senza alcun contatto con il Mondo esterno. Nel 2009, durante un viaggio a Roma, il Patriarca della Chiesa etiope ha sostenuto pubblicamente di custodire l’Arca dell’Alleanza, confermando come essa non possa essere esposta al pubblico.

L’Arca dell’Alleanza si trova dunque in Etiopia? Si tratta realmente della reliquia originale o di un falso storico?

Difficile affermarlo con certezza, almeno fino a quando nessuno potrà osservarne la dorata copertura, all’interno della Cattedrale di Axum.

 

Samuele Corrente Naso

 

 

 

NOTE

[1] Ebrei 9,4.

[2] Si veda il libro dell’Esodo.

[3] Esodo 7.

[4] Numeri 17.

[5] 2 Samuele 6,1-8.

[6] Giosuè 18,1.

[7] 1 Re 8,1-9.

[8] 1 Samuele 4,1-11.

[9] 2 Cronache.

[10] Geremia 3,16.

[11] 2 Re 25, 8-17.

[12] Esdra 1,7-11.

[13] Tacito, Hist., V, 9: inania arcana.

[14] 1 Re 10,4

[15] Matteo 12,42

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