L’ultimo giorno di Lucius Vetutius Placidus a Pompei

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Alle pendici del monte Vesuvio, presso la ridente città di Pompei, Indagini e Misteri racconta la cronistoria di un giorno molto particolare. La vita di Lucius Vetutius Placidus è il pretesto per ricostruire gli eventi di quel tragico 24 agosto del 79 d.C, in cui un evento imprevedibile sconvolse la vita di migliaia di persone. Un affascinante viaggio indietro nella storia e nella vita di un facoltoso cittadino romano.

 

E’ la mattina del 24 agosto del 79 d.C., l’alba è appena sorta e la ridente cittadina campana di Pompei si sta lentamente risvegliando.  Una leggera brezza giunge dalle vicine sponde del mar Tirreno; la Civita romana è situata su un pianoro a poche decine di metri di altezza.

 

Ingresso degli scavi

 

Per Lucius Vetutius Placidus si prospetta un’altra lunga giornata di lavoro. L’abitante pompeiano è già sveglio da un bel pezzo. Ultimamente gli affari non vanno così male, ma bisogna organizzare l’attività per tempo, prima che il borgo prenda vita e ogni insula si desti dal sonno.

 

Una Insula con giardino

 

Il Termopolio

La moglie di Lucius, Ascula, sta ancora dormendo e oggi tocca a lui aprire la bottega, appena qualche metro più in là della sua abitazione. Come prima faccenda, decide di contare l’incasso dei giorni precedenti: 1385 monete in bronzo, pari a circa 585 sesterzi romani. Lucius, soddisfatto della cifra, ripone l’intera somma nel ripostiglio abituale. Si tratta di un dolium, un grosso contenitore di terracotta, incastrato all’interno della muratura del banco di vendita.

Non è l’unico dei dolia presenti nella sua bottega: ce ne sono molti altri che contengono perlopiù cibi o bevande, come il pregiato vino prodotto sulle pendici del monte Vesuvio. L’attività di Lucius è, infatti, un Termopolio: un antico esercizio commerciale dedicato alla ristorazione. I pompeiani sono soliti consumare il prandium fuori casa, e i circa 89 thermopolia sparsi lungo la città garantiscono tale servizio.

 

Pompei
 Il Termopolio di  Lucius Vetutius Placidus

 

 

Lucius, tuttavia, non teme la concorrenza, la sua bottega è situata lungo una delle vie più importanti e trafficate di Pompei. Già il nome stesso è sinonimo di buoni affari: Via dell’Abbondanza. Inoltre, il suo esercizio è ben voluto dai lari, i numi protettori della casa. Per questo Lucius ha eretto nella bottega una splendida edicola del larario, dove sono rappresentati Mercurio e Dioniso con alcuni serpenti. Il dio del commercio e del vino sono dalla sua parte, che cosa potrebbe andare storto?

 

pompei

 L’edicola del larario

 

Le prime avvisaglie

Nei giorni precedenti Pompei era stata colpita da sporadiche scosse sismiche. Ma questo non era una novità, i cittadini vi erano praticamente abituati. Ancora vivido nella memoria era il terremoto del 62 d.C. che aveva costretto molti pompeiani a dover ristrutturare le proprie abitazioni.

Per questo motivo Lucius non si allarma più di tanto, quando alle otto del mattino  una nuova scossa fa tremare il banco di vendita della sua bottega. Pompei comincia ad essere trafficata e gli affari non possono certo essere sospesi. Tuttalpiù che la mattina scorre tranquilla, senza ulteriori imprevisti, se non per una leggera nuvola che si solleva in lontananza, dalla sommità del monte Vesuvio.

Lucius Vetutius Placidus, come d’altronde tutti gli altri abitanti di Pompei, non ha nessun elemento per valutare ciò che potrebbe accadere. Non è a conoscenza del fatto che il Vesuvio sia in realtà un vulcano, che sta per risvegliarsi dopo un letargo durato diversi secoli.

 

L’eruzione del Vesuvio

Alle 13 circa la nefasta verità comincia ad apparire in tutta la sua interezza. Un violento boato manifesta la rottura del tappo di magma solido situato presso il cratere del Vesuvio. Una battente pioggia di ceneri e lapilli comincia ad abbattersi su Pompei.  

Lucius prende a scappare lungo Via dell’Abbondanza, dove si forma una grande calca di gente impaurita. 

La maggior parte dei pompeiani si allontana in fretta dagli spazi aperti, come l’Anfiteatro, la Grande Palestra o le Terme Suburbane per mettersi al riparo.

 

 Le Terme Suburbane

 

 Particolare delle Terme Suburbane

 

Interni presso le Terme Suburbane 

 

 La Grande Palestra

 

 Particolare della Grande Palestra

 

 Particolare della Grande Palestra

 

 L’Anfiteatro

 

Nel giro di poche ore la città è sepolta dal materiale vulcanico finché, il giorno successivo, viene raggiunta dalla colata lavica sprigionatasi durante l’eruzione. Pompei è seppellita sotto sei metri di magma.

Delle migliaia di persone che popolavano la città nel 79 d.C., sono state accertate circa milleseicento vittime; alcune a causa del crollo dei tetti abitativi, altre al sopraggiungere delle nubi ardenti provenienti dal Vesuvio.

Non sappiamo se Lucius Vetutius Placidus sia riuscito a salvarsi o meno. Quel che è certo è che la sua bottega e il suo nome resteranno scritti per sempre nella storia.

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