I segreti della Cattedrale di Chartres

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Si dice che la Cattedrale di Chartres sia la più misteriosa del mondo. Entro le sue slanciate mura gotiche, che paiono volgersi al firmamento più che alla terra degli uomini, si può percepire un fascino arcano. La luce filtra attraverso le magnifiche vetrate policrome, come mistica essenza solca gli spazi, rivela il pulviscolo nell’ombra. Polvere siamo e polvere ritorneremo. Ci si immerge così in un abisso di solenne contemplazione, di silenzio ascetico e di profonda interiorità. I passi sul pavimento della cattedrale rimbombano d’infinito, suoni che si dissolvono confusi in cori di angeli lontani e sfumati. Con lento incedere si attraversa la navata, simile a un bosco di bianche betulle in inverno, finché non si incontra il labirinto.

Il labirinto della Cattedrale d Chartres
Il labirinto nella Cattedrale di Chartres

Ci si ferma a contemplare quel tracciato pavimentale che si avvolge su se stesso. Le sue undici spire conducono verso il centro più sacro e profondo non solo della cattedrale, ma dell’uomo stesso. Il percorso è circolare, ritmico e ripetitivo, come fosse il battito di un cuore. Il labirinto ha il potere di disvelare fede, ragioni e sentimenti: nel cammino della penitenza il pellegrino cerca la grazia divina.

La cattedrale e il labirinto

Il labirinto di Chartres non presenta bivi o vicoli ciechi, ma è unicursale, poiché soltanto una è la via della redenzione. Essa è il Cristo che aveva detto: “Io sono la via, la verità e la vita”1. Come in uno specchio, sulla facciata dell’edificio si apre, in perfetta corrispondenza, la grande rosa circolare. Le due figure, il rosone e il labirinto, hanno la stessa area e sembrano sovrapponibili, se non nella concretezza della materia, almeno sul piano metafisico della luce. Senza la luce di Cristo, il cammino dell’uomo non può essere manifesto.

Il labirinto di Chartres
Il labirinto di Chartres

Arrivati al centro del labirinto, dove un fiore esapetalo raffigura la Città di Dio, meta ultima della salvezza, i fedeli ripercorrono il tracciato a ritroso. Si volgono quindi a oriente e proseguono verso l’abside, in direzione del sole nascente e dei luoghi in cui nacque e visse il Messia. Non tutti i pellegrini, un tempo, potevano compiere il santo viaggio per Gerusalemme: il labirinto di Chartres offriva loro un itinerario alternativo, simbolico e spirituale.

Il tracciato del labirinto di Chartres
Il tracciato del labirinto di Chartres

D’altronde, la stessa città era meta di importanti pellegrinaggi. Qui i fedeli si recavano per venerare una delle reliquie più preziose della cristianità. All’interno della Cattedrale, in una cappella del coro, è tuttora custodito il Velo della Vergine che, secondo la leggenda, corrisponde al copricapo indossato da Maria durante l’Annunciazione. La tradizione vuole che il sacro cimelio sia stato donato a Chartres da Carlo il Calvo, nipote di Carlo Magno, nell’8762. Ma la sua vera origine rimane incerta. Inoltre, fattore da non trascurare, Chartres sorgeva lungo la Via Turonensis, il più settentrionale dei grandi itinerari francesi diretti a Santiago di Compostela, che prendeva avvio dalla vicina Parigi3.

Il Velo della Vergine di Chartres
Il Velo della Vergine

Il mito di Chartres

Di pari passo alla costruzione dell’imponente cattedrale gotica, a Chartres si sviluppò il mito. La leggenda e l’edificio furono infatti due imprese parallele e complementari, al punto che non vi sarebbe potuta essere l’una senza l’altra. A distanza di secoli, è ancora possibile rintracciare racconti antichi secondo i quali la cattedrale sorse su un luogo molto particolare, frequentato da pellegrini fin da prima della diffusione del Cristianesimo. La tradizione narra che il poggio sul quale oggi si erge l’edificio gotico ospitasse già al tempo degli apostoli un santuario dedicato a Maria. Inoltre, in un passato ancora più remoto, su questa terra vi sarebbe stata una grotta con una fonte sacra, dove i druidi officiavano riti e sacrifici alla Dea Madre. Di essa si venerava una statua con le sembianze di una vergine destinata a concepire un figlio…

La Cattedrale di Chartres

Come sempre accade, la leggenda affonda le proprie radici in elementi del reale. La Cattedrale di Chartres possiede infatti la più vasta cripta di Francia, ricavata dalle fondamenta di diversi edifici sacri che si sono succeduti nel tempo. Al suo interno si trovano un pozzo antico e una statua della Vergine Maria, nota come Notre-Dame de Sous-Terre, entrambi oggetto di grande devozione popolare. Questi elementi, avvolti da un’aura di mistero e di sacralità, contribuirono ad alimentare la convinzione che il sottosuolo della cattedrale conservasse le tracce di un luogo di culto antichissimo.

La genesi della leggenda

Eppure di leggenda si tratta ed è possibile ricostruirne genesi e motivazioni. Il mito di Chartres nacque grazie all’opera dei canonici della Cattedrale, intenzionati ad accrescere il prestigio del luogo e attirare così i ricchi flussi di pellegrini. Nel Livre des miracles de Notre-Dame, redatto all’inizio del XIII secolo, i canonici rivendicarono le origini apostoliche della Chiesa locale. La loro ricostruzione si basava su un manoscritto del 1130, la Grande Passion des saints fondateurs della diocesi di Sens, secondo cui i santi Savinien, Potentien e Modeste fondarono a Chartres una chiesa dedicata alla Vergine nel IV secolo4. I tre missionari sarebbero poi stati martirizzati per ordine del governatore romano Quirinus, che li fece gettare in un pozzo. La tradizione identificò tale fonte con quella situata nella cripta della Cattedrale, denominata puits des Saints-Forts. È probabile, tuttavia, che questa fosse semplicemente un punto di approvvigionamento idrico dell’antica Autricum, la città gallo-romana5.

Nel XIV secolo il Capitolo della Cattedrale commissionò la stesura di una storia ufficiale della Chiesa di Chartres. Nel Cartulaire de Notre-Dame de Chartres comparvero già alcuni degli elementi caratteristici della leggenda locale. Anzitutto si affermava che i santi evangelizzatori della diocesi fossero stati inviati direttamente da San Pietro, retrodatando a un tempo sacro e mitico le origini della Cattedrale. La narrazione si spingeva però ancora oltre: quando i missionari giunsero a Chartres, avrebbero trovato una piccola chiesa già edificata e consacrata al culto della Vergine.

La Vergine di Chartres

Il Cartulaire menziona inoltre, per la prima volta, una statua miracolosa della Vergine custodita nella cripta della Cattedrale. Secondo la cronaca medievale, la scultura risaliva addirittura al I secolo a.C.; oggi sappiamo invece che si trattava di un’opera romanica realizzata tra l’XI e il XII secolo. L’originale manufatto ligneo andò purtroppo perduto nel 17936 e fu sostituito da una copia nel secolo successivo. Ciò nonostante, è noto che recasse l’iscrizione evocativa “Virgini pariturae“, traducibile come “alla Vergine che partorirà” oppure “alla Vergine che nascerà”. Proprio questa ambiguità semantica permise ai cronisti del XIV secolo di sostenere che il poggio di Chartres fosse dedicato a Maria già prima della sua nascita.

Notre-Dame de Sous-Terre in un disegno del 1780, prima che la statua originale venisse distrutta7

Ma se il più antico santuario della Vergine di Chartres esisteva ben prima del Cristianesimo, chi lo aveva edificato? Il predicatore Jean de Gerson (1363-1429), che aveva di certo letto il De bello Gallico di Giulio Cesare, tramandava che Autricum, l’antica Chartres, fosse uno dei principali centri dei Galli Carnuti8. Questa testimonianza si fuse ben presto con gli elementi della leggenda cristiana. Nacque così il racconto secondo cui i sacerdoti druidi avrebbero eretto, in una grotta sotterranea corrispondente all’attuale cripta della Cattedrale, una statua della Vergine, profetizzando secoli prima la futura nascita di Maria.

Una cattedrale gotica a Chartres

La cattedrale di Notre-Dame di Chartres rappresenta uno dei massimi esempi dell’architettura gotica in tutta Europa. L’edificio venne realizzato tra il 1194 e il 1260, in un momento in cui il nuovo linguaggio artistico, nato nell’Île-de-France alcuni decenni prima, aveva ormai raggiunto la piena maturità. La rapidità con cui fu eretto – nel 1220 era già terminata la copertura con volte ogivali – ne assicurò una certa uniformità stilistica. I suoi centoquindici metri di altezza inaugurarono la fase aurea dei magistri costruttori gotici e delle congregazioni edili specializzate. Carpentieri, tagliapietre, muratori, scalpellini e fabbricanti di immagini: erano questi i compagnons, artigiani qualificati la cui sapienza, tramandata e custodita gelosamente, fu determinante per lo sviluppo artistico e culturale dell’Europa medievale.

Il gotico portò in architettura grandi innovazioni, anche a livello concettuale. Lo slancio verticale delle sue cattedrali, reso possibile dall’utilizzo di contrafforti e archi a ogiva, consentì all’uomo di volgere lo sguardo al cielo, di osare e protendersi verso il divino. Le strutture divennero più leggere ed eleganti; le murature pian piano lasciarono il posto a vetrate policrome meravigliose. Dopo secoli di buio, dettato dalle esigenze architettoniche romaniche, la luce poté invadere gli spazi interni delle cattedrali, al pari di una forza dirompente che spazza l’oscurità interiore dell’uomo.

Cattedrale di Chartres
Gli interni della Cattedrale di Chartres

La Cattedrale di Chartres nel corso dei secoli

Sappiamo che Notre-Dame dovette essere ricostruita più volte, sebbene molte vicende degli edifici che si sono succeduti restino ancora oscure. Un primo luogo di culto cristiano a Chartres non sorse prima del VI secolo9. Questa chiesa venne incendiata dalle truppe del duca d’Aquitania Hunaldo I tra il 743 e il 753. Una nuova cattedrale fu distrutta dagli invasori vichinghi nell’858 e restaurata dal vescovo Gislebert. Nel 962, l’edificio di culto venne nuovamente dato alle fiamme nel bel mezzo della contesa tra Riccardo I di Normandia e il conte di Chartres, Tebaldo I de Blois10. Una nuova cattedrale romanica sorse per volontà del vescovo Fulberto e fu consacrata dal suo successore Thierry nell’ottobre del 103711.

L’ultima ricostruzione della Cattedrale è successiva a un terribile incendio divampato nel 1194. Dell’edificio precedente è sopravvissuta fortunatamente la cripta, ovvero la chiesa sotterranea che il vescovo Fulberto aveva fatto ricavare nelle fondamenta. L’ambiente è costituito da due corridoi concentrici con cappelle e il cosiddetto caveau Saint-Lubin12, dove sono custoditi il pozzo sacro della tradizione e la Vierge de Sous-Terre. Le fiamme risparmiarono anche il prospetto occidentale, che costituisce ancora la grandiosa facciata dell’attuale edificio. È opinione condivisa che esso sia stato realizzato tra il 1145 e il 1155, pochi anni dopo che l’abate Suger aveva consacrato a Saint-Denis di Parigi le primigenie architetture gotiche, non a caso alla presenza del vescovo di Chartres, Geoffroy de Lèves13.

La Cattedrale gotica ricostruita

All’indomani del tragico incendio del 1194 si decise per una totale e immediata ricostruzione della Cattedrale, impresa che richiese poco più di cinquanta anni. È facile immaginare il motivo di questa premura: Chartres costituiva una delle principali mete di pellegrinaggio dell’Occidente grazie alla reliquia del Velo della Vergine, scampata per miracolo alle fiamme. Era dunque necessario restituire al più presto una degna dimora al sacro cimelio e, sul piano simbolico, a tutti i fedeli che si recavano in città per venerarlo. L’edificio gotico venne solennemente riconsacrato nel 1260, durante il regno di Luigi IX il Santo.

La nuova Cattedrale venne concepita secondo una pianta a croce latina, a tre navate sia a livello del corpo centrale che del transetto. In quanto importante meta di pellegrinaggio, fu dotata di un ampio coro circondato da un deambulatorio, sul quale si aprono cinque cappelle radiali. Lungo questo percorso i fedeli potevano raggiungere e venerare il Velo della Vergine senza disturbare lo svolgimento delle funzioni liturgiche. Le campate rettangolari sono scandite dal ritmo di slanciati pilastri a fascio, ai quali si addossano sottili colonnine che si prolungano fino a sostenere le volte a crociera ogivali costolonate.

Il deambulatorio e la recinzione del coro, realizzata tra il XVI e il XVIII secolo

La navata centrale dell’edificio è caratterizzata da un notevole verticalismo: alti archi divisori a sesto acuto sono sovrastati da un triforio cieco e quindi dal cleristorio, onde si aprono grandi finestre destinate a inondare di luce gli ambienti interni. Le vetrate sono costituite dalla ripetizione di due monofore affiancate e sormontate da un piccolo rosone, scelta stilistica innovativa dei maestri costruttori di Chartres. La spinta architettonica esercitata dalle volte sui muri dell’edificio, alleggeriti e traforati, è controbilanciata da un sistema di contrafforti esterni con archi rampanti.

Cattedrale di Chartres
L’architettura interna della navata centrale

La facciata della Cattedrale di Chartres

La facciata della Cattedrale, sopravvissuta in gran parte all’incendio del 1194, è incorniciata da due slanciate torri sostenute da possenti contrafforti. Le due strutture appaiono oggi diseguali poiché appartengono a epoche costruttive differenti. La torre settentrionale, infatti, fu completata soltanto nel 1513, quando la sua guglia, detta Clocher Neuf, venne realizzata nel ricco stile gotico fiammeggiante, caratterizzato da un fitto apparato di pinnacoli, trafori e decorazioni scolpite. La torre meridionale, invece, conserva ancora l’aspetto che aveva nel 1170, al termine della sua edificazione.

Cattedrale di Chartres
La facciata della Cattedrale di Chartres

Il prospetto principale è suddiviso in tre ordini. Al pianterreno si apre il magnifico Portail royal strombato, riccamente scolpito; nel registro intermedio si allineano tre ampie finestre centinate, mentre quello superiore è dominato dall’elegante rosa circolare, aggiunta gotica del XIII secolo. La facciata è infine coronata da una finta loggia che ospita sculture di regnanti. Sulla porzione apicale svetta un timpano provvisto di edicola, dove è scolpita la Vergine con il Bambino affiancata da due angeli.

Il Portail royal

Il grande Portail royal, che orna la facciata, rivela ancora evidenti influssi dell’arte romanica, ormai però trasfigurati in un linguaggio che preannuncia la piena maturità del gotico. Costituito da tre portali affiancati, accoglie uno dei più raffinati cicli scultorei del XII secolo, incentrato sulla missione escatologica di Cristo14. Negli strombi si susseguono diciannove statue-colonne raffiguranti re, regine e profeti dell’Antico Testamento, in simbolica processione per onorare il Messia, la cui vita è riassunta nelle decorazioni dei capitelli. Nella lunetta del portale centrale il Salvatore appare in maestà, assiso entro una mandorla e circondato dai simboli del Tetramorfo. Lungo gli archivolti si dispongono i ventiquattro vegliardi, che nell’Apocalisse di Giovanni assistono alla seconda venuta di Cristo, la Parusia15. Sull’architrave, infine, i dodici apostoli, disposti a gruppi di tre e affiancati dai profeti Elia ed Enoch, si stagliano entro eleganti nicchie scolpite.

Cattedrale di Chartres

L’Ascensione è invece il tema del portale sinistro: Cristo, sorretto da una nube mentre si eleva al cielo, è attorniato da una schiera di angeli e, nel registro inferiore, dagli apostoli raccolti che assistono all’evento. Gli archivolti ospitano una pregevole personificazione dei Mesi, accompagnati dai corrispondenti lavori agricoli e dai segni zodiacali. L’ingresso destro del Portail royal è dedicato all’incarnazione. Nella lunetta la Vergine siede in trono con il Bambino, affiancata da due angeli. Gli archivolti sono decorati con le personificazioni delle arti liberali e dei loro principali maestri dell’antichità. Poco più in basso, sull’architrave superiore, i magistri scultori realizzarono un lungo bassorilievo con la Presentazione al Tempio. Infine, nel registro inferiore si susseguono l’Annunciazione, la Visita a Santa Elisabetta, la Nascita di Gesù, che riposa in una cesta avvolto in fasce, e l’Annuncio ai pastori.

Gli ingressi laterali della Cattedrale di Chartres

Il transetto della Cattedrale si apre all’esterno attraverso due maestose facciate, ciascuna provvista di tre portali strombati preceduti da un protiro e dominate da un grande rosone centrale. Gli ingressi, frutto dell’ultima ricostruzione gotica, sono ornati da un eccezionale apparato scultoreo, nel quale le figure raggiungono un’espressività e una plasticità senza precedenti. Il portale sul lato sud è incentrato sul tema del Giudizio universale. Quello della facciata settentrionale, noto come Portale dell’Alleanza, celebra invece la Vergine in trono e il compimento della storia della salvezza.

Cattedrale di Chartres
Il portale sud del transetto

Chartres e l’Arca dell’Alleanza

Sull’ingresso destro del portale nord due colonnine istoriate raffigurano alcune scene che da secoli suscitano grande fascino e mistero. I visitatori della Cattedrale di Chartres non possono fare a meno di soffermarsi dinanzi alla raffigurazione del trasporto dell’Arca dell’Alleanza, caricata su un carro trainato da buoi. Nella colonnina adiacente la sacra reliquia viene invece coperta da un velo, per essere sottratta allo sguardo degli Israeliti, secondo il volere divino. La scena è accompagnata dalla controversa iscrizione “Hic amititur, Archa cederis“, probabilmente una forma corrotta di “Hic amittitur, Archa foederis” ossia “Qui scompare l’Arca”, oppure di “Hic Amicitur Archa Foederis“, vale a dire “Qui viene coperta l’Arca dell’Alleanza”. Qualcuno, tuttavia, ha voluto interpretarla come “Qui è nascosta l’Arca dell’Alleanza”, aggiungendo un altro capitolo al già straordinario mito di Chartres.

Le sculture dell’Arca dell’Alleanza

Le vetrate della Cattedrale di Chartres

Uno dei grandi tesori della Cattedrale di Chartres è costituito dalle 172 vetrate policrome, frutto di una scuola artistica di livello assoluto e prestigioso, che si estendono per ben 2600 metri quadrati di superficie. È questa una delle magie del gotico, resa possibile alleggerendo le pareti laterali dell’edificio grazie a contrafforti esterni. L’uso di estese vetrate policrome non era solo un vezzo ma rispondeva a precise esigenze didattiche. Attraverso le decorazioni istoriate, composte da tessere di vetro colorato unite da sottili strisce di piombo, era possibile istruire i fedeli sui racconti delle Sacre Scritture e dei Vangeli. Nel Medioevo, epoca in cui solo in pochi sapevano leggere, l’immagine possedeva infatti un’importanza fondamentale nella trasmissione dei valori religiosi e culturali.

Le vetrate del transetto nord

Sulla facciata principale i temi iconografici delle finestre appaiono speculari a quelli dell’apparato scultoreo. Al centro del rosone domina il Cristo in maestà, mentre le tre finestre sottostanti sviluppano il tema della storia della salvezza. La vetrata destra è dedicata all’Albero di Jesse, raffigurazione della stirpe di Davide dalla quale sarebbe nato il Messia, accompagnata dalle figure dei profeti che ne annunciano la venuta. La finestra centrale, più alta e ampia delle altre, presenta il Cristo come compimento delle profezie e della promessa divina. Infine, la vetrata sinistra ospita scene legate alla Passione e alla Resurrezione.

Le vetrate delle navate e la Madonna della Belle-Verrière

Le vetrate del cleristorio presentano grandi figure di santi, profeti, nobili e sovrani. La funzione narrativa e didattica è invece affidata soprattutto alle finestre delle navate laterali e alle cappelle radiali del deambulatorio. I temi trattati sono tantissimi e comprendono episodi biblici, in particolare la vita di Cristo e della Vergine, tra cui la celebre Madonna della Belle-Verrière, risalente al 1135 e collocata nella cappella assiale del coro, oltre alle storie dei santi. Una delle vetrate è dedicata alle gesta di Carlo Magno, in un programma simbolico volto a suggerire il carattere sacro della monarchia francese. La parte inferiore delle vetrate è spesso occupata da scene di vita quotidiana, con artigiani e mercanti intenti nelle proprie attività. Si tratta delle raffigurazioni delle corporazioni di mestieri che finanziarono la ricostruzione della Cattedrale dopo l’incendio del 1194.

Cattedrale di Chartres

I segreti delle vetrate di Chartres

Celebre è la vetrata del transetto sud con la vita di Sant’Apollinare, non soltanto per la sua straordinaria qualità artistica, ma anche per un misterioso fenomeno luminoso che si ripete ogni anno. La monofora, orientata verso occidente, è attraversata nel giorno del solstizio d’estate da un raggio di sole che filtra attraverso un piccolo foro, lasciato privo di decorazione, e colpisce una mattonella posta di sbieco sul pavimento, in corrispondenza di un elemento metallico. A causa della precessione degli equinozi, ai nostri giorni l’evento si manifesta intorno alle ore 14, ma nel XIII secolo avveniva a mezzogiorno in punto, tra lo stupore di tutti i fedeli.

La vetrata di Sant’Apollinare

Tra i molti e vivaci colori che animano le vetrate della Cattedrale, soprattutto quelle della navata settentrionale, ve n’è uno diventato leggendario: il cosiddetto “blu di Chartres”. Si tratta di un azzurro profondo e luminoso, ottenuto attraverso una particolare composizione del vetro e l’impiego di ossidi metallici. Per decenni, il segreto della composizione di questo ammirabile pigmento è stato custodito gelosamente dai maestri vetrai medievali. E noi, ancora oggi, non siamo in grado di replicarlo.

Samuele Corrente Naso

Note

  1. Vangelo di Giovanni 14, 6, ↩︎
  2. M. E. Fassler, The Virgin of Chartres: Making History through Liturgy and the Arts, Yale University Press, New Haven, 2010. ↩︎
  3. Liber Sancti Jacobi o Codex Calixtinus, libro V: Iter pro peregrinis ad Compostellam, Aimery Picaud ascriptum (“Guida del pellegrino di san Giacomo”), 1139-1173. ↩︎
  4. Nicolas Balzamo, Les deux cathédrales. Mythes et histoire à Chartres (XIe–XXe siècle), Les Belles Lettres, Paris, 2012. ↩︎
  5. A. Trintignac, Découvrir Notre-Dame de Chartres, Éditions du Cerf, 1988. ↩︎
  6. I. Forsyth, The Throne of Wisdom. Wood Sculptures of the Madonna in Romanesque France, Princeton, 1972. ↩︎
  7. S. Cassagnes-Brouquet, Vierges Noires, éditions du Rouergue, 2000. ↩︎
  8. Giulio Cesare, De Bello Gallico, VIII. ↩︎
  9. Jean Villette, Les portails de la cathédrale de Chartres, J.- M. Garnier, Chartres, 1994. ↩︎
  10. Y. Sassier, Hugues Capet: naissance d’une dynastie, Fayard, Paris, 1987. ↩︎
  11. R. Merlet, M. l’abbé Clerval, Un Manuscrit chartrain du XIe siècle, Fulbert, évêque de Chartres, martyrologe à l’usage de l’église de Chartres, Chartres, Garnier, 1893. ↩︎
  12. C. Sapin, F. Heber Suffrin, Les cryptes de Chartres, in M. Rouche, Fulbert de Chartres. Précurseur de l’Europe médiévale?, Paris 2008. ↩︎
  13. B. Kurmann-Schwarz, Construction d’un mythe au moyen âge et à l’époque moderne. Nouvelles études sur la cathédrale de Chartres au XIIe siécle, in Francia 41, 2014. ↩︎
  14. W. Sauerländer, Das Königsportal in Chartres. Heilsgeschichte und Lebenswirklich- keit, Frankfurt am Main, 1984. ↩︎
  15. Libro dell’Apocalisse 4, 4. ↩︎

Autore

Samuele

Samuele

Samuele è il fondatore di Indagini e Misteri, blog di antropologia, storia e arte. È laureato in biologia forense e lavora per il Ministero della Cultura. Per diletto studia cose insolite e vetuste, come incerti simbolismi o enigmatici riti apotropaici. Insegue il mistero attraverso l’avventura ma quello, inspiegabilmente, è sempre un passo più in là.

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