L’antica simbologia della mandorla e della vesica piscis

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Narra il mito di una fanciulla greca di nome Fillide, figlia del re di Tracia, e del suo amore tragico per Demofoonte. L’eroe, che ivi si era fermato mentre faceva ritorno dalla guerra di Troia, aveva promesso di sposarla non appena terminate le sue faccende ad Atene. Ma trascorsi molti anni, Demofoonte non era ancora riapparso e Fillide, trafitta dal dolore, si causò la morte1. Così la dea Atena, presa da grande pietà, la trasformò in un mandorlo senza foglie. Quando Demofoonte ritornò in Tracia vide quell’albero secco e si commosse a tal punto da abbracciarlo. In quel momento il mandorlo germogliò e si cosparse di foglie.

Il mito come spesso accade coglie degli elementi del reale, tenta di dare una risposta a ciò che è ignoto, insolito. I boccioli del mandorlo sbocciano, primi fra tutti, a fine febbraio. Si tratta di uno spettacolo straordinario e inatteso durante uno dei mesi più freddi dell’inverno. Con il mito di Fillide gli antichi spiegavano la straordinaria fioritura dell’albero che, spoglio, si rigenerava come dal nulla. Allora come oggi i fiori del mandorlo anticipavano la primavera, fungevano da avanguardia al risveglio della natura. Ecco che la mandorla, frutto di tale miracolo, assumeva il significato simbolico di rinascita.

Vesica Piscis
Da un punto di vista grafico la mandorla è ottenuta intersecando tra loro due cerchi

La mandorla nel Cristianesimo

Nel Cristianesimo chi risorge dalla condizione della morte è Cristo. Fu dunque naturale associare l’immagine del Salvatore alla mandorla sin dai primi secoli. Nell’iconografia tradizionale Cristo risorto è inscritto in una mandorla mistica e la sua rappresentazione ricalca la forma della vesica piscis, ossia della vescica natatoria che permette ai pesci di rimanere a galla2.

Vesica Piscis
Cristo in mandorla presso l’abside dell’abbazia di Pomposa

Il richiamo alla figura del pesce non è casuale. La forma della madorla, infatti, molto rassomigliava a quella dell’Ichthys coniato dai primi credenti in Cristo per occultare la propria fede in tempo di persecuzioni. Ichthys, in greco ΙΧΘΥΣ, voleva dire pesce ma soprattutto era l’acrostico delle parole Iēsous Christos, Theou Yios, Sōtēr, ossia Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore.

Il simbolo dell’Ichthys

La geometria sacra della vesica piscis

La mandorla veniva disegnata attraverso l’intersezione di due cerchi, metafora dell’incontro tra ciò che è fisico e ciò che è spirituale.

Vesica Piscis
La vesica piscis presso la facciata della ex chiesa di San Francesco a San Gimignano

“Voi chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” .

Vangelo di Matteo 16,15

Il mediatore tra queste due dimensioni è Cristo; in quanto figlio di Dio, egli possiede natura divina e umana, congiunge il mondo terrestre e quello celeste. Come il guscio di una mandorla racchiude il seme prezioso, così il corpo di Cristo ospita la Vita.

Samuele Corrente Naso

Note

  1. Ovidio, Heroides II; Virgilio, Bucoliche V, 10. ↩︎
  2. R. Fletcher, Musings on the Vesica Piscis, Nexus Network Journal, 2004. ↩︎
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