Sotto il segno della croce patente: la cappella dei Templari a Metz

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Sono lontani e leggendari i tempi in cui i Templari si stabilirono a Metz, in Lorena, terra di commerci e di pellegrinaggi. Si tramanda che, nella prima metà del XII secolo, alcuni di questi “Poveri compagni di Cristo” presero possesso di un’umile cappella dedicata a Saint-Maurice, situata oltre le mura meridionali della città1. Fu loro donata da Agnese, badessa di Sainte-Glossinde, quando la fraternitas fondata da Hugues de Payns era ancora agli albori della sua storia, ben prima di diventare un potente ordine monastico e cavalleresco. Dalla prospera Lorena, i Templari potevano volgere il proprio sguardo a Oriente, verso la Terra Santa, meta sacra della cristianità, ma anche luogo di conquiste e di battaglie, dove si realizzava la loro missione di crociati. Metz costituiva, infatti, un punto strategico per il controllo dei traffici e il sostegno alle spedizioni in Outremer, che richiedevano l’invio di reclute e approvvigionamenti.

Con questo scopo, agli inizi del XIII secolo2, abbandonarono la piccola e ormai inadeguata cappella di Saint-Maurice e si trasferirono in una nuova commenda nei pressi dell’antica basilica di Saint-Pierre-aux-Nonnains, su un’altura naturale che dominava la valle della Mosella. La precettoria, dotata di magazzini, alloggi per i membri della comunità e spazi per il culto, costituiva il centro amministrativo e logistico più importante della regione. L’unica vestigia rimasta di questo complesso è un modesto oratorio a pianta centrale, un tempo destinato all’uso funerario e alla commemorazione dei confratelli templari che avevano ormai compiuto la loro missione sulla terra.

La cappella dei Templari di Metz
La cappella dei Templari a Metz

I Cavalieri Templari

Secondo una diffusa tradizione, tramandata dall’arcivescovo Guglielmo di Tiro, i Templari sarebbero stati fondati nel 1118-1119, all’indomani della prima crociata, dal cavaliere francese Hugues de Payns che, radunati altri otto compagni, fece solenne voto di difendere i luoghi della cristianità in Terra Santa e i pellegrini diretti a Gerusalemme3. Il monaco e cronista Simone di Saint Bertin, invece, fa risalire la nascita di questa Militia Christi già al 10994.

“Nello stesso anno, alcuni nobili cavalieri, pieni di devozione per Dio, religiosi e timorati di Dio, rimettendosi nelle mani del signore patriarca per servire Cristo, professarono di voler vivere perpetuamente secondo le consuetudini delle regole dei canonici, osservando la castità e l’obbedienza e rifiutando ogni proprietà. Tra loro i primi e i principali furono questi due uomini venerabili, Ugo dei Pagani e Goffredo di Santo Audemaro”.

Guglielmo di Tiro, Historia rerum in partibus transmarinis gestarum, seconda metà del XII secolo.
Una raffigurazione dei Cavalieri Templari. Matthew Paris
Una raffigurazione dei Cavalieri Templari. Matthew Paris OSB, Chronica maiora I, Cambridge, Corpus Christi College, MS 026, 1250 circa

I Templari presero il loro nome solo in seguito alla concessione, da parte di re Baldovino II nel 1120, dell’area della Moschea di al-Aqsa, come ringraziamento per i servigi prestati. Il sito, che divenne il quartier generale dell’Ordine, nei tempi antichi ospitava infatti il sacro Tempio di Gerusalemme. La piccola fraternitas di Hugues de Payns, che in principio svolgeva soprattutto funzioni spirituali e ospedaliere per i pellegrini, cominciò a crescere rapidamente, anche grazie al sostegno del padre spirituale di quel tempo, Bernardo di Chiaravalle. Il santo ripudiava la vanagloria degli eserciti crociati, definendoli “non militia, sed malitia“, e invece esaltava l’opera di evangelizzazione dei Templari, anche mediante l’uso della spada:

“Invero, quando egli uccide un malfattore, non commette omicidio, ma malicidio, e può essere considerato il carnefice autorizzato da Cristo contro i malvagi”.

Bernardo di Chiaravalle, De laude novae militiae ad Milites Templi, 1128-11355.

Un potente ordine monastico e cavalleresco

Con la sua predicazione, Bernardo convinse papa Onorio II a riconoscere ufficialmente l’Ordine, che nel 1129, a Troyes, ricevette la prima Regola. Monaci e combattenti, uomini di fede e cavalieri: in breve tempo i Templari riuscirono a ottenere dalla Chiesa ampi privilegi economici e spirituali. Nel 1139, Innocenzo II emanò la bolla Omne Datum Optimum, che sanciva la loro completa indipendenza dal clero secolare. Nel 1144 Celestino II, con la bolla Milites Templi, stabilì che l’Ordine potesse raccogliere le offerte dei fedeli6. Il potere e la ricchezza raggiunti consentirono ai Templari di organizzare una vasta rete di strutture militari e castelli in tutta Europa. Il controllo territoriale era garantito dalla presenza di una commenda (o precettoria), che a Metz amministrava la comunità templare di tutto il Ducato di Lorena e della Contea di Bar.

“Non nobis, Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam!”.

“Non a noi, non a noi o Signore, ma al tuo nome dai gloria!”.

Bernardo di Chiaravalle, De laude novae militiae ad Milites Templi, 13, 31. La citazione, tratta dal Salmo 115, è riportata nel prologo della Regola di San Benedetto, a partire dalla quale fu redatta la Regola “primitiva” dei Templari.

I Cavalieri Templari a Metz

Non abbiamo fonti documentarie che attestino l’anno esatto in cui Agnese, badessa di Sainte-Glossinde, donò ai Templari la cappella di Saint-Maurice a Metz. Secondo il cronista seicentesco Philippe de Vigneulles, i primi confratelli dell’Ordine si stabilirono in città già nel 1123:

“Allo stesso modo, tanto dopo quanto durante la vita di quel santo Bernardo, cioè nell’anno 1123, durante il regno del suddetto imperatore Enrico V e del suddetto Luigi il Grosso, re di Francia, e di Stefano, vescovo di Metz, furono per la prima volta fondati e stabiliti i Templari e quelli dell’Ospedale di Gerusalemme”.

Philippe de Vigneulles, Chroniques, vol. I, primo quarto del XVI secolo.

È plausibile che Bernardo di Chiaravalle si sia recato in Lorena una decina d’anni dopo la data indicata, per sostenere l’elezione di papa Innocenzo II e fare visita al vescovo Stefano di Bar7. Il 1133, in effetti, sembra una data più verosimile. Proprio in quegli anni, infatti, si datano i primi, importanti, insediamenti templari anche nel resto della Francia. In Linguadoca, la storica commenda di Douzens, sulla via tra Narbonne e Carcassonne, sorse non prima del 1133-1134, quando la nobildonna Lauretta donò all’ordine due terreni dipendenti dal castello di Blomac8. San Bernardo attraversò di nuovo le regioni renane e la Lorena nella primavera-estate del 1146 per predicare la seconda crociata in Terra Santa9. In quell’anno, i Cavalieri del Tempio dovevano essere ormai ben presenti e attivi a Metz, da dove, nel giugno dell’anno successivo, partì la spedizione francese10.

Nel giro di poche decine d’anni, i Templari divennero abbastanza ricchi e numerosi da poter fondare in città una propria sede. All’inizio del XIII secolo, si trasferirono quindi nell’area compresa tra la basilica romana di Saint-Pierre-aux-Nonnains (IV secolo) e l’abbazia di Sainte-Marie (VIII secolo). Qui, a partire dal 1180 circa, avevano edificato una nuova commenda costituita da un complesso di vari edifici, tra cui un dormitorio, dei magazzini per le derrate alimentari e alcune cappelle destinate alle funzioni liturgiche e funerarie.

La cattedrale gotica di Metz
La cattedrale gotica di Metz, costruita a partire dal 1220

Lo scioglimento dei Templari

Nonostante l’eroica resistenza dei crociati, nel 1291 cadde l’ultima roccaforte cristiana in Terra Santa, San Giovanni d’Acri, per mano dei Mamelucchi. Così, la missione per cui erano stati fondati gli ordini gerosolimitani, ovvero la difesa dei luoghi santi in Outremer, era ormai fallita. Nel frattempo, i Templari erano divenuti enormemente ricchi e possedevano commende in tutta Europa. Il re di Francia Filippo il Bello, preoccupato da questa potenza politico-militare e desideroso di impossessarsi dei loro beni per risanare le disastrate finanze del regno, ne ordinò lo scioglimento. Come pretesto, il sovrano avviò un processo accusandoli di eresia, sodomia e idolatria. Quindi, il venerdì 13 ottobre 1307, comandò l’arresto di tutti i Templari del regno. Sottoposto a enormi pressioni, nel marzo 1312 anche papa Clemente V decretò la dissoluzione dell’Ordine, con la bolla Vox in excelso. L’ultimo maestro templare, Jacques de Molay, fu arso al rogo a Parigi l’11 marzo 1314.

Nel Sacro Romano Impero, invece, le accuse contro i Templari furono accolte con maggiore scetticismo. Nel 1310 i confratelli furono assolti dal Concilio Provinciale di Treviri, nella cui giurisdizione ricadeva anche Metz, sotto l’autorità dell’arcivescovo Baldovino di Lussemburgo. La bolla di Clemente V trovò applicazione solo nel 131911: in quell’anno i loro beni furono confiscati e affidati all’Ordine Teutonico e agli Ospitalieri di San Giovanni.

La cappella dei Templari a Metz
L’oratorio templare di Metz

Anche la precettoria di Metz venne affidata ai Cavalieri Ospitalieri , presenti in città sin dal XIII secolo presso il sito di Saint-Jean-en-Chambre12. Gli Ospitalieri mantennero le vecchie strutture templari per più di due secoli finché, nel 1556, la Corona francese decise di costruire nell’area una cittadella militare. Quasi tutti gli edifici andarono distrutti, tranne una piccola cappella funeraria, che si salvò poiché trasformata in un magazzino per la polvere da sparo.

La cappella dei Templari a Metz

La cappella templare di Metz, nonostante i rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, conserva ancora oggi il suo impianto architettonico originario. L’oratorio, costruito secondo un orientamento ovest-est, rappresenta uno degli esempi più singolari di architettura romanica legata all’Ordine del Tempio. L’edificio, a pianta centrale ottagonale, misura circa 11,15 metri di larghezza e 17 metri di lunghezza per la presenza di un corpo longitudinale con abside semicircolare, dove insiste il coro. La particolare composizione geometrica si ispira a modelli orientali e, in particolare, al Santo Sepolcro di Gerusalemme, il più venerato santuario della cristianità. Al tempo della sua costruzione, il richiamo non era soltanto architettonico, ma soprattutto spirituale e simbolico: per i Templari evocava il legame con i luoghi sacri affidati alla loro custodia in Terra Santa. La figura dell’ottagono, inoltre, rimandava all’ottavo giorno, eterno compimento della creazione per mezzo della resurrezione di Cristo.

Le finestre originali, che si aprivano sui lati dell’ottagono e presso il coro, furono tamponate nel XVI secolo. Le odierne monofore provviste di vetrate policrome, invece, sono frutto dei restauri di inizio XX secolo. La severa architettura degli esterni è scandita dall’alternanza di pilastri poco aggettanti presso gli spigoli, nonché dalla ripetizione di mensole presso il cornicione. Sul prospetto dell’ottagono a sinistra dell’ingresso, si osservano dei nicchioni cuspidati, addossati alla parete, che racchiudono arcate trilobate, sostenute da colonnine con capitelli scolpiti. Edificati in epoca gotica, tali vani servivano, con ogni probabilità, a ospitare le tombe di alcuni importanti membri della comunità templare di Metz.

Nicchie esterne
Le nicchie esterne della Cappella templare di Metz

La croce patente

Al centro dell’architrave del portale d’ingresso, dove è stata ricavata una lunetta, si può ancora riconoscere, sebbene molto consunta, la croce patente dell’Ordine del Tempio, segno della missio crociata. È possibile che l’ingresso fosse preceduto da un grande portico voltato in pietra, sul modello di quanto si osserva nella cappella templare di Laon.

Croce Patente nella cappella dei Templari di Metz
La croce patente all’ingresso della Cappella dei Templari a Metz

Gli interni della cappella

Lo spazio interno della cappella, modesto ma armonioso, è ornato da otto semicolonne che sostengono le nervature della volta. Queste convergono su un medaglione con la figura scolpita di una colomba, figurazione dello Spirito Santo. L’area del presbiterio, invece, introdotta da un arco ogivale, è sormontata da una volta a crociera costolonata, la cui chiave di volta rappresenta l’Agnus Dei. Un tempo, una balaustra separava il coro dalla navata.

Gli affreschi della Cappella, realizzati agli inizi del XX secolo13

All’inizio del XX secolo, l’esercito tedesco utilizzò l’oratorio come stazione telegrafica. Nel 1904, quindi, l’imperatore Guglielmo II ne ordinò il restauro e i lavori furono affidati al professor Hermann Schaper di Hannover14. Tra il 1910 e il 1913 Schaper curò la decorazione degli interni, un tempo affrescati con dipinti del XIII secolo, realizzando un vasto ciclo pittorico sulle pareti e sulle volte. Alla sua morte, l’opera fu completata dall’allievo Friedrich Schwarting15. Degli originali affreschi medievali sono sopravvissuti solo alcuni consunti frammenti in una nicchia sul lato meridionale, dove si riconoscono la Vergine incoronata che tiene in braccio il Bambino Gesù e due figure di santi in adorazione. La presenza di alcune ruote sembra suggerire la raffigurazione del martirio di Santa Caterina d’Alessandria16. Da una descrizione ottocentesca di F. de Saulcy, sappiamo inoltre che le colonne della cappella erano decorate a bande, con motivi a scacchiera e tralci di edera spiraliformi17.

Affreschi originali della Cappella templare
Ciò che resta degli affreschi originali della Cappella templare di Metz18

La cappella funeraria dei Templari a Metz

L’uso funerario della cappella di Metz è testimoniato dal ritrovamento di numerose sepolture appartenenti ai membri dell’Ordine templare. Un maestro della commenda giaceva qui sepolto dal 1187, come attesta l’iscrizione su un lungo cartiglio che accompagna la figura del defunto sulla lastra tombale, rinvenuta nel 1861 e oggi conservata presso i Musées de la Cour d’Or19:

“Ci gist Mesires Jehans Freires chapelens ki fut maistre des mazons dou tanple de Lorene XXIII ans ki fut mors la vigile de la chandelour lan M CC IIIIXX VII”.

“Qui giace messer Jean, fratello cappellano, che fu maestro delle commende del Tempio di Lorena per ventitré anni, e che morì la vigilia della Candelora nell’anno 1287”.

C. Lorrain, Catalogue de la galerie archéologique n°504, Musées de la Cour d’Or, n. Inv. 12246.

Si trattava di tombe umili, destinate a uomini che avevano votato la propria vita a una sacra missione. Monaci e cavalieri che speravano in una ricompensa finale oltre la morte, dove poter contemplare il santo volto di Cristo per l’eternità.

Samuele Corrente Naso

Note

  1. M. Parisse, Agnès, abbesse de Sainte-Glossinde de Metz et de Notre-Dame d’Herbitzheim, in Cahiers lorrains, 2, 1965. ↩︎
  2. J. Trapp, P.-M. Mercier, A-t-on retrouvé la commanderie templière de Metz?, in Les cahiers lorrains: organe des sociétés littéraires et scientifiques de Metz et de la Moselle, 2008. ↩︎
  3. Guglielmo di Tiro, Historia rerum in partibus transmarinis gestarum, seconda metà del XII secolo, edizione critica di R.B.C. Huygens, identificazione delle fonti storiche e delle date di H.E. Mayer et G. Rösch, Typographi Brepols, Turnholti, 1986. ↩︎
  4. Simone di Saint Bertin, Gesta abbatum Sancti Bertini Sithiensium, 1140 circa, in O. Holder-Egger, in Monumenta Germaniae Historica Scriptores, vol. 13. ↩︎
  5. P. Partner, I Templari, Einaudi, Torino, 1991. ↩︎
  6. M. Barber, La storia dei Templari, traduzione di Mirko Scaccabarozzi, Piemme, 2003. ↩︎
  7. A. Vacant, E. Mangenot, Mgr É. Amann, Dictionnaire de théologie catholique, Bernard (Saint), 1899-1950. ↩︎
  8. P. Gérard, E. Magnou (a cura di), Cartulaire des Templiers de Douzens, sous la direction de Ph. Wolff, Bibliothèque nationale de France, in Collection de documents inédits sur l’histoire de France, série in-8°, vol. 3, Paris, 1965. ↩︎
  9. Bernardo di Chiaravalle, Lettere, n. 247, rivolta al papa e successiva all’aprile 1146. ↩︎
  10. Oddone di Deuil, De profectione Ludovici VII in Orientem, in E. Burgio, Crociate. Testi storici e poetici, a cura di G. Zaganelli, Mondadori, Milano, 2004. ↩︎
  11. Ibidem nota 2. ↩︎
  12. Commanderie de Saint-Jean-en-Chambre nel portale MéLoDi (Mémoires des Lorraine Disparues) a cura di L. Dauphant e A. Adrian, Université de Lorraine. Link alla risorsa. ↩︎
  13. Di Von Zairon – Opera propria, CC BY-SA 4.0, link all’immagine. ↩︎
  14. E. Voltz, La Chapelle des Templiers de Metz, in Archeologia, nº 56, 1973. ↩︎
  15. H. Vollmer (a cura di), Allgemeines Lexikon der Bildenden Künstler von der Antike bis zur Gegenwart, vol. 30, E. A. Seemann, Leipzig, 1936. ↩︎
  16. Ibidem nota 13. ↩︎
  17. F. de Saulcy, L’oratoire des Templiers de Metz, Mémoires de l’Académie nationale de Metz, Académie royale, Metz, 1834-1835. ↩︎
  18. Di Von Triptychon – Opera propria, CC BY-SA 4.0, link all’immagine. ↩︎
  19. Stèle de Jean, chapelain des Templiers, Musée de la Cour d’Or, inv. 12246, via MéLoDi – Université de Lorraine. Link alla risorsa. ↩︎

Autore

Samuele

Samuele

Samuele è il fondatore di Indagini e Misteri, blog di antropologia, storia e arte. È laureato in biologia forense e lavora per il Ministero della Cultura. Per diletto studia cose insolite e vetuste, come incerti simbolismi o enigmatici riti apotropaici. Insegue il mistero attraverso l’avventura ma quello, inspiegabilmente, è sempre un passo più in là.

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