Ci furono tempi in cui papi, re e imperatori si contendevano terre e gloria, in cui la pietra era immagine del potere. Le cattedrali dell’Europa medievale non erano solo luoghi di culto e di preghiera. Pilastri, volte e portali erano espressione di ricchezza e di dominio, rivelavano volontà e aspirazioni, accoglievano gli eventi della storia. Si narra che per ispirazione divina Corrado II Salico, sovrano del Sacro Romano Impero, volle edificare la cattedrale di Spira, ancor oggi la più grande chiesa romanica del mondo. Le sue torri dominano incontrastate il paesaggio del Palatinato, l’imponente mole di pietra osserva con severità lo scorrere del fiume Reno. I prospetti decisi, ma gioiosi al mattino, quando il sole illumina la pietra arenaria rossa e gialla, fronteggiano fieri le vie urbane della città tedesca. A Spira Corrado II fece innalzare un grandioso Kaiserdom, manifesto di potenza e gloria, sigillo dell’autorità imperiale sui popoli.

La cattedrale imperiale di Spira
Non vi è certezza su quando Corrado II di Franconia, regnante dal 1024 al 1039, decise di edificare la cattedrale di Spira, poiché non ci sono pervenute fonti documentali. Tuttavia, è ragionevole ipotizzare che i lavori abbiano avuto inizio nel periodo 1025-10301. L’edificio venne concepito per dare gloria all’imperatore in vita come in cielo. Egli era il prescelto di Dio per portare l’ordine e la pace nel mondo, e Spira era la sua dimora. Inoltre, la cattedrale era destinata a ospitare Corrado II anche dopo la morte e fu progettata già dal principio come un enorme mausoleo.
La scelta del luogo dove edificare il Kaiserdom non fu casuale. Queste terre costituivano il cuore dell’identità germanica sin dall’epoca di Carlo Magno e dell’Impero carolingio. Dopo la morte di questo grande condottiero, nuove potenze, nuovi equilibri politici e religiosi si erano affermati. A ovest del Reno si era costituito il Regno di Francia, mentre Ottone I aveva stabilito il Romano Impero in Germania nel 962, proclamandosi successore di Carlo Magno. Ottone rivendicava il ruolo di massima autorità nel mondo cristiano e, con il Privilegium Othonis, aveva imposto che l’elezione del papa avvenisse soltanto con il consenso dell’imperatore2.

Corrado II aveva ereditato il gravoso compito di affermare questo primato, temporale e spirituale, dell’imperatore su tutto il mondo. Si trattava di rendere concreta e tangibile l’idea di una translatio imperii: Roma e la sua antica gloria si trovavano ora in Germania, sulla sponda orientale del fiume Reno.
La cattedrale di Corrado II
Come segno di questo passaggio storico, a Spira fu innalzata una cattedrale romanica, sebbene tale stile architettonico fosse ancora agli albori. La pianta riprendeva quella delle grandi basiliche dei Romani, caratterizzate da un’ampia navata e soprattutto dalla simmetria delle estremità, a cui si aggiungeva il transetto per sottendere la figura della croce. A Spira vennero infatti eretti due corpi speculari, uno a oriente e uno a occidente, ciascuno con due esili torri quadrangolari e una cupola coperta da un tiburio ottagonale. All’abside semicircolare, spazio sacro della Chiesa di Cristo, si contrapponeva così il Westwerk del prospetto ovest, sede simbolica del potere temporale. Tipico corpo turrito delle costruzioni carolinge e ottoniane, il Westwerk proteggeva la cattedrale come un possente bastione, immagine dell’imperatore che vigila sul mondo cristiano.

La facciata della cattedrale di Spira
La cattedrale di Spira trasmette la sensazione di trovarsi innanzi a una costruzione solenne e maestosa. La facciata, cuspidata e tripartita in senso orizzontale, si erge al limitare della Maximilianstraße, la lunga via pedonale che ha inizio dall’antica porta cittadina dell’Altpörtel. L’ordine superiore ospita una piccola galleria con archetti ciechi a sesto acuto (Zwerggalerie), che corre anche lungo gli altri prospetti. Una grande rosa a dieci raggi, affiancata da due monofore, domina il livello intermedio. Al centro della composizione vi è Cristo, meta ultima verso cui tende tutto il creato. Il rosone è incorniciato da un quadrato, simbolo del cosmo e dei suoi quattro elementi, ai cui angoli si trovano le figure del Tetramorfo.

Al piano terra si aprono invece i tre portali d’ingresso strombati. Quello centrale, più ampio e alto, è sormontato da cinque figure scolpite: Santa Maria; Santo Stefano, patrono della cattedrale; San Michele Arcangelo, protettore del Sacro Romano Impero; San Giovanni Battista, in quanto il Duomo fu il primo battistero della diocesi di Spira; San Bernardo di Chiaravalle che visitò questo luogo nel 1146. Gli interni della cattedrale sono preceduti da un ampio nartece.

Una cattedrale romanica
La cattedrale voluta da Corrado II era terminata già nel 1061. Tuttavia, l’imperatore non poté vederla conclusa. Morto nel 1039, era stato nel frattempo sepolto con tutti gli onori nello spazio sacro tra la navata e il presbiterio. Negli anni seguenti saranno molti i sovrani che troveranno riposo a Spira con le loro consorti3. Se ne contano almeno otto, oltre ad alcuni vescovi della diocesi. Le tombe sono oggi visibili nell’area della cripta sotterranea situata in corrispondenza del coro e del transetto, con pianta cruciforme e abside semicircolare.
Nonostante a Spira fosse stato realizzato un progetto d’avanguardia, la cattedrale non poteva ancora dirsi compiutamente romanica. Lo diventerà solo in seguito, quando Enrico IV, Rex Romanorum dal 1056, deciderà di apporvi una copertura di pietra. Enrico, membro della dinastia salica e nipote di Corrado II, cercò di proseguire la politica imperiale di supremazia sulla Chiesa, sostenendo il diritto di investitura dei vescovi e delle alte cariche ecclesiastiche. Per questo motivo, finì per scontrarsi con Gregorio VII, che nel 1075 emanò il Dictatus papae4, un documento con il quale affermava il primato assoluto del papa sulla terra, nonché la facoltà di deporre lo stesso imperatore5. In questo contesto di lotta per le investiture, Enrico IV decise di rinnovare la cattedrale di Spira in forme ancora più grandiose, come segno del suo potere. Affidò dunque la supervisione dei lavori al vescovo Ottone di Bamberga.

La navata e la copertura di pietra
Nel 1090 prese avvio il nuovo progetto, che prevedeva la sostituzione della copertura lignea della navata centrale con grandi volte a crociera. Per realizzare questa impresa, fu necessario rinforzare le fondamenta e modificare i pilastri, ai quali, uno sì e uno no, fu addossata una semicolonna più robusta per reggere le volte. Questo sistema, detto “alternato”, permise di impostare le campate ben prima che si diffondessero i pilastri a fascio dello stile gotico. Era questo l’inizio di una nuova epoca. La navata centrale, alta ben trentatré metri, venne provvista di sei campate e, insieme alla cupola sulla crociera, tale numero richiamava i giorni della creazione. Le navate laterali, invece, mantennero dodici campate, chiaro rimando simbolico al concetto di totalità: Dio è il creatore di tutto il cosmo, l’imperatore del Sacro Romano Impero ne è il custode.
Samuele Corrente Naso
Note
- A. Doll: Überlegungen zur Grundsteinlegung und zu den Weihen des Speyerer Domes, in Archiv für mittelrheinische Kirchengeschichte, Band 24, 1972. ↩︎
- Privilegium Othonis, Februar 962, in Monumenta Germaniae Historica DD O I. ↩︎
- Di seguito l’elenco dei regnanti e delle consorti sepolti a Spira: Corrado II. † 4.6.1039; Gisella † 15.2.1043, moglie di Corrado II; Enrico III. † 5.10.1056; Bertha † 27.12.1087, moglie di Enrico IV; Enrico IV. † 7.8.1106; Enrico V. † 23.5.1125; Filippo di Svevia † 21.6.1208; Beatrice † 15.11.1184, moglie di Federico I Barbarossa; Rodolfo di Asburgo † 15.7.1291; Alberto di Austria † 1.5.1308; Adolfo di Nassau † 2.7.1298. ↩︎
- Monumenta Germaniae Historica, Epistolae saeculi XIII e regestis pontificum Romanorum selectae, 2, Volume 2. ↩︎
- F. Cardini e M. Montesano, Storia medievale, Firenze, Le Monnier Università, 2006. ↩︎


