I resti romani e il complesso di Santa Reparata a Firenze

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Ben prima di diventare la culla del Rinascimento, Firenze custodiva importanti testimonianze dell’epoca romana e paleocristiana: gli scavi archeologici condotti sotto Piazza della Signoria e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore hanno infatti riportato alla luce straordinarie scoperte, tra cui i resti di un teatro del I-II secolo d.C. e l’antico complesso episcopale di Santa Reparata.

Veduta di Firenze da Piazzale Michelangelo
Firenze oggi

Si possono rintracciare i primi albori di Firenze in un guado, cullato dal silenzioso incedere dell’Arno, che gli Etruschi collocarono nel punto più vicino tra le sponde del fiume. Si trattava, con ogni probabilità, di una semplice passerella in legno, che poggiava su pile di pietra. Il guado sorgeva non lontano dall’attuale Ponte Vecchio e permetteva il collegamento tra la città di Vipsul, l’antica Fiesole, posta presso le più salubri colline a nord della piana, e il resto dell’Etruria. Non si conosce il toponimo etrusco di Firenze; dalle fonti, invece, ci viene tramandato il nome latino di Florentia. E tra gli echi della storia ha trovato compimento tale buon auspicio: che tu sia florida per sempre!

Le origini romane della città di Firenze

Quando i Romani iniziarono a espandersi verso la Pianura Padana, sugli stessi passi del guado antico fecero transitare la via Cassia Nova. Questo era il segno dell’accresciuta importanza dell’abitato. Non deve sorprendere, pertanto, che proprio a Florentia i Romani decisero di edificare una colonia posta a controllo della piana. Si dovette dapprima bonificare la zona, piuttosto paludosa a quel tempo, forse per impulso di Giulio Cesare. Secondo una comprovata tradizione, nel 59 a.C. questi stabilì un insediamento come retribuzione per i veterani dell’esercito. Il Liber Coloniarum ci informa, in effetti, di una lex Iulia agris limitandis metiundis, voluta proprio da Cesare, con la quale si manifestava l’intenzione di stabilire presso l’Arno un nuovo impianto urbano1. Il villaggio crebbe rapidamente e, in onore delle sue origini militari, i Romani lo dedicarono al dio Marte.

La colonia seguiva il canonico orientamento lungo gli assi cardinali: il decumano massimo correva da est a ovest, il cardo massimo da nord a sud. Le due direttive principali si incrociavano nell’area dell’attuale Piazza della Repubblica, dove sorgeva il foro cittadino. Gli scavi archeologici, condotti alla metà del secolo scorso, hanno rintracciato la primitiva cinta muraria in laterizio. Questa era dotata di numerose torri fortificate e si apriva su quattro porte d’ingresso, racchiudendo il nucleo quadrangolare della città. A partire dall’età adrianea, furono edificate poi le tipiche costruzioni della vita cittadina romana: le terme, l’acquedotto, il teatro e l’anfiteatro.

I resti dell'antico teatro sotto Piazza della Signoria
I resti dell’antico teatro rinvenuti sotto Piazza della Signoria

Firenze sotterranea

Nonostante Florentia abbia rappresentato un avamposto cruciale per i Romani, le testimonianze del suo passato sono oggi piuttosto scarne. La rapida espansione medievale della città ha infatti portato alla perdita quasi totale degli edifici antichi, sebbene l’impianto urbanistico originario sia rimasto pressoché inalterato.

Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria
Firenze oggi: Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria

I pochi reperti architettonici rimasti, sui quali è in atto un lento lavoro di scavo e di riscoperta, sono oggi conosciuti come “Firenze sotterranea”. Tra questi, gli archeologi hanno rinvenuto i resti dell’antico teatro (I-II secolo d.C.), a circa quattro metri di profondità, sotto Piazza della Signoria.

L’asse sacro: il complesso di Santa Reparata e il Battistero di San Giovanni a Firenze

Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, si recò a Firenze nel 393 per fondare e consacrare la basilica di San Lorenzo. È questo l’evento che, più di ogni altro, testimonia l’inizio dell’era paleocristiana fiorentina. Certo, la città vantava già il culto dei suoi martiri, come Miniato, decapitato durante la persecuzione di Decio (250), ma l’avvento di Ambrogio segnò l’inizio di una grandiosa stagione architettonica.

La facciata di Santa Maria del Fiore a Firenze
Firenze oggi: la cattedrale di Santa Maria del Fiore

L’archeologia attesta infatti la presenza di un centro di culto a partire dall’età paleocristiana nell’area dove oggi sorge Santa Maria del Fiore. Il complesso si è sviluppato nel corso dei secoli lungo un asse sacro, a ridosso della primitiva cerchia di mura romane a settentrione. Al suo apice, nel corso del XIII secolo, esso comprendeva la cattedrale di Santa Reparata, il Battistero di San Giovanni, il Palazzo vescovile e lo spedale di San Giovanni Evangelista. La disposizione spaziale dell’area era certamente più intima, raccolta, meno monumentale di quella odierna. E mentre il Battistero è nel tempo sopravvissuto, di Santa Reparata a Firenze non rimangono che poche tracce. L’antica chiesa fu abbattuta a partire dal 1296 per far posto proprio a Santa Maria del Fiore.

La cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze
Firenze oggi: la cupola del Brunelleschi

La cattedrale di Santa Reparata a Firenze

Gli scavi, condotti da Guido Morozzi a partire dal 1965, e completati da Franklin Toker2, hanno rivelato l’esistenza di Santa Reparata sotto l’attuale cattedrale di Santa Maria del Fiore. I numerosi resti architettonici rinvenuti nell’area hanno permesso di accertare le origini paleocristiane della cattedrale e di ricostruire le fasi costruttive dell’edificio lungo i secoli.

È possibile che la chiesa esistesse già nel V secolo, ma la sua datazione è oggetto di dibattito e alcuni storici la collocano nel secolo successivo3. La tradizione, non comprovata da fonti storiche inappuntabili, ne fa risalire la fondazione agli anni seguenti l’invasione della piana di Florentia da parte degli Ostrogoti e degli Eruli di Radagaiso, alla fine del 4054. Nella battaglia di Fiesole, gli eserciti romani di Stilicone riuscirono a respingere i barbari, dando inizio a un periodo di rinnovamento della città. Si decise, innanzitutto, di costruire una nuova cattedrale, anche come ringraziamento dello scampato pericolo, sebbene il motivo della dedicazione a Santa Reparata resti controverso.

Complesso di Santa Reparata
Gli ambienti di Santa Reparata a Firenze

La santa, infatti, è ricordata nel calendario liturgico l’8 di ottobre, ma la battaglia contro Radagaiso si svolse in agosto. È probabile che l’edificio fosse originariamente dedicato al Salvatore, come era in uso nel periodo paleocristiano, e che solo nel X secolo il titolo della cattedrale sia stato cambiato in Santa Reparata5, seguendo l’esempio della vicina Lucca, che custodiva le reliquie della martire di Cesarea.

La prima chiesa

In ogni caso, è la datazione dei resti archeologici più antichi, nell’area oggi nota come cripta di Santa Maria del Fiore, a fornire un quadro verosimile delle origini di Santa Reparata. Il piano di calpestio della chiesa è stratificato sopra alcuni edifici romani antecedenti, come comprovato dal rinvenimento di monetazione, tra cui del conio dell’imperatore Onorio (395-423). Inoltre, da una tomba della chiesa, scavata in rottura, è riemerso un calice di vetro, risalente al più al VII secolo. Pertanto, per l’edificio è verosimile un’origine nel V o VI secolo6.

Dagli scavi si evince che la cattedrale paleocristiana di Santa Reparata possedesse un impianto a tre navate con quattordici coppie di colonne, un’abside semicircolare e un ampio pavimento musivo. L’edificio aveva forse una lunghezza complessiva di circa 60 metri. Si tratta, questa, di una stima ancora da verificare, in quanto le prime campate di Santa Reparata, situate sotto il sagrato e la scala d’accesso a Santa Maria del Fiore, devono essere ancora scavate. Alcune porzioni musive della chiesa sono invece ancora ben conservate. Vi si può discernere una ricca simbologia paleocristiana (il pavone, il calice) e romano-imperiale (il nodo di Salomone).

Complesso di Santa Reparata a Firenze
Un pavimento musivo di Santa Reparata a Firenze

Le fasi costruttive successive della cattedrale di Santa Reparata a Firenze

Una prima ricostruzione di Santa Reparata avvenne già in epoca carolingia-ottoniana. Gli scavi hanno evidenziato un generale riassestamento degli spazi, pur mantenendo la pianta perimetrale preesistente. In particolare, le colonne furono sostituite da sette coppie di pilastri e fu aggiunta la cripta. Proprio nella cripta vennero traslate le spoglie di San Zanobi dalla vicina Basilica di San Lorenzo, forse durante la cattedra del vescovo Andrea (869-898). Inoltre, la chiesa vide l’aggiunta di due torri campanarie sull’abside, nel X secolo, e altri lavori furono avviati in vista del Concilio di Firenze del 1055. A questo periodo risale il portico, addossato alla facciata, le cui fondamenta sono state ritrovate nello spazio antistante il sagrato di Santa Maria del Fiore.

All’interno di Santa Reparata è stata rinvenuta la tomba di Filippo Brunelleschi. La tradizione vuole che qui siano sepolti anche Giotto, Arnolfo di Cambio e Nicola Pisano, sebbene gli studiosi non ne abbiano ancora rinvenuto i sepolcri.

Il Battistero di San Giovanni

Le origini del Battistero di San Giovanni, oggi a pochi metri dalla facciata di Santa Maria del Fiore, costituiscono un tema controverso tra gli archeologi contemporanei.

Il Battistero di San Giovanni a Firenze
Il Battistero di San Giovanni

Fino al Millecinquecento, soprattutto sulla base di quanto scritto da Giovanni Villani (1280-1348) nella Nuova Cronica, si credeva che il Battistero fosse in principio un tempio dedicato a Marte, poi convertito in edificio di culto cristiano nei primi secoli. Secondo il cronista fiorentino, questa tesi era comprovata dall’esistenza di una statuetta del dio a cavallo collocata in prossimità di Ponte Vecchio, ma che anticamente si sarebbe trovata sulla sommità del tempio. Alla scultura, in marmo, venivano attribuiti poteri soprannaturali. Prima ancora del Villani, Dante ne aveva fatto menzione nella Commedia:

“Ma conveniesi, a quella pietra scema che guarda ‘l ponte, che Fiorenza fesse vittima ne la sua pace postrema”.

Dante Alighieri, Paradiso, XVI, 145-147.

Oggi gli studiosi tendono a valutare in modo critico questa versione. La statuetta, andata perduta durante l’alluvione di Firenze del 1333, non è affatto detto che raffigurasse il dio Marte: gli scavi condotti nell’area del Battistero non hanno rilevato fondazioni attribuibili a un tempio, ma soltanto ad alcune abitazioni romane del I secolo.

Un equivoco storiografico

Una Notitia iudicati dell’897, secondo cui il messo imperiale Adalberto svolgeva le funzioni giurisdizionali “in atrio contra ecclesia sancti Iohanni Battiste, domus“, ossia innanzi alla basilica di San Giovanni Battista, ha fatto a lungo ritenere che il Battistero fosse già esistente nel IX secolo. La tradizione riteneva, infatti, che fosse stato consacrato al culto subito dopo la cacciata degli Ostrogoti da Firenze nel 405. Tuttavia, gli scavi condotti nell’area non hanno rintracciato nemmeno la presenza di resti di età paleocristiana. L’errata tradizione sulle origini del Battistero potrebbe dunque scaturire dal fatto che, nei documenti canonicali, i fiorentini si riferivano alla cattedrale sia con il titolo di Santa Reparata, sia con quello di San Giovanni, attestazione di una doppia dedicazione, e non di due edifici differenti7. Pertanto, la Notitia iudicati riguardava la cattedrale e analogo discorso vale per la consacrazione del 6 novembre 1059, avvenuta in presenza di papa Niccolò II.

Resti di un sarcofago romano sul Battistero di San Giovanni a Firenze
Particolare sulle mura esterne del Battistero. I resti di un sarcofago romano di reimpiego rappresentano scene di vendemmia e del commercio del vino, la professione del defunto in vita

L’origine medievale

Le origini del Battistero fiorentino sono dunque medievali. I Libri di Calimala attestano che nel 1128 un fonte battesimale venne trasferito dalla cattedrale di Santa Reparata a San Giovanni. Proprio tale fatto potrebbe indicare la sua data di costruzione. L’edificio nacque già con funzione sacramentale, come rivela la forma ottagonale. Nella tradizione cristiana, infatti, l’ottavo giorno simboleggia la vita eterna, il tempo dell’uomo che rinasce con il battesimo. San Giovanni venne rivestito di marmo bianco di Carrara e serpentino di Prato. L’apposizione della lanterna, commissionata dall’Arte di Calimala nel 1150, segnò la conclusione dei lavori.

Il Battistero e i primi albori del Rinascimento

Al Battistero si accede attraverso tre porte bronzee, scolpite in differenti momenti tra il 1329 e il 1452, che delimitano un confine, un limen in senso spaziale, ma anche un momento di passaggio storico e artistico. Mentre la Porta Sud di Andrea Pisano, con le storie del Battista (1329-1336), nacque in un contesto di consolidata tradizione gotica, il concorso indetto per la realizzazione della Porta Nord (1401) rivelò i primi albori del Rinascimento. Alla competizione parteciparono differenti artisti, tra cui Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi, ai quali venne chiesto di scolpire una formella bronzea, quadrilobata, con tema il Sacrificio di Isacco. L’opera del Ghiberti fu concepita in continuità stilistica con i lavori già esistenti del Pisano. Brunelleschi, invece, si fece fautore di un modo nuovo, con rimandi all’arte classica. La sua formella mostrava una dinamicità e una forza espressiva mai vedute sino a quel momento.

La gara, secondo alcuni storici, si risolse in un ex aequo tra Lorenzo Ghiberti e il Brunelleschi, ma quest’ultimo si rifiutò di lavorare insieme al collega. Ghiberti realizzò la Porta Nord tra il 1403 e il 1424, con le Storie del Nuovo Testamento, in stile tardo-gotico. L’anno successivo diede avvio ai lavori per la porta a est del Battistero, detta del Paradiso. Tuttavia, erano stati ormai gettati i semi del Rinascimento, che da Firenze si diffonderà in tutta Europa.

Samuele Corrente Naso

Note

  1. E. J. Shepherd, L’impianto produttivo del Vingone e la costruzione di Florentia, Rassegna di Archeologia 22B/2006. ↩︎
  2. G. Morozzi, F. Toker, J. Herrmann, Santa Reparata. L’antica cattedrale fiorentina. I risultati dello scavo condotto dal 1965 al 1974, Firenze 1974. ↩︎
  3. Herrmann, Morozzi e Farioli, Verdon propendono per il V secolo; Toker e Lopes Pegna per il VI. R. Chellini, La basilica di Santa Reparata a Firenze: dati acquisiti e problemi irrisolti. In T. Verdon, Firenze prima di Arnolfo, retroterra di grandezza, Atti del ciclo di conferenze, Firenze, 14 gennaio 2014-24 marzo 2015, Mandragora. ↩︎
  4. P. J. Heather, La caduta dell’impero romano: una nuova storia, Garzanti, 2006. ↩︎
  5. G. Tigler, Il Battistero e il Pantheon. In T. Verdon, Firenze prima di Arnolfo, retroterra di grandezza, Atti del ciclo di conferenze, Firenze, 14 gennaio 2014-24 marzo 2015, Mandragora. ↩︎
  6. Alberto Busignani e Raffaello Bencini, Le chiese di Firenze. 4. Quartiere di S. Giovanni, Le Lettere, Firenze 1988. ↩︎
  7. G. Tigler, Il Battistero e il Pantheon, cit. ↩︎

Autore

Samuele

Samuele

Samuele è il fondatore di Indagini e Misteri, blog di antropologia, storia e arte. È laureato in biologia forense e lavora per il Ministero della Cultura. Per diletto studia cose insolite e vetuste, come incerti simbolismi o enigmatici riti apotropaici. Insegue il mistero attraverso l’avventura ma quello, inspiegabilmente, è sempre un passo più in là.

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