Il borgo abbandonato di Cirella Vecchia

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Un antico borgo medioevale, su un morbido promontorio, a difesa della vallata. E’ la cittadina militare di Cerillae, fiero baluardo e guardiano del calabro mar Tirreno. Teatro di numerose battaglie e violenti bombardamenti via mare, l’ultimo dei quali gli sarà fatale. Nel 1808 il borgo sarà raso al suolo dalla Marina Britannica, e la popolazione dispersa. Cirella Vecchia è oggi un paese fantasma, dagli irreali e perduti viottoli alle case dirupate e malinconiche.

 

 

A Diamante, graziosa cittadina tirrenica della provincia di Cosenza, è posta la frazione di Cirella. Situata sul mare, è contraddistinta dai colori vivaci delle case e dalle incantevoli scogliere.  Ciò nondimeno, l’antico borgo medioevale di Cerillae sorgeva un tempo su un morbido promontorio, laddove oggi soggiace distrutto e abbandonato.

 

cirella

 

Cenni storici

Cirella Vecchia, come viene chiamata dagli abitanti del posto, è senza dubbio un intrigante esempio di città fantasma. Un luogo dall’aspetto irreale, di cui il tempo stesso sembra aver perso memoria. Eppure la cittadina, sino a pochi secoli fa, rappresentava un’importante roccaforte militare; arroccata su un colle, si stagliava contro le incursioni provenienti dal mare. Ancora oggi conserva la parvenza di quel centro fiero e imprendibile, dallo stile normanno-bizantino, che fu un tempo.   I primi insediamenti di Cerillae sono datati ad epoche antichissime, ma è con i Romani che essa acquisisce lo status di cittadina.

E’ attestato che nel 649 il borgo Calabrese fosse già sede diocesana, in quanto un “Romanus Episcopus Cerellitanus” partecipò al sinodo di Papa Martino I.

L’odierna localizzazione di Cirella Vecchia, tuttavia, risale al IX secolo allorchè gli abitanti si trasferirono sul promontorio del monte Carpinoso per proteggersi dalle incursioni via mare dei Saraceni. Nel 950 d.C. l’emiro Al Hasan aveva, infatti, completamente distrutto un insediamento situato presso la costa.

 

La peste e il bombardamento

Dopo essere sopravvissuta a numerose scorribande provenienti dal mare, Cirella Vecchia dovette capitolare alla peste del 1656 e ai terremoti che in quegli anni devastarono la zona. Il borgo medioevale, ormai in decadimento, fu ceduto dalla famiglia Sanseverino ai Gonzaga. Sul promontorio restò issata la bandiera catalana finché, nel 1807, Cirella fu presa dai francesi di Napoleone Bonaparte. L’anno successivo la cittadina fu completamente rasa al suolo da un bombardamento di una flotta ostile appartenente alla Marina Britannica. Questo fu l’ultimo atto per Cerillae, la quale fu abbandonata per sempre. Gli edifici col tempo furono invasi dalla vegetazione e saccheggiati e soltanto recentemente si è abbozzata una timida opera di restauro.

 

I ruderi

Tra i ruderi si può osservare ancora oggi ciò che resta del castello cittadino, più volte rimaneggiato nei secoli. Vi si accedeva un tempo attraverso una imponente torre d’ingresso, di forma quadrangolare, sul cui fronte è ancora visibile una apertura ad arco. La torre si innalzava su due livelli: il primo era coperto da una vistosa volte a botte, il piano superiore era invece merlato.

 

Il Castello: sulla sinistra la Torre d’Ingresso.

La Torre d’Ingresso del Castello.

 

Lateralmente ad essa si innalzava un’altra torre, oggi definita “rettangolare”. All’interno di essa sono conservati i resti di diversi piani. Un livello sotterraneo doveva ospitare una cisterna o un magazzino, fatto deducibile dagli ampi fori che sorreggevano il solaio in legno. Il primo piano era, invece, a carattere residenziale e s’intravedono ancora le volte a crociera che lo ricoprivano un tempo. Il secondo livello doveva essere anch’esso merlato. 

 

La Torre Rettangolare del Castello.

 

Sul lato nord-est del Castello è situata la “Torre Cilindrica”. La costruzione, che doveva presentare almeno due livelli, è probabile che in età medioevale ospitò una piccola cappella di culto. 

 

 Sulla destra la Torre Cilindrica del Castello.

 

 Scendendo di poco, e addentrandosi nella vegetazione sempre più fitta, è possibile incontrare i resti della chiesa di San Nicola Magno. E’ attestato che l’edificio risalga al IX secolo, contestualmente al nucleo abitato, e che dovesse contenere affreschi di gran pregio, oggi perduti.

 

 

Particolare interno della Chiesa di San Nicola Magno

 

 Vedute dall’interno del Campanile di San Nicola Magno

 

Notevoli sono pure i resti del Palazzo del Sovrano, appena di fronte la chiesetta di Santa Maria della Neve.


Il Palazzo del Sovrano

 

Santa Maria della Neve?

 


 Il panorama mozzafiato

 

A valle, rispetto al promontorio di Cerillae, è situata ancora la Chiesa dell’Annunziata, di cui è possibile ammirare l’antico impianto del IX secolo.

 

A qualche centinaio di metri dal nucleo abitato è  invece presente il più recente edificio conventuale dei frati Minimi, rislaente al 1500. Il convento ha un impianto quadrangolare con una graziosa chiesa sul lato est e l’annesso chiostro, il quale dà accesso a un pozzo centrale. L’edificio di culto, Santa Maria delle Grazie, mostra una sola navata all’interno della quale erano un tempo presenti preziosi affreschi, quali “la Madonna degli Angeli” e “la Vergine delle Grazie”.

 

 

 

 

 

 Samuele Corrente Naso