Categoria: Dimensioni mitiche e rituali

  • Le navicelle nuragiche: gli antichi Sardi e l’arte della navigazione

    Le navicelle nuragiche: gli antichi Sardi e l’arte della navigazione

    Oltre gli altopiani sinuosi e brulli, e le valli dipinte dai colori del mirto odoroso, oltre i templi, i villaggi e le torri di pietra della Sardegna nuragica, dove andare? Dove al di là delle candide spiagge sferzate dal vento di maestrale, delle rocce e delle scogliere di rosso granito, ora irte ora dolci come…

  • I bronzetti e l’identità dei Nuragici

    I bronzetti e l’identità dei Nuragici

    Le ampie distese che guardano a Occidente, e le torri dei nuraghi come cime di un brullo paesaggio collinare. Mai dome né celate, le vette di pietra scrutavano tutt’intorno il vivido brulicare degli uomini. Alcuni agghindati di lucenti armamenti e tondi scudi, feroci guerrieri dagli elmi cornuti posati sulla fronte, posti a guardia dei territori…

  • Dai nuraghi alle fonti sacre, le architetture della società nuragica

    Dai nuraghi alle fonti sacre, le architetture della società nuragica

    Pietra su pietra, terra e cielo, e poi la quiete della campagna, la grazia della natura che s’accomoda al brulicare delle torri. Scandito, come da un ritmo arcaico di tamburi in guerra, il paesaggio della Sardegna si andava modificando, veniva plasmato secondo un ordine superiore, ragionato. In fondo, non era forse questo il germinare di…

  • Il perduto tempio di Iside a Benevento

    Il perduto tempio di Iside a Benevento

    “La grande Iside, Madre del Dio, Sothis, Signora delle stelle, Signora del cielo, della terra e del mondo sotterraneo. Nell’anno ottavo sotto la maestà di Horus Toro potente, Sovrano dell’Alto e del Basso Egitto, Signore delle due terre, figlio di Horus amato da tutti gli dei, Figlio di Ra, Signore delle corone Domiziano, che viva…

  • Monte d’Accoddi, centro sacro della Sardegna

    Monte d’Accoddi, centro sacro della Sardegna

    All’alba del terzo millennio a.C., a Monte d’Accoddi, qualcuno guardò al cielo. E al chiarore della notte vide nel firmamento l’immagine divina della madre, la grande Dea, generatrice e nutrice dell’Universo. Come gli esseri sulla terra, anche le stelle transitavano per un tempo e poi rinascevano a nuova vita, e la luce al mattino rifulgeva…

  • Michele Arcangelo, le origini del culto

    Michele Arcangelo, le origini del culto

    Un colpo di spada vibra possente nell’aere; come sospinto da lingue d’un fuoco inestinguibile, sconvolge le potenze dei cieli. Le ali di Michele Arcangelo si spiegano possenti, la sciolta capigliatura è scossa da un fremito imperioso. Terribile nell’incedere, egli si scaglia contro il nemico al grido di battaglia: “Mīkā’el, chi è come Dio?”. Nessuno certamente,…

  • Le domus de janas e i culti funerari prenuragici

    Le domus de janas e i culti funerari prenuragici

    In Sardegna nella pietra si riflette, sin dal Paleolitico, quella primitiva tensione spirituale che mira alla conoscenza di sé e del mondo. La materia è così plasmata a immagine del proprio sentire, nell’arte si definiscono tratti antropomorfi sempre più espliciti, e le architetture divengono espressione compiuta di un sacro inintelligibile. Gli antichi Sardi delineano soglie…

  • La dea madre prenuragica della Sardegna

    La dea madre prenuragica della Sardegna

    Il lento definirsi di culture nella Sardegna prenuragica rivela una ricerca interiore dell’uomo, che attraverso riti e credenze delinea nuove cornici di senso metafisiche, nuove letture dell’esistenza. Il primitivo sentire di un ordine d’oltre-natura, che intuito appena trascende nella sfera del sacro, si concretizza nell’immagine archetipica di una divinità generatrice femminina. Quello della dea madre…

  • Le Matres Matutae di Capua

    Le Matres Matutae di Capua

    Tra le campagne di Curti, in un’area appena sopraelevata, fu rinvenuto un antico podio di tufo [1]. E non solo in quel fondo sito in località Petrara, appartenente alla famiglia Patturelli, v’erano i resti di un complesso edificio di culto, ma decine di madri scolpite, le Matres Matutae dell’antica Capua, incominciarono a riemergere dalla terra.…

  • Il Santuario di Oropa, nigra sum sed formosa

    Il Santuario di Oropa, nigra sum sed formosa

    Una consolidata tradizione popolare, diffusa tra le valli del biellese in Piemonte, afferma che fu Sant’Eusebio a portare la Madonna Nera a Oropa. Eusebio, primo vescovo di Vercelli dal 345, fu un fervente oppositore dell’arianesimo. Quand’egli si rifiutò di sottoscrivere gli editti del Concilio di Milano (355), più vicini alle posizioni teologiche ariane e dell’imperatore…

  • Spartaco, l’eroe e il gladiatore

    Spartaco, l’eroe e il gladiatore

    Il rumore secco, metallico, di catene che si spezzano. E subito un gran trambusto di grida e di guerrieri, uniti in un solo spasimo di libertà. Si può solo immaginare quel fragore, allo spalancarsi dei cancelli del ludus gladiatorius dell’antica Capua, turbare con veemenza l’apparente quiete del luogo. Alla testa di alcuni improvvisati rivoltosi, merce…

  • La basilica di San Savino e la sacralità del tempo

    La basilica di San Savino e la sacralità del tempo

    La basilica di San Savino a Piacenza ha una storia antica e nobile; i suoi mosaici rivelano intrecci inestricabili tra il sacro e il tempo, rendono manifesta la visione cosmologica medioevale del mutare e del ripetersi di tutte le cose. Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il…

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