Nel cuore della provincia di Pistoia, in Toscana, vi è un paese dalle fiabesche sfumature. Ripidi pendii, irte salite, pittoresche casupole avvolte da un’aura quasi magica e verdeggianti sentieri accolgono i visitatori a Collodi Castello. Questa piccola frazione di Collodi si staglia timidamente in lontananza, distante e quasi disabitata, tanto da sembrare perduta nel tempo e nello spazio. L’antico borgo ha origini medievali: risale al XII secolo e conserva ancora oggi il fascino delle immortali costruzioni in pietra e dei duri selciati. Lungo i viottoli, incise sulla pavimentazione, si possono incontrare misteriose testimonianze, simboli arcani che resistono al trascorrere dei secoli.

Una camminata nel borgo di Collodi Castello
Collodi Castello è racchiuso nei resti delle strutture fortificate medievali, un tempo appartenenti alla potente famiglia ghibellina dei Garzoni, di cui si conserva ancora la maestosa Villa. Il borgo si presenta come un insieme di case abbarbicate sul pendio di un colle scosceso. Nel punto più elevato, l’ingresso è segnato da un’apertura improvvisata nelle mura, fiancheggiata da una torre campanaria e da un’altra in rovina.

Da qui incomincia una discesa attraverso piccole e ripide viuzze, che conduce in una piazzetta sulla quale si affaccia l’antica Pieve di San Bartolomeo. Proseguendo nella discesa si giunge infine in Piazza della Fontana, così chiamata per la presenza di un lavatoio pubblico.

Sul pavimento lastricato di quasi tutte le vie del paesino, qualcuno ha impresso tavolieri da gioco e simboli d’ogni sorta. La maggior parte di essi si concentra in Piazza della Fontana, dove si possono osservare numerose incisioni della Triplice Cinta, ovvero lo schema per il gioco del filetto, dell’alquerque, di alcune croci e di altri particolari segni ancora in via di studio.




Non sappiamo chi ci abbia lasciato tutte queste testimonianze. Tuttavia, poiché Collodi nacque come villaggio militare, è probabile che i soldati trascorressero il tempo giocando al gioco del filetto e dell’alquerque sulle lastre pavimentali. C’è anche chi ipotizza un significato più profondo legato a conoscenze occulte: è possibile che a Collodi Castello sia ancora celata una simbologia a noi sconosciuta?
Samuele Corrente Naso


