Collodi Castello, il paese perduto

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Nel cuore della provincia di Pistoia, in Toscana, vi è un paese dalle fiabesche sfumature. Ripidi pendii, irte salite, pittoresche casupole avvolte da un’aura quasi magica e verdeggianti sentieri accolgono i visitatori a Collodi Castello. Nel paese del burattino Pinocchio si staglia timidamente in lontananza questa piccola frazione, distante e quasi disabitata, che sembra perduta nel tempo e nello spazio. L’antico borgo ha origini medievali, poiché risale al XII secolo, e conserva ancora oggi il fascino delle immortali costruzioni in pietra e dei duri selciati. Lungo i viottoli, incise sulla pavimentazione, si possono incontrare misteriose testimonianze, simboli arcani che resistono al trascorrere dei secoli.

Una camminata nel borgo di Collodi Castello

Collodi Castello è racchiuso entro le rimanenze delle strutture fortificate medievali, un tempo appartenenti alla potente famiglia ghibellina dei Garzoni, di cui si conserva ancora la maestosa Villa. Il borgo si presenta come un insieme di case abbarbicate sul pendio di un colle scosceso. Sul punto più elevato l’ingresso è segnato da un’apertura improvvisata nelle mura, fiancheggiata da una torre campanaria e da un’altra in rovina.

Da qui incomincia una discesa, attraverso piccole e ripide viuzze, che conduce in una piazzetta sulla quale si affaccia l’antica Pieve di San Bartolomeo. Proseguendo nella discesa si giunge infine in Piazza della Fontana, così chiamata per la presenza di un lavatoio pubblico.

Sul pavimento lastricato di quasi tutte le vie del paesino qualcuno impresse tavolieri da gioco e simboli d’ogni sorta. La maggior parte di essi si concentra in Piazza della Fontana, dove si possono osservare numerose incisioni della Triplice Cinta, ovvero lo schema per il gioco del filetto, dell’alquerque, di alcune croci e di altri particolari segni ancora in via di studio.

Non sappiamo chi ci abbia lasciato tutte queste testimonianze. Tuttavia, poiché Collodi nacque come villaggio militare, è probabile che i soldati trascorressero il tempo giocando al gioco del filetto e dell’alquerque sulle lastre pavimentali. C’è anche chi ipotizza un significato più profondo legato a conoscenze occulte: è possibile che a Collodi Castello sia ancora celata una simbologia a noi sconosciuta?

Samuele Corrente Naso

Autore

Samuele

Samuele è il fondatore di Indagini e Misteri, blog di antropologia, storia e arte. È laureato in biologia forense e lavora per il Ministero della Cultura. Per diletto studia cose insolite e vetuste, come incerti simbolismi o enigmatici riti apotropaici. Insegue il mistero attraverso l’avventura ma quello, inspiegabilmente, è sempre un passo più in là.

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