Autore: Samuele e Daniela

  • La Basilica di San Vittore e il Battistero di Arsago Seprio

    La Basilica di San Vittore e il Battistero di Arsago Seprio

    Un antico sentiero congiungeva Milano al Lago Maggiore. Lì, dove le pendici prealpine del varesotto incominciavano a innalzarsi, e il calpestio si frammentava d’irta asperità, esso incontrava Arsago Seprio. Tale borgo del contado del Seprio era nel Medioevo di grande importanza giacché aveva ospitato una pieve sin dai primordi della diocesi di Sant’Ambrogio. In questo […]

  • La basilica di San Savino e la sacralità del tempo

    La basilica di San Savino e la sacralità del tempo

    La basilica di San Savino a Piacenza ha una storia antica e nobile, e meglio di qualunque altro edificio di culto manifesta gli intrecci inestricabili tra il sacro e il tempo. I mosaici medioevali, in essa custoditi, rivelano una visione cosmologica del mutare e del ripetersi di tutte le cose. Per ogni cosa c’è il […]

  • L’abbazia di Valvisciolo a Sermoneta, luogo templare

    L’abbazia di Valvisciolo a Sermoneta, luogo templare

    Là, dove i Monti Lepini accarezzano l’Agro Pontino, sorge un’abbazia. Essa si adagia sulle pendici del Monte Corvino con amena bellezza, e si volge al cielo con austera spiritualità. L’abbazia di Valvisciolo sembra appartenere a quel luogo arcadico dall’eternità, eppure le sue origini sono incerte e perdute nel tempo. Le origini dimenticate di Valvisciolo Il […]

  • Adriano, la sensibilità di un imperatore

    Adriano, la sensibilità di un imperatore

    L’Historia Augusta, fonte del IV secolo d’ignoto autore, trascrive le parole dell’Imperatore Adriano di fronte alla morte: “Animula vagula blandula, hospes comesque corporis Quae nunc abibis in loca Pallidula rigida nudula Nec ut soles dabis iocos” (Historia Augusta, Adriano) “Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi […]

  • L’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans di Aosta

    L’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans di Aosta

    Nella storia dell’umanità vi sono luoghi che dagli antenati furono detti sacri, e da quel tempo remoto essi permangono immutati nella loro trascendente ierofania. Centri cultuali ab antiquo, essi custodiscono testimonianze d’universale appartenenza, talvolta tracce monumentali del nostro passato. Sono racconti materiali di un’era perduta, di un transito lontano i cui riti si officiavano per […]

  • La Collegiata di Sant’Orso, il Sator e l’arte sacra d’Aosta

    La Collegiata di Sant’Orso, il Sator e l’arte sacra d’Aosta

    Il complesso di Sant’Orso costituisce una delle più importanti testimonianze materiali di arte sacra ad Aosta. Esso è contraddistinto dal sapiente accostamento di stili e dal mutare delle architetture lungo i secoli. La stratificazione monumentale del complesso ha assunto nel tempo una rilevanza autonoma e caratterizzante dell’identità culturale cittadina. La minuta piazza di Sant’Orso ad […]

  • Il culto di Ercole Vincitore a Tivoli

    Il culto di Ercole Vincitore a Tivoli

    Ercole, sin dall’antichità, rappresenta l’archetipo della forza e dell’invincibilità. La divinità romana, tuttavia, era associata a fenomeni cultuali dalle differenti manifestazioni, legate altresì alle attività agropastorali e del commercio. Non a caso, la figura di Ercole dovette derivare da un sincretismo che unì gli attributi guerrieri dell’Eracle greco a quelli silvani del dio etrusco Hercle. […]

  • Alatri, dove la pietra non ha tempo

    Alatri, dove la pietra non ha tempo

    La Civita di Alatri sorgeva sul pendio di un’altura che con grazia discendeva verso un torrente, diramazione del fiume Liri. Ivi, a cinquecento metri d’altezza sul livello del mare, o poco più, svettava l’Acropoli della città antica. Di essa si riconosce ancora il basamento quadrangolare di un tempietto in stile tuscanico, una cui ricostruzione è […]

  • L’Eremo di Santa Caterina del Sasso

    L’Eremo di Santa Caterina del Sasso

    Sulle sponde del Lago Maggiore si aggetta un’affascinante rupe a strapiombo, nota come Sasso Ballaro. Il declivio si adagia sulla roccia, divenendo nell’incedere sempre più lieve, lungo i suoi duecentosessantotto gradini. D’improvviso, come per un’estatica rivelazione, s’apre uno scorcio d’infinita bellezza. Il paesaggio è maestoso, e le montagne si specchiano sulle acque calme del lago […]

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