Menu Chiudi

Il Volto Santo di Lucca, analisi storica e recenti studi

Recenti analisi scientifiche condotte sulla famosa reliquia del Volto Santo di Lucca hanno gettato una nuova luce sulla storia e sull’importanza del crocifisso ligneo.

 

Il Volto Santo

Il Volto Santo è un crocifisso di legno, venerato da secoli come una delle più importanti reliquie della Cristianità. Esso è custodito all’interno del Duomo di San Martino, a Lucca, in un tempietto di epoca rinascimentale.

 

Volto Santo
Il Duomo di San Martino a Lucca

 

L’importanza della reliquia è dovuta ad uno straordinaria commistione tra fede e leggenda. Sin dal Medioevo, infatti, il Volto Santo è stato oggetto di visita e pellegrinaggi, sostanzialmente ininterrotti sino ai nostri giorni, lungo la più importante direttrice della Via Francigena (giustappunto Via del Volto Santo). I pellegrini che ivi transitavano diretti a Gerusalemme, credevano che esso fosse un’immagine acheropita. Tale è la tradizione di quei dipinti o di quelle sculture che si dicono non fatte da mano d’uomo, ma direttamente per intervento divino. Il Volto Santo potrebbe essere quindi la vera immagine di Cristo in croce.

 

Foto di Joanbanjo / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

 

 

Volto Santo
Il Volto Santo all’interno del tempio rinascimentale di Matteo Civitali del 1484, lungo la navata sinistra del Duomo di San Martino a Lucca.

 

Cenni storici e leggenda

Le prime attestazioni storiche concernenti il Volto Santo risalgono al XII secolo, giacché fu redatto un importante documento chiamato Relatio de revelatione sive inventione ac translatione sacratissimi vultus. Si tratta della tradizione agiografica riportata dal diacono Leobino, e pertanto definita Leobiniana. Esso colloca l’arrivo del Volto Santo a Luni, e in seguito a Lucca, intorno al 742 e farebbe risalire la realizzazione dell’opera addirittura a Nicodemo, citato nei Vangeli. In verità, la leggenda riferisce che Nicodemo, dopo diversi infruttuosi tentativi, disperava di riuscire a riprodurre il volto del Messia, quando rinvenne l’opera già scolpita miracolosamente. La reliquia fu aspramente contesa tra gli abitanti di Luni e quelli di Lucca, ciò nondimeno fu infine trovato un accordo. Ai Lunesi spettò un’ampolla contenente il Sangue di Cristo, che originariamente si trovava proprio all’interno del crocifisso ligneo, mentre quest’ultimo finì a Lucca.

 

Analisi critica

Da un punto di vista di analisi critica sul reperto, vi sono state storicamente almeno due ipotesi preponderanti. La prima suggerirebbe che le fattezze dell’immagine come acherotipa rispondessero all’esigenza di allontanare le accuse di eresia e di idolatria, giacché il Volto Santo era enormemente venerato. Oltretutto, l’anno 742, in cui la reliquia arrivò in Italia secondo la leggenda, è inserito in un contesto di feroce lotta iconoclastica in Oriente. Tale considerazione giustificherebbe la traslazione del crocifisso dalla Terra Santa all’Occidente, laddove sotto il regno di Carlomanno e di Pipino il Breve vigeva una religiosità più tollerante verso le raffigurazioni sacre.  La seconda ipotesi è che la reliquia oggi venerata a Lucca fosse soltanto una copia, eseguita intorno al XII secolo, dell’originale citato nella Relatio. Tuttavia, a differenza della prima asserzione, quest’ultima congettura è stata pesantemente messa in discussione da nuove rivelazioni scientifiche.

 

 

Volto Santo
L’interno del Duomo di San Martino, si noti il tempietto del Volto Santo lungo la navata sinistra.

 

Una straordinaria scoperta

In occasione dei 950 anni dalla costruzione del Duomo di San Martino, l’Opera del Duomo ha promosso un’indagine al radiocarbonio 14 sulla reliquia, al fine di determinarne la datazione per la prima volta. L’esame diagnostico ha restituito un risultato sorprendente e straordinario. L’Istituto Nucleare di Fisica Nucleare (Cnr) dell’Università di Firenze, in data 19 giugno 2020, ha comunicato che i tre frammenti lignei e la porzione di tela analizzati sono riferibili al VIII-IX secolo. La datazione è coerente con quanto riportato dalle cronache storiche e dalla leggenda Leobiniana, suggerendo che il Volto Santo sia l’originale scolpito e non una copia. È questa la conferma che davvero a Lucca si venera una delle più antiche e importanti reliquie ad oggi conosciute nel mondo intero.

 

Samuele Corrente Naso

 

 

Post simili

error: Eh no!