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Il falso Vangelo della moglie di Gesù

falso vangelo della moglie di gesù

 

Nel settembre del 2012, durante il Convegno Internazionale di Studi Copti presso la Harvard Divinity School, la studiosa e docente universitaria Karen L. King presentò il ritrovamento di un papiro che conteneva un brano inedito del vangelo. Il passo era scritto in lingua copta e conteneva un dialogo tra Gesù e i discepoli piuttosto sorprendente:

Gesù disse loromia moglie”  (in copto ta-hime) “Lei sarà in grado di essere mia discepola”.

 

Il passo controverso della moglie di Gesù

Il brano ritrovato non mancò di suscitare un enorme clamore, tanto che fu soprannominato come il “Vangelo della moglie di Gesù”. Karen L. King sosteneva che il papiro, scritto in inchiostro nero, risalisse al V secolo e fosse la trascrizione di un testo greco del II secolo. La datazione era stata stabilita su basi di similarità storiche; il vangelo apocrifo di Filippo dello stesso periodo sostiene, infatti, che Maria Maddalena fosse la moglie di Gesù. L’esame al carbonio-14, eseguito presso Harvard, aveva restituito successivamente la datazione del 741. 

Ciò nondimeno, i quattro vangeli canonici, gli unici riconosciuti come fonti storiche attendibili, non fanno mai menzione di una relazione di Cristo con una donna. Lo stesso San Paolo, negli scritti e nelle lettere, sosteneva fermamente come Gesù fosse consacrato come sposo soltanto (si fa per dire) all’intera Chiesa. Una testimonianza attendibile sullo stato coniugale di Cristo, sebbene costituisse l’opinione di alcuni cristiani dei primi secoli, avrebbe potuto avere delle implicazioni storiche e dottrinali non prevedibili. Alcuni ritennero che il “Vangelo della moglie di Gesù” costituisse la prova della fondatezza di talune teorie addirittura correlate alla ricerca del Santo Graal.

 

I primi dubbi

Insieme all’enorme esposizione mediatica che il caso ebbe in tutto il Mondo, sorsero pure i primi dubbi.  Leo Depuydt, egittologo della Brown University, ebbe a sostenere che il frammento della professoressa King fosse così falso da “essere pronto per uno sketch dei Monty Python”Le prime perplessità derivavano dal fatto che il papiro non fosse stato rinvenuto durante dei lavori di scavo, ma derivasse dal mercato dell’antiquariato, una circostanza piuttosto insolita.

Come se non bastasse, nello stesso periodo in cui  il “Vangelo della moglie di Gesù” veniva presentato alle stampe, compariva un altro inedito papiro, stavolta attribuito all’evangelista Giovanni. Christian Askeland, un esperto del Vangelo di Giovanni, fece immediatamente notare come l’autore dei due frammenti potesse essere la stessa persona. Il “frammento del Vangelo di Giovanni”, inoltre, era scritto in dialetto copto licopolitano, una lingua che gli studiosi sostengono estinta antecedentemente alla datazione del papiro. In buona sostanza, sia il “Vangelo della moglie di Gesù” che il “frammento del Vangelo di Giovanni” dovevano essere dei falsi ben realizzati. 

 

Recenti sviluppi del caso

Dopo circa quattro anni di ricerche sul frammento, e un’inchiesta rivelatrice della rivista statunitense Atlantic, la professoressa King ammise che si trattava molto probabilmente di un falso. Il giornalista Ariel Sabar aveva scoperto che il papiro fosse appartenuto a un tale Walter Fritz, un imprenditore tedesco-americano che in gioventù aveva studiato egittologia. Lo stesso Fritz, due settimane prima della presentazione del papiro ad Harvard, aveva registrato un sito guarda caso chiamato gospelofjesuswife.com (vangelodellamogliedigesù.com).  L’imprenditore era riuscito a realizzare un falso di fattura così buona da ingannare diversi accademici di Harvard.  

 

Samuele Corrente Naso

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