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I misteri della cittadella fortificata di Milazzo

A cavallo tra due ampie insenature, il golfo di Milazzo e il golfo di Patti, si erge imperioso un castello antico. La Cittadella Fortificata di Milazzo è la più estesa roccaforte della Sicilia intera, spettatore e attore al contempo delle molte dominazioni che hanno segnato l’isola nei secoli. Il Castello è teatro di spettrali racconti e tenebrose leggende.

 

La Cittadella Fortificata di Milazzo, origini ed epoca classica

La Cittadella Fortificata di Milazzo è uno degli splendidi esempi di roccaforti che ben rappresentano la storia siciliana nella sua quasi interezza. Le fondamenta del nucleo originario, posto centralmente e che sovrasta le altre strutture, potrebbero risalire addirittura all’età del bronzo, sebbene gli arabi vi abbiano edificato sopra le attuali mura. La preesistenza di manufatti primitivi è confermata dal ritrovamento di una necropoli, attribuibile allo stesso periodo, che si estende a nord del Castello.

In epoca classica il Castello, e con esso tutta Milazzo (l’antica Mylai), fu colonizzata dai greci della vicina Zancle, vale a dire l’odierna Messina. Dovette poi essere conquistata dal miiltare ateniese Lachete nel 427 a.C., come racconta nella Bibliotheca Historica Diodoro Siculo. La Fortificazione passò, quindi, nelle mani dei messinesi durante la tirannia di Dionigi di Siracusa. Successivamente tornò nuovamente tra i possedimenti dei tiranni siracusani Agatocle e Gerone II.

 

Età romana

Durante il periodo di dominazione romana il Castello osservò la vittoria della flotta di Gaio Dullio contro i Carataginesi di Annibale Barca (260 a.C.): la battaglia navale di Milazzo (Mylae) della Prima Guerra Punica.

La Cittadella Fortificata fu poi dominio bizantino fino all’843 d.C, quando fu conquistata e rasa al suolo dalle truppe di Fadhl Ibn Giàfar. Al periodo arabo risale la “Torre Saracena” del Maschio.

 

milazzo, castelloLa Torre del Maschio arabo-normanno

 

MilazzoPanorama

 


 

I Normanni

Ai Normanni, invece, si deve il successivo ampliamento del maschio, a pianta quadrangolare, che rappresenta il punto del castello più sopraelevato. Ruggero d’Altavilla, infatti, aveva conquistato Milazzo nel 1101. 

 

La Piazza D’Armi

 

Al periodo normanno si deve, con buona probabilità, l’origine di un vero e proprio mistero, situato lungo le mura medioevali. Questo è lo “scarabeo”, un disegno geometrico realizzato in pietra lavica con conci rettangolari. 

 

Lo “Scarabeo”

 

Si tratta della raffigurazione di un insetto magico (uno scarabeo giustappunto), dalla funzione enigmatica, situato su un contrafforte laterale che guarda verso il promontorio di Milazzo. Recenti studi hanno chiarito che le ombre da esso proiettate siano in grado di indicare con estrema precisione, il giorno del solstizio d’estate. In questo senso è possibile rileggere l’antico simbolismo dello scarabeo, sin dall’Antico Egitto legato alle raffigurazioni del dio sole, come baluardo della tradizione esoterica e geo-astronomica normanna e di derivazione araba.  

 

Periodo svevo e aragonese

Le restanti strutture furono via via aggiunte in epoche successive dai dominatori che vi succedettero, in particolare dagli svevi Hohenstaufen. Federico II, in particolare, inserì il Castello nei Castra Exempta, vale a dire nelle roccaforti che lui stesso gestiva personalmente. Per tale ragione, affidò al fidato architetto Riccardo da Lentini i lavori di ampliamento. Maestoso esempio è la primitiva porta, successivamente racchiusa dalla cinta muraria aragonese.

 

La Porta Primitiva

 

Particolare dello Porta Primitiva

 

Lo stemma situato sulla Porta Primitiva è l’Aquila di San Giovanni, dei regnanti d’Aragona, che mantiene lo scudo della Spagna. La stessa effige è situata sul portale d’ingresso della Piazza d’Armi. 

 

Lo stemma aragonese

 

In seguito alla caduta dello svevo Corradino e agli eventi dei Vespri Siciliani, la Cittadella passò nelle mani degli aragonesi al comando di Federico III di Trinacria. Quest’ultimo nel 1295 riunì proprio nel Castello di Milazzo, all’interno della “Sala del Parlamento”, l’Assise del Real Parlamento di Sicilia per discutere del tradimento del fratello Giacomo d’Aragona, che voleva consegnare la Sicilia nelle mani di Carlo II d’Angiò.

 

La Sala del Camino, anticamente Sala del Parlamento

 

Particolare della Sala del Camino

 

Negli anni immediatamente successivi verrà innalzata una ulteriore cinta muraria (detta giustappunto aragonese) formata da ben cinque torri cilindriche.

La dominazione spagnola

Dal 1523, inoltre, durante la dominazione spagnola, Carlo V fece innalzare altri torrioni con base a scarpa, che costituiscono la “Cinta Muraria Spagnola”. 

 

La “Porta di Santa Maria” della Cinta Muraria Spagnola

 

Bastione tondo di Santa Maria

 

Nel 1608 fu iniziata, all’interno del Castello, la costruzione del Duomo Antico sui progetti di un discepolo di Michelangelo Buonarroti, Camillo Camilliani. 

 

Il Duomo Antico

 

Particolare del Duomo Antico

 

Età napoleonica

Durante le guerre napoleoniche la Cittadella Fortificata fu invece possedimento degli inglesi. Celebre è l’episodio riguardante un soldato irlandese, Andrew Leonard, che decise di disertare la guarnigione del 27° fanteria (il “Royal Euniskilling Fusilier”) durante la battaglia di Maida, combattuta contro i francesi. Quando fu riacciuffato, venne sottoposto a una terribile tortura. Il suo scheletro fu ritrovato all’interno del Castello, soltanto nel 1928: era rinchiuso in una gabbia e presentava amputazioni agli arti inferiori, a un braccio e ad una mano. Il cadavere era stato probabilmente esposto in gabbia sulle mura della Fortificazione, come monito per chi altri avesse voluto disertare. I resti del povero Andrew Leonard sono oggi  custoditi a Roma presso il Museo Criminale.

 

La Gabbia di Milazzo, al momento del suo ritrovamento 

 

Nel 1860 fu l’ultimo possedimento dei Borboni in Sicilia a cedere sotto l’avanzata del fronte garibaldino. A memoria dei combattimenti di quei giorni vi è ancora oggi una palla di cannone, scagliata dal Castello e probabilmente frutto di una cattiva calibrazione, incastonata su una parete laterale della sottostante chiesa di San Francesco di Paola.

 

La chiesa di San Francesco di Paola a Milazzo

 

La leggenda della suora fantasma

La Cittadella Fortificata di Milazzo non è stata solo il teatro di straordinarie vicende storiche, ma persino di una tetra leggenda, che viene tramandata con terrore tra gli abitanti di Milazzo. Si narra, infatti, di una  giovane, bella e ricca, che si innamorò perdutamente di un soldato. Ma poiché questo era invece poco abbiente, il padre della ragazza si oppose fermamente, fino al punto di costringerla a prendere i  voti presso un convento di monache.

La giovane, tuttavia, non si rassegnò mai alla sua condizione monacale, tanto che prese, di nascosto, ad incontrare il suo amato. Ma la sorte, così si narra, tanto fu avversa ai due giovani che nuovamente furono scoperti. La punizione fu tremenda: poiché aveva violato il voto di castità, la monaca fu murata viva tra le mura del Castello. Da quel giorno, il suo spirito vagherebbe all’interno della Cittadella Fortificata, alla ricerca del suo uomo. E c’è chi giura di averla persino incontrata, ricevendo con voce tenebrosa il saluto: “Sia lodato Gesù Cristo!”,  o di udire sconcertanti lamenti femminili nella notte. Si tratta soltanto di una leggenda come tante altre?

 

Samuele Corrente Naso

 

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