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San Michele Arcangelo, il Santuario sul Gargano

Il Santuario

 

Il santuario di San Michele sul Gargano è situato in una particolare posizione geografica la cui comprensione deve andare ben oltre la semplice consultazione di una mappa. Il luogo di culto, infatti, sorge presso la confluenza di alcune storiche vie di pellegrinaggio antico. La prima è rappresentata dalla Via Francigena, il camminamento che conduceva verso il Santo Sepolcro di Gerusalemme, attraverso i sentieri della Francia e sopratutto dell’Italia. Anche la Sacra Via dei Longobardi collegava Mont-Saint-Michel proprio a Monte Sant’Angelo. Per i crociati il Santuario rappresentava l’ultima tappa di pellegrinaggio prima di imbarcarsi per la Terra Santa. Al di là dei percorsi “fisici”, i sentieri di camminamento medioevali, esiste persino una direttrice immaginaria, che passa esattamente per sette monasteri dedicati a San Michele Arcangelo, e che si estende dall’Irlanda proprio verso Israele.

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Essa rappresenta la “Linea Sacra di San Michele” che, secondo la tradizione, corrisponderebbe al colpo di spada inferto dall’Arcangelo per ricacciare il diavolo negli inferi.

Il tracciato inizia dall’irlandese monastero di “Skelling Michael”, in cui San Michele sarebbe apparso a San Patrizio, e giunge sino al Monastero del Monte Carmelo in Terra Santa. Tappe intermedie del percorso sono Saint Micheal’s Mount in Cornovaglia, Mont Saint-Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Val di Susa, il Santuario di San Michele sul Gargano e infine il monastero di Symi in Grecia. Si tratta di luoghi mistici, ognuno dei quali è collegato a una apparizione dell’Angelo o ad una particolare venerazione dello stesso.

E’ in questo contesto geografico che si inserisce, secondario a nessun altro per importanza di culto, il Santuario sul Gargano. 

L’edificio si mostra esternamente con un atrio “superiore”, lateralmente al quale si erge la Torre Angioina, il campanile che fu fatto erigere da Carlo I d’Angiò come voto a San Michele per la conquista dell’Italia Meridionale. 

 

Vista laterale dell’Atrio Superiore

 

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 La Torre Angioina

 

La Torre ottagonale fu completata nel 1282 e, in principio, era alta quaranta metri, prima di essere ridotta agli attuali ventisette per motivi sconosciuti. Esternamente è visibile una grande monofora e quattro finestre bifore con archi gotici o a tutto tondo.

L’Atrio Superiore comprende il piazzale d’ingresso al Santuario. L’attuale prospetto della facciata risale al 1865. Predominanti sono le due arcate a sesto acuto e il frontone triangolare, al centro del quale è situata un’edicola con una statua di San Michele. Lateralmente si aprono due piccoli rosoni.

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Particolare dell’Atrio Superiore

 

Sopra i portali d’ingresso sono collocate due lapidi dai versi piuttosto celebri. A destra si legge:

 

“Terribilis est locus iste hic domus dei est et porta coeli [Questo è un luogo che esige rispetto. Qui è la casa di Dio e la porta del Cielo]”

 

 

 E’ la frase del profeta biblico Giacobbe, pronunziata al culmine di una visione mistica. Non è infrequente ritrovarla in luoghi di culto; altresì è piuttosto famosa perché affissa su un portale della discussa chiesa di Santa Maria Maddalena a Rennes-le-Château. Per approfondimenti rimandiamo all’articolo sulla toscana Bibbona, dove la dicitura è ugualmente presente.

Sopra il portale sinistro la rispettiva lapide, invece, recita:

“Non est vobis opus hanc quam aedificavi basilicam dedicare ipse enim qui condidi etiam consecravi [Non è necessario che voi dedichiate questa Basilica, perché io stesso l’ho edificata e l’ho anche consacrata]”

 

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 Sotto le lapidi si aprono i portali ad arco acuto. Quello di destra è originario del XIV secolo; la lunetta centrale mostra Maria Vergine che tiene in braccio Cristo, ai lati vi sono i santi Paolo e Pietro.

 

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Particolare su uno stipite del portale destro

 

Il portale di sinistra risale, invece, al XIX secolo. 

 

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I due portali danno accesso ad un’ampia scalinata, risalente al XIII secolo, che conduce verso la Grotta. Lungo il percorso discendente sono numerose le testimonianze dei pellegrini che hanno visitato il Santuario per tutti questi secoli.

 

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 Alcune di queste potrebbero essere collegate alla presenza dei Cavalieri Templari, che visitavano obbligatoriamente questo luogo prima di raggiungere la Terra Santa.

 

Un fiore della vita

 

 Dalla scalinata si giunge presso un Atrio Inferiore, dal quale si raggiunge la Celeste Basilica e pertanto la suggestiva Grotta di San Michele.

 

 

All’interno della Grotta, presso il Presbiterio, è celebre la statua di San Michele, ad opera di Andrea Contucci, detto Sansovino.

Di Pregevole fattura è inoltre la Cattedra Episcopale, della prima metà del XI secolo.

E’ questo un luogo di antica meditazione dove i “peccati degli uomini possono essere perdonati, e ogni preghiera esaudita”.

 

La redazione di Indagini e Misteri vi saluta, arrivederci alla prossima avventura!

 

Samuele Corrente Naso

 

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