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Collodi Castello, il paese perduto

 


Nel cuore toscano della Lucchesia è situato un paese dalle fiabesche sfumature. Ripidi pendii, irte salite, pittoresche casupole avvolte da una aurea quasi magica  e verdeggianti sentieri. Nel paesino che diede i natali al burattino Pinocchio si staglia timidamente la lontana frazione di Collodi Castello.  Distante, perduta nel tempo più che nello spazio. Antico borgo medioevale del XII secolo, conserva ancora il fascino delle immortali costruzioni in pietra e dei duri selciati. E’ sopra questi calpestii, lungo ogni viottolo, che sono incise antiche e misteriose testimonianze di uomini che furono. La redazione di Indagini e misteri ci porta oggi alla ricerca delle Triplici Cinte e delle incisioni murali di Collodi Castello.  

 

 

Una Triplice Cinta

  

Collodi Castello, ai più conosciuto per le avventure di Pinocchio e del suo autore Carlo Lorenzini, cui diede i materni natali, è oggi frazione di Pescia. Da documenti storici accreditati si può dedurre che il primo insediamento urbano dovesse risalire al XII secolo. E’ probabile che si trattasse della frazione oggi denominata “Castello” e che rappresentasse una sorta di baluardo difensivo fortificato. Qui si sarebbe sviluppato un piccolo centro abitato, tutt’ora visitabile e ben preservato dall’incuria temporale. Il borgo si presenta piuttosto ristretto, traversato da strette viuzze lastricate in pietra. Sul selciato che si snoda lungo il paese notevolissime sono le incisioni grafitiche pavimentali.

L’ingresso del Borgo è segnato da un arco improvvisato, lateralmente una lastra recita via Pietro Nenni. 

 

Al termine di una piccola viuzza è situata una piazzetta sulla quale si affacciano due  edifici religiosi.

collodi castello

 

Da qui si diparte Via Lunga, che conduce a Piazza della Fontana.

 

I reperti pavimentali sono sparsi per tutto il paese ma è qui, in Piazza della Fontana, che si concentra la maggior parte delle incisioni.

In particolare un notevole numero di Triplici Cinte.

 

Ma anche forme incisorie come, ad esempio, l’Alquerque:

 

Croci:

 

 

E altri particolari simboli, ancora in via di studio:

Un calice? Forse una rappresentazione del Santo Graal, tanto caro ai Templari?

 

Non sappiamo chi ci abbia lasciato tutte queste testimonianze, ma quel che è certo è che Collodi nacque come villaggio militare.

E’ probabile, dunque, che i soldati trascorressero il tempo giocando al gioco del Filetto e dell’Alquerque sulle lastre pavimentali. La Triplice Cinta, infatti, è l’esatta scacchiera del gioco del Filetto. 

Tuttavia c’è chi ipotizza un simbolismo più profondo legato a tali incisioni: è possibile che a Collodi Castello sia celato un simbolismo ancora a noi sconosciuto?

 

 

 Samuele Corrente Naso

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