Menu Chiudi

La spada nella roccia esiste davvero: Chiusdino e l’origine del mito

L’Eremo di Montesiepi

 

Dopo la morte di Galgano Guidotti, si decise di edificare una cappella presso il luogo in cui il santo si era ritirato in eremitaggio. La costruzione, sotto la giurisdizione del vescovo di Volterra Ugo Saladini, fu affidata probabilmente ai monaci Cistercensi di Casamari. Nel 1185 il nucleo originario dell’edificio era già completo e nel XIV secolo furono aggiunti l’atrio e un’ulteriore cappella laterale. 

La Cappella dell’Eremo di Montesiepi può essere facilmente raggiunta attraverso un grazioso sentiero. La camminata boschiva evoca il percorso spirituale dell’eremita Galgano.

 

 

La Cappella, esternamente, si mostra di forma cilindrica. Vi si accede attraverso l’atrio antistante con arco a tutto sesto.

 

 

La Chiesetta è detta “Rotonda di Montesiepi” a causa della singolare forma. Lo stile architettonico è romanico-senese. La parte inferiore della Cappella è costruita interamente in travertino mentre la superiore, come pure la cupola, appare bicroma con alternanza di bande chiare e rosse (mattone). 

Al di sopra dell’arco di ingresso è presente uno stemma della famiglia fiorentina dei Medici; certamente più recente rispetto al resto della costruzione:

 

 

Ad un occhio attento risulta persino possibile scorgere alcuni elementi architettonici significativi, da un punto di vista storiografico. Potevano, infatti, mancare tracce dei Cavalieri Templari, in un luogo di tale importanza? La risposta è piuttosto scontata, se consideriamo la stretta fratellanza tra i monaci Cistercensi e l’Ordine del Tempio di Gerusalemme. I due Ordini, infatti, condividevano lo stesso fautore, San Bernardo di Chiaravalle, e la stessa regola monastica.

Tuttavia, c’è chi si spinge molto oltre nel campo delle ipotesi, sostenendo che l’eremo di Montesiepi, e la successiva Abbazia di San Galgano, fossero addirittura la base operativa dei Cavalieri Gerosolimitani in Toscana. Secondo questa teoria, pare che i Templari fossero in possesso di una famosa e preziosa reliquia, che avrebbero nascosto in questa particolare zona dell’entroterra senese per preservarla. Si tratterebbe di una reliquia perduta da tempo immemore e, forse, mai più ritrovata. Lo stesso manufatto che compare nella leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda del racconto arturiano: stiamo parlando del Santo Graal. E’ possibile che i Templari avessero rinvenuto a Gerusalemme  il santo calice da cui bevve Gesù nell’Ultima Cena, e lo tenessero custodito proprio nel bel mezzo della Toscana?

All’interno dell’atrio troviamo, sul pavimento, una lastra incisoria con una Croce Patente, segno inequivocabile del passaggio dei Cavalieri Templari:

 

 

Ulteriore lascito dell’Ordine di Gerusalemme sono alcune teste umane e zoomorfe, scolpite in bassorilievo sul cornicione esterno della Cappella:

 

 

Questa tipologia di teste scolpite, perlopiù barbute e senza capelli, sono costantemente rinvenute nei luoghi di possedimento templare.

L’interno della Cappella presenta una copertura a cerchi concentrici bicroma.

 

 

Centralmente alla Cappella si trova il masso nel quale è conficcata la spada nella roccia. Lateralmente si aprono quattro monofore. Le decorazioni interne appaiono piuttosto scarne, come nello stile tipico cistercense, se si fa eccezione per qualche grazioso capitello scolpito:

 

 

Lateralmente alla Rotonda si apre la più recente Cappella del Lorenzetti del XIV secolo. La pianta è rettangolare ed è sormontata da una volta a crociera.

 

 

La Cappella prende il nome da Ambrogio Lorenzetti che la affrescò nel periodo 1334-1336.

 

E’ in questa sala che sono conservate le ossa di uno dei tre monaci che imprudentemente estrassero la spada.

Post simili

error: Eh no!