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Campiglia Marittima: il Quadrato del Sator e una possibile simbologia templare

 

 

La Rocca San Silvestro e la Triplice Cinta: Segnali Templari

 La nostra indagine, qui a Campiglia Marittima, sta per giungere al termine. Abbiamo esaminato ogni possibile sfaccettatura del mistero, e una clamorosa connessione tra il Quadrato del Sator, la Pieve San Giovanni e i Cavalieri Templari è stata oggetto di studio. E’ possibile che l’Ordine del Tempio di Gerusalemme si fosse insediato proprio nel piccolo borgo toscano?  Un’ipotesi affascinante e ricca di mistero, ma realmente attendibile? Un quesito questo, ancora in cerca di conferme.

A questo proposito non resta che ricercare ulteriori possibili tracce di un transito templare a Campiglia Marittima. A cominciare dal luogo dove tutto ha avuto inizio, il nucleo originale della cittadella: la Rocca San Silvestro.

 

Campiglia Marittima
 La rocca San Silvestro

 

La Rocca di San Silvestro di Campiglia Marittima

La fortificazione di San Silvestro, chiamata originariamente Rocca a Palmento, è situata a circa 330 metri di altezza su un’altura a cavallo tra le Valli dei Lanzi e del Temperino. Qui si estende il parco archeominerario di San Silvestro. 

Per raggiungere la Rocca la redazione si arma di tanta pazienza e di un buon paio di scarpe. E’ necessario, infatti, dapprima attraversare le antiche miniere che si estendono nella zona. A bordo di un affascinante trenino percorriamo un tunnel lungo più di un chilometro, all’interno delle viscere dei monti, dove il nostro percorso sembra eclissarsi verso le profondità della Terra.

 

 Campiglia Marittima

 

 

A seguire è necessaria una lunga e faticosa camminata verso l’agognata meta, che infine si fa raggiungere al culmine di un erto sentiero.

 

 Campiglia Marittima

 

Le triplici cinte di Campiglia Marittima

Tuttavia ogni sforzo viene ben ricompensato. Appena sui gradoni d’ingresso della Rocca San Silvestro ci si imbatte, infatti, su una probabile testimonianza del passaggio dei Cavalieri Templari a Campiglia Marittima. Incisa sulla dura pietra ecco un simbolo antico e dal significato recondito: la Triplice Cinta.

 

Campiglia Marittima

Triplice Cinta sulla scalinata d’accesso della Rocca San Silvestro. Si tratta di un’incisione ritrovata molto frequentemente e di cui non conosciamo ancora il significato. Un’ipotesi frequentemente adottata vuole che si tratti di una scacchiera per il gioco del filetto. Tuttavia il ritrovamento di esemplari “a testa in giù” lascia aperto un vigoroso dibattito.

 

Campiglia Marittima

Triplice Cinta ben conservata sui gradoni di accesso alla Rocca San Silvestro. Anche qui è forte la connessione tra questo particolare tipo di reperto e luoghi associati ai Cavalieri Templari. Per uno studio più completo rimandiamo all’articolo sulla triplice cinta di www.indaginiemisteri.it.

 

Simbologia

La Triplice Cinta (rimandiamo all’apposito articolo per approfondimenti) fa parte di quel novero di incisioni più famose che appartengono strettamente agli studi simbolistici. Di origine antichissima, sono noti esemplari addirittura dell’età della pietra, figurativamente si tratta di tre quadrati concentrici uniti da tratti di intersezione perpendicolari. Assai discussa è l’utilità di una tale raffigurazione, esposta in moltissimi luoghi europei e del Medio Oriente. Una prima ipotesi è che la Triplice Cinta sia la rappresentazione della scacchiera del Filetto, un gioco a turni molto antico. Un passatempo, insomma, per le guardie stanziate lungo percorsi vigilati o all’ingresso di fortificazioni, come sarebbe nel caso di Campiglia Marittima. 

Tuttavia il ritrovamento di alcune Triplici Cinte incise su soffitti o pareti verticali pone in serio dubbio questa ipotesi.

 

  La Triplice Cinta verticale nell’Abbazia di San Galgano, Chiusdino (SI)

 E se invece la Triplice Cinta avesse una valenza misterica al pari di altre incisioni enigmatiche, come il Quadrato del Sator? E’ molto probabile, a tal proposito, che il simbolo sia stato nel Medioevo adottato, non è un caso, dai Cavalieri Templari, che ne avrebbero pertanto incrementato ampiamente la diffusione. Sono noti, infatti, numerosissimi esemplari in luoghi chiaramente riconducibili all’Ordine del Tempio. E’ possibile che esso, il quale prendeva il nome, appunto, dal sacro Tempio di Gerusalemme e ne custodiva i resti, utilizzasse la Triplice Cinta come segno di riconoscimento? Effettivamente, la descrizione che il biblico Libro delle Cronache riporta a proposito dell’edificio fatto costruire da Salomone, potrebbe essere illuminante:

“il cortile dei sacerdoti, il gran cortile e le porte di detto cortile, che rivestì di bronzo”.  [Cronache II 4,9]

 

A ben vedere parrebbe di leggere una descrizione della Triplice Cinta! I Cavalieri Templari utilizzavano dunque tale arcaico simbolo per rappresentare il Tempio di Gerusalemme?

 

Una Croce Patente

Un’ulteriore conferma della presenza dei Cavalieri Templari a Campiglia Marittima viene dal ritrovamento inequivocabile di una Croce Patente presso un muro interno della Rocca San Silvestro. Una vera e propria firma che spazza via ogni dubbio residuo: l’Ordine del Tempio di Gerusalemme davvero si stabilì nell’ameno borgo toscano, lungo un tratto della sua storia ancora fin troppo ignota.

 

Molti, tuttavia, sono gli interrogativi rimasti che meritano di essere indagati e risolti. Il Quadrato del Sator, la Triplice Cinta, i Cavalieri Templari… tutti pezzi di un puzzle che deve ancora essere ricomposto. Un’indagine si chiude, un’altra è appena cominciata!

 

 

  A presto,  Samuele Corrente Naso

 

 

 

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