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Campiglia Marittima: il Quadrato del Sator e una possibile simbologia templare

 Il Quadrato del Sator

Per quanto possa sembrare incredibile, e più che stupefacente, i misteri della Pieve San Giovanni di Campiglia Marittima non sono ancora terminati. Come succede di sovente agli studiosi, più ci si addentra nei meandri dell’ignoto e più se ne scoprono realtà insospettabili e sempre nuove. Un’altra importante indagine, forse la più celebre e chiacchierata, deve infatti ancora essere affrontata. Al di sotto della copertura del transetto destro della Pieve, incisa su una mattonella di calcare bianco,  è presente un’incisione enigmatica che evoca il  mistero nella sua quintessenza. E’ possibile che Matteo ci abbia lasciato una prova definitiva della presenza templare a Campiglia Marittima: l’inafferrabile Quadrato del Sator.

 

 Campiglia Marittima

Sator di Campiglia Marittima

Il famoso Quadrato magico del Sator non è altro che un’iscrizione latina in forma palindroma, che quindi può essere letta in qualsiasi direzione con identico risultato.La misteriosa scritta è stata ritrovata frequentemente in molteplici luoghi di tutta Europa. Svariati sono i modi in cui si presenta: come incisione grafitica, come epigrafi, su reperti archeologici o su edifici sacri, perlopiù in forma quadrata ma non mancano esempi di Sator circolari.

 

Una misteriosa iscrizione

Da studi condotti appaiono disparate persino le datazioni dei ritrovamenti. Sebbene più frequentemente gli esemplari conosciuti siano di chiara origine medioevale, alcuni quadrati magici appartengono addirittura al I secolo d.C. come nel caso del Sator di Pompei o al V secolo d.C. come nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Acceso è il dibattito riguardante il significato dell’incisione. Taluni ne attribuiscono una soluzione di tipo numerologico-cabalistico, altri di tipo letterale e linguistico. Per approfondire vedi: “Il Quadrato del Sator” nella sezione del Sito I Misteri.

 

 

S     A     T     O     R

A     R     E     P     O

T     E     N     E     T

O     P     E     R     A

R     O     T     A     S

 

 

 Per quanto concerne l’esemplare di Campiglia Marittima va subito fatta una dovuta osservazione: sebbene la grande maggioranza dei Sator rinvenuti si presenti in forma quadrata e con struttura tipica (si veda ad esempio il Sator di Siena), esso rappresenta un’eccezione. Le parole non appaiono disposte verticalmente ma la lettura procede soltanto da sinistra verso destra o viceversa.  La forma della lapide, in buona sostanza, risulta rettangolare anziché quadrata.

 

Il Quadrato del Sator di Siena, Cattedrale di Santa Maria Assunta, fotografato dalla redazione di www.indaginiemisteri.it

 

 

Campiglia Marittima

Sator di Campiglia Marittima

 

Una possibile traduzione

L’iscrizione del Sator si mostra di ottima fattura con lettere onciali e capitali alternate con un insolito tratto mediano della A in forma triangolare. Una prima traduzione letterale dal latino suggerisce che il significato della frase potrebbe essere:

 

Il seminatore (SATOR) sul carro (AREPO) guida (TENET) con cura (OPERA) le ruote (ROTAS)

 

se, forzatamente, ammettiamo l’origine gallica di Arepo. Tale termine, infatti, in latino non è mai stato ritrovato altrove, e il reale significato è oggetto di un aspro dibattito. Un’ipotesi accreditata è che Arepo possa essere pertanto un adattamento di Arepos, il vocabolo con cui i Galli indicavano un particolare tipo di carro celtico. Sebbene non si tratti dell’unica proposta, la traduzione letterale appena suddetta è la più diffusa.

Accanto alla scritta propria del Sator, vi sono altresì un monogramma (MTHS) e una data (MCSS) . E’ possibile ricavare dal monogramma in alto a destra (una M sormontata da una croce e una S) le lettere MTHS che indicherebbero nuovamente un certo Matteo come autore della lapide. Il mastro costruttore della Pieve San Giovanni è dunque anche l’autore del Quadrato del Sator di Campiglia? Con buona probabilità la risposta è affermativa.

La data MCSS indicherebbe invece l’Anno Domini 1177, forse la data conclusiva dei lavori di costruzione dell’edificio.

 

Un codice cifrato?

Alcuni studiosi ipotizzano inoltre un riferimento celato di tale cifra ai testi evangelici, come fosse una sorta di codice. Ad esempio si noti che MCSS possa essere scritta come 1000 (M) -100 (C) -140 (S+S). Eliminando gli zeri e leggendo da sinistra verso destra si ricava un passo del vangelo di Matteo: Mt 14,11.

La sua testa (quella di Giovanni il Battista, ndr) venne portata  su un vassoio e fu data alla fanciulla

Potrebbe apparire un versetto casuale se non fosse che la Pieve sia intitolata probabilmente proprio a San Giovanni Battista, sebbene l’attribuzione sia controversa. Come se non bastasse, all’interno dell’edificio è presente un’unica scultura, posta sulla strombatura di una finestra. Si tratta della raffigurazione di un uomo forse nell’atto della semina e, clamorosamente, è mancante proprio della testa. Chi sia il soggetto rappresentato non è ancora noto. E’ probabile che si tratti dello stesso seminatore a cui fa riferimento il Quadrato del Sator, ma a tal proposito studi sono ancora in corso. Potrebbe essere invece Matteo, il costruttore? O forse davvero San Giovanni Battista, il seminatore della parola di Dio?

 

   Si ringrazia per la foto il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena.

 

Ciò nondimeno, è bene far presente che la scultura sia oggi sfigurata a causa di un atto vandalico. Pertanto con ogni probabilità la questione relativa alla dicitura MCSS può accreditarsi come una curiosa coincidenza e l’interpretazione evangelica fantasiosa. Va, infatti, specificato che la dicitura MCSS risulti piuttosto in linea con l’usanza del periodo, ovvero di segnalare la datazione su lapidi poste esternamente o internamente ad edifici. Inoltre, è in accordo con tutte le altre indicazioni temporali rinvenute sulla Pieve San Giovanni. L’utilizzo, poi, di un carattere come la S, che parrebbe inusuale nella numerazione latina, è coerente con l’introduzione dei cosiddetti “caratteri romani medievali”, fioriti nei secoli precedenti il XI.

 

Il Sator come acronimo dei Cavalieri Templari

Più plausibile è invece la tesi secondo cui MCSS possa essere l’acronimo di Militia Christi Sancti Sepulcri, un riferimento chiarissimo ai Cavalieri Templari. Ed, effettivamente, fa riflettere a tal proposito un termine di confronto situato nel non lontano comune di Semproniano (GR),  dove una scritta su un’antica sede templare recita proprio MILITIA CHRISTI TEMPLI, SANCTO SEPULCRO. E’ possibile che il Quadrato del Sator sia un lascito proprio dei Cavalieri dell’Ordine del Tempio di Gerusalemme?

Lo studio del Quadrato del Sator di Campiglia Marittima pone effettivamente in sospeso tanti, troppi, interrogativi. A cominciare dal perché una scritta sì enigmatica sia situata proprio sulla Pieve San Giovanni, un edificio ancor più misterioso. Chiedendosi ovviamente che cosa essa stia realmente ad indicare. E’ possibile che qualcuno abbia voluto lasciarci il semplice e discutibile messaggio: “il seminatore tiene con cura le ruote del carro”? Perché l’incisione è situata su una parete esterna della Pieve, in una posizione difficilmente rintracciabile ad un occhio disattento? Che relazione c’è infine tra la scultura del seminatore e il Quadrato del Sator?

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