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Campiglia Marittima: il Quadrato del Sator e una possibile simbologia templare

 Campiglia Marittima, possibile insediamento templare?

 Sebbene la Pieve San Giovanni mostri un’architettura assai semplice nelle sue linee guida, è capace di riservare ancora notevoli sorprese per quanto concerne gli studi attinenti a questo articolo. Analizzando infatti l’apparato simbolistico dell’edificio, si palesa la presenza di baldanzosi elementi stilistici, in qualche caso abbastanza insoliti. Numerose sono, ad esempio, le scritte obituarie incise sul basamento perimetrale dell’edificio, perlopiù croci di vario genere. Opinione diffusa è che esse stiano ad identificare una prossimale sepoltura terragna. 

 

Campiglia Marittima

Croce rinvenuta su una pietra del basamento della Pieve San Giovanni. Si tratta di una incisione grafitica molto frequente nei luoghi appartenuti storicamente ai Cavalieri Templari. Con buona probabilità si trattava di un segno di riconoscimento di una tomba posta nelle vicinanze.

 

   Croce sul basamento.

 

    Particolare croce “stellata” sulle pietre del basamento della Pieve San Giovanni. In questo caso l’incisione è più recente e di fattura più scadente. La base della croce rappresenterebbe il Golgota.

 

 

 

Croce sul basamento della Pieve San Giovanni.

 

Gli elementi scultorei della Pieve San Giovanni di Campiglia Marittima

Di maggior interesse, in ogni caso, sono alcuni elementi scultorei siti all’esterno della Pieve San Giovanni. In particolare si possono citare i misteriosi volti scolpiti nella strombatura della finestra absidale, in numero di due, e un ulteriore terzo posto superiormente alla facciata sud dell’edificio sacro. Ognuna delle raffigurazioni mostra talune caratteristiche ch’erano piuttosto ascrivibili a un certo tipo di decorazioni in voga nel XII secolo, ma non così comuni. I volti, di forma ovale e completamente calvi, sono persino barbuti.

 

 

Campiglia Marittima

Coppia di volti scolpiti all’interno della strombatura della finestra absidale.

 

Campiglia Marittima

Volto scolpito sulla parete sud della Pieve.

 

A lungo si è discusso sul reale significato dei volti scolpiti sulla Pieve San Giovanni, specie per quanto concerne la loro presunta utilità. Perché mai qualcuno si sia adoperato nel realizzare una raffigurazione sì bizzarra, e piuttosto lontana dal concetto decorativo in cui sono inseriti, appare oggettivamente come un mistero. I tre volti barbuti, infatti, stilisticamente appaiono giustappunto avulsi dal concetto architettonico che vede l’edificio adorno principalmente con motivi floreali e foglie d’acanto. Peraltro lontana è pure la logistica di posizionamento delle sopracitate sculture, che si ritrovano isolate e distanti rispetto al resto degli abbellimenti. Che cosa, dunque, tenderebbero ad indicare i volti della Pieve San Giovanni?

 

Alcune ipotesi

Una prima ipotesi propende per una spiegazione di carattere pratico: i visi sarebbero nient’altro che un sistema di misurazione del tempo! In particolare segnerebbero la posizione del sole durante l’anno. A comprovare questa idea c’è la costatazione reale che il volto scolpito presso la parete sud, sia toccato dall’ombra solare esattamente all’alba del solstizio d’inverno. Seguendo questa ipotesi anche i volti situati presso la finestra absidale indicherebbero la posizione dei solstizi.

Tuttavia la difformità delle dimensioni dei visi stessi, si noti infatti come uno dei due risulti più grande, potrebbe far pensare a un’indicazione sull’orientamento non equidistante della Pieve rispetto ai solstizi. In sostanza l’edificio stesso sarebbe una specie di grande meridiana che indicherebbe il tempo attraverso l’ombra proiettata dalle teste. Effettivamente proprio una piccola meridiana è stata rinvenuta all’interno dell’edificio come incisione murale, sebbene al tempo fosse prassi comune utilizzarne una all’interno degli edifici sacri.

 

La meridiana posta internamente alla Pieve San Giovanni, probabilmente utile per dettare i tempi delle funzioni liturgiche.

 

Più affascinante, e storicamente carica di significato, è una recente ipotesi che, tuttavia, non esclude la precedente. La presenza dei volti barbuti potrebbe essere, infatti, solo l’ultimo indizio che conduce su una pista nuova e sorprendente. Quel richiamo particolare che Matteo pone ai “fratelli”, le croci sul basamento, persino il rosone all’interno della lunetta del portale, ed infine la presenza di visi scolpiti… sarebbero tutte indicazioni di una probabile appartenenza della Pieve San Giovanni a un particolare ordine monastico. Tipicamente l’uso di volti barbuti come elemento di riconoscimento iconografico è ascrivibile nientemeno che ai Poveri Compagni di Cristo e del Tempio di Salomone, i famosi Cavalieri Templari.

 


Rosone all’interno della lunetta del portale. Si tratta di un richiamo alla Ruota della Fortuna, simbolo tanto caro ai Cavalieri Templari?  Segnaliamo un’altra associazione Sator – Ruota della Fortuna a Siena presso il Duomo dove sono entrambe presenti. Rimando all’articolo apposito.

 

I Cavalieri Templari a Campiglia Marittima?

L’Ordine dei Templari (si rimanda all’apposito articolo di questo sito) nacque storicamente negli anni successivi al 1096, quando papa Urbano II indisse la prima crociata. Sin dal principio si inquadrò come congregazione monastica e pure cavalleresca, tanto da assicurarsi la protezione dei pellegrini cristiani diretti verso la Terra Santa. In questa ottica non è pertanto da escludere un insediamento gerosolimitano a Campiglia Marittima, considerata la posizione geografica di quest’ultima. Il borgo toscano, infatti, sorge proprio lungo la via Francigena, il camminamento principale che dall’Italia conduceva i pellegrini verso Gerusalemme. E’ possibile, in sostanza, che i Cavalieri Templari fornissero ai viandanti un servizio cimiteriale e ospedaliero esattamente dove ancora oggi sorge la Pieve San Giovanni.

 

  E, in effetti, i Cavalieri Templari soli avevano come uso lo scolpire particolari figure barbute, sempre senza capelli, che li raffigurassero. Come se non bastasse, l’iconografia templare imponeva quasi sempre che i Cavalieri fossero rappresentati in coppia (si veda ad esempio lo stemma proprio) ad indicare la fratellanza dell’Ordine. Per questo motivo solevano tra di loro chiamarsi giustappunto “fratelli”, esattamente come indicato dal peccatore Matteo. Così si spiegherebbe il perché della rappresentazione dei due volti barbuti esternamente all’abside, laddove uno, più grande, sarebbe il maestro e l’altro il discepolo.

Ciò nondimeno sorgono seri dubbi sul soggetto che si sia voluto scolpire presso la parete sud. Quel viso che appare come esiliato e senza compagno d’armi al suo fianco. Si tratta di una raffigurazione di Matteo, solo di fronte a Dio a causa dei suoi peccati? Se così fosse, il Peccatore Matteo faceva dunque parte dell’Ordine del Tempio?

E ancora, è possibile che le strane lapidi di Campiglia Marittima appartenessero ai discendenti proprio della suddetta congregazione?

 

Ma gli interrogativi non finiscono qui…  

 

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