Simbolismi Templari: la cattedrale di San Lorenzo a Genova

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La cattedrale di Genova, San Lorenzo, fu consacrata nel 1118 da papa Gelasio II. L’edificio si erge fiero nel centro cittadino del capoluogo ligure. Non dissimile dalle molte costruzioni religiose sorte a cavallo dei secoli X-XII, essa è tuttavia ammantata di un’aura di suprema spiritualità. La cattedrale appare come uno scrigno dai molti tesori, e dai molti arcani.

 

La Bolla con cui Papa Gelasio II consacrò la cattedrale di San Lorenzo, Museo del Tesoro

 

Tale atmosfera suggestiva traspare sin dalle sue esteriori superbe fattezze. La facciata, completata soltanto nel 1312, tradisce un limpido stile gotico, attraverso i tre imperiosi portali di maestranze francesi.

 

La cattedrale si San Lorenzo

 

Qui le strombature graziosamente s’inarcano verso l’alto, venendo connesse al resto della facciata attraverso la linearità delle fasce bicrome nere e bianche, simbolo di nobiltà.

 

Particolare degli stipiti: la Chiesa nutre gli apostoli Pietro e Paolo

 

Dirimpetto: Giacobbe benedice Efraim e Manasse

 

L’ampio rosone è posto centralmente, tra lo slanciato campanile di sinsitra (60 metri) e la loggia posta sull’opposto versante [1].

 L’interno della Cattedrale si snoda su tre navate, separate da colonne marmoree, con transetto.

 

L’interno della cattedrale

 

I Leoni stilofori si San Lorenzo, che idealmente “vegliano” sulla facciata della cattedrale risalgono alla fine del 1800.

 

Origine del nome

Il nome di San Lorenzo è dovuto ad un episodio dei primordi della cristianità. Pare, infatti, che il santo e papa Sisto II venissero ospitati a Genova da un nucleo di cristiani (III secolo), mentre erano diretti in Spagna. In seguito al martirio di San Lorenzo sarebbe stata eretta in suo onore una primitiva cappella e quindi una basilica (V secolo). Quando nel 1007 San Lorenzo divenne sede vescovile, i genovesi decisero di ricostruirla, dando vita all’edificio che oggi è possibile ammirare.

 In seguito alla Prima Crociata i Templari trasportarono a Genova le ceneri di San Giovanni Battista, il quale divenne, insieme a San Lorenzo e San Giorgio, patrono della città. I resti del santo sono conservati presso l’omonima cappella sulla navata sinistra (1450-1465).

 

La Cappella di Giovanni Battista

 

Presso il Museo del Tesoro è conservato un piatto, importato da Gerusalemme durante le Crociate, che la tradizione vuole essere il vassoio in cui fu deposta la testa di Giovanni Battista. Alcune analisi al radiocarbonio, hanno effettivamente confermato una datazione coerente: il reperto ha circa 2000 anni

 

Genova, le crociate e i Cavalieri Templari

Oltre ad un corposo apparato stilistico, la cattedrale di San Lorenzo è altresì ricca di simbologia. Non potrebbe essere altrimenti, essendo storicamente provato il legame tra l’edificio e i Cavalieri Templari, che di elementi simbolistici erano tra i più ampi diffusori. Genova ha rappresentato, per tutto il periodo medioevale, una delle più importanti città vocate al commercio marittimo e alla navigazione in genere. La città, a partire dal 1099, fu retta da una potente Repubblica. Dai suoi porti partivano navi cariche di beni preziosi, ma pure di valorosi soldati diretti in Terra Santa.

 

Raffigurazione di Genova e del suo porto, Museo Galata

 

Lo scoppio della Prima Crociata, avvenuta appena due anni prima, diede l’opportunità ai genovesi di organizzare un dinamico colonialismo. Fu determinante, in tal senso, l’opera dell’ammiraglio Guglielmo Embriaco, il quale riuscì a conquistare Gerusalemme per mezzo di geniali macchine d’assedio, da lui ideate [2]. Talmente importante fu l’apporto dei genovesi durante la Prima Crociata che Re Baldovino, della città conquistata, fece incidere sulla Chiesa del Santo Sepolcro la scritta “Præpotens Genuensium præsidium” [potentissimo presidio dei Genovesi]. Lo stesso Embriaco guidò le truppe alla presa di Cesarea di Antiochia, dove fu rinvenuta l’importantissima reliquia del Sacro Catino (vedi sotto). Inoltre, Genova reggeva un importante possedimento a San Giovanni d’Acri, proprio dove i Cavalieri Templari avevano stanziato una fondamentale base operativa.

Il legame tra la città di Genova e i l’Ordine dei Poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone appare oggi, alla luce degli eventi storici, radicato e fondamentale per comprendere i simbolismi della cattedrale di San Lorenzo.

Lettere autografe di Cristoforo Colombo, massimo esponente delle arti marittime di Genova, Museo del Galata.

 

I simbolismi di San Lorenzo

In primis tale indissolubile destino traspare dalla presenza della Croce Patente, vero simbolo d’identificazione dei Templari.

 

 

Esso non deve essere confuso con la Croce di Malta. Genova, infatti, fu sede non solo dei Cavalieri templari, ma anche del complementare ordine cavalleresco dei gerosolimitani [3], la cui croce compare su una lapide della facciata laterale sinistra.

 

Sulla facciata laterale sinistra della cattedrale è presente un’arca funeraria. Al di sotto è ben leggibile un’incisione relativa all’Ordine dei Gerosolimitani

 

Lateralmente si noti una Croce di malta

 

L’incisione

 

Vi è poi l’immancabile Triplice Cinta, in numero di tre, che, ricordiamo, potrebbe rappresentare la disposizione spaziale del Tempio di Salomone a Gerusalemme. Esso è proprio il sacro edificio, i cui resti i Templari avevano giurato di proteggere e da cui prendevano il nome.

I primi due esemplari di Triplice Cinta sono situati sulla scalinata principale che conduce all’ingresso della Cattedrale.

Terzo gradino bianco dal basso, centralmente alla scalinata.

 

Nei pressi del leone stiloforo di destra

 

Il terzo è invece posto sulla piazzetta sinistra dell’edificio, su uno dei gradini del Battistero di San Lorenzo.

 

 

Altro importantissimo simbolismo presente presso la cattedrale di San Lorenzo a Genova e quello della Scacchiera. Esso rappresenta con ogni probabilità l’eterna lotta tra il bene e il male che alla parusia vedrà Cristo vittorioso sulle tenebre, “portae inferi non praevalebunt”.

 

Scacchiera posta sulla torre di destra, ad altezza visiva.

 

Il Nodo dell’Apocalisse

Sulla fiancata meridionale la cattedrale di San Lorenzo presenta un magnifico portale “di San Gottardo” del XI secolo. Qui, su una delle colonne scolpite si può rinvenire un Nodo dell’Apocalisse [4].  In riferimento al periodo considerato e al luogo del ritrovamento, esso assume una doppia valenza di significato. Da una parte il Nodo rappresenta la potenza dello Spirito Santo (la Merkavah del profeta Ezechiele) attraverso l’opera dei quattro evangelisti (i cappi). Dall’altro esso indica la forza generatrice dell’universo stesso, che si esplica attraverso i quattro elementi alchemici fondamentali (aria, acqua, terra, fuoco). 

 

Al centro: un Nodo dell’Apocalisse

 

Il Sacro catino e il Santo Graal

Durante la conquista di Cesarea del 1101, da parte delle truppe di Guglielmo Embriaco, fu rinvenuto un oggetto molto particolare. Esso è chiamato “Sacro Catino”. Si tratta di un manufatto vetroso di color verde smeraldo, a forma di piatto concavo. L’anno successivo lo stesso Guglielmo Embriaco decise di portarlo a Genova, insieme ad un frammento della Vera Croce, divenendo ben presto oggetto di grande venerazione. Si credeva, infatti, che i genovesi avessero ritrovato addirittura il Santo Graal, il calice da cui Cristo bevve durante l’Ultima Cena.

 

Il Sacro Catino di Genova, Museo del Tesoro

 

La Croce degli Zaccaria contiene alcuni frammenti che si dice appartenessero alla Vera Croce

 

 

A sostegno di questa affascinante ipotesi vi era la tradizione letteraria di Re Artù, secondo la quale il Santo Graal è stato ricavato scavando direttamente un enorme smeraldo. In effetti, la reliquia di Genova pareva davvero essere composta di quella preziosa pietra. Tuttavia, quando nel 1806 Napoleone Bonaparte conquistò la città, il Sacro Catino fu saccheggiato dalle truppe francesi e maldestramente si ruppe, mostrando come in realtà fosse costituto soltanto di cristallo bizantino. La reliquia, dopo numerosi restauri, è oggi conservata presso il Museo del Tesoro, nei pressi della cattedrale di San Lorenzo. 

 

Samuele Corrente Naso

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTE

[1] Il progetto originale prevedeva due torri campanarie, di cui solo quella di sinistra fu effettivamente terminata. [2] Il “Bolzone” era un ariete sospeso. [3] I Cavalieri di Malta [4] Talvolta detto anche Fiore dell’Apocalisse. Esso Corrisponde a un Nodo di San Giovanni (araldica: Nodo di Bowen) con cappi ogivali.