Le colonne ofitiche

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Le colonne ofitiche (dal greco òphis, serpente), o annodate, rappresentano un insolito elemento decorativo e simbologico, il cui significato è ancora oggetto di dibattito e supposizioni. Sono strettamente collegate all’architettura di stampo religioso, tanto da rinvenirsi quasi esclusivamente nel contesto di edifici di culto, quali cattedrali o chiese.

 

Colonne ofitiche
Esempi di colonne annodate presso il Duomo di San Giorgio, Ferrara

 

Funzioni e simbolismo delle colonne ofitiche

Per quanto concerne le colonne ofitiche, è possibile identificare almeno tre funzioni intrinseche all’elemento. La prima è quella di natura strutturale. Al di là delle variegate forme che essa possa assumere, la colonna annodata assurge al ruolo per il quale è stata creata: vale a dire di sostenimento a un protiro, una loggia o altro. La funzione estetica e decorativa, infatti, non si distacca mai da quella strutturale, sebbene di importanza non trascurabile. Infine, le colonne annodate dovevano possedere un esclusivo carattere simbologico, oggi perduto e che si tenta di ricostruire. Secondo una visione largamente diffusa, si ipotizza che esse rappresentino il legame della Santa Trinità tra il Padre e il Figlio, congiunti dal nodo dello Spirito Santo. Si tratterebbe di una visione teologicamente corretta e facilmente contestualizzabile alla cultura di riferimento, quella cristiano-medioevale, del periodo di più ampia diffusione del simbolo.

La funzione semiotico-simbolistica, inoltre, potrebbe non essere assai dissimile da quella del Nodo di Salomone, di cui rappresenterebbe una sorte di versione tridimensionale.

Altra ipotesi, invece, sarebbe quella connessa con le mitiche colonne bronzee del Tempio di Salomone Jachin e Boaz, situate presso il vestibolo dell’edificio. In tal senso le colonne ofitiche richiamerebbero all’importanza di un particolare luogo di culto, per ragioni di natura esoterica o di semplice appartenenza a un ordine religioso.

Dibattuta è persino la paternità simbolica delle colonne annodate, sebbene gran parte dei critici sostenga che essa derivi dall’opera dei Maestri Comacini.

 

Samuele Corrente Naso