I 5 misteri di Venezia

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5. Le colonne di Piazza San Marco

La colonna è spesso un elemento decorativo, altre volte un importante caposaldo strutturale. Venezia ha un rapporto assai particolare, e davvero innegabile, con questo specifico oggetto architettonico. Miti, leggende, verità storiche si intrecciano verso il cielo della laguna, innalzati dal passo spiraliforme delle colonne veneziane. 

In primis, lateralmente alla Basilica di San Marco, sono erette un paio di colonne; la tradizione afferma che siano provenienti da San Giovanni d’Acri, snodo portuale importantissimo della Terra Santa e ultima roccaforte dei Cavalieri Templari in Medio Oriente. 

 

 

Le Colonne Acritane

Le Colonne Acritane sarebbero pertanto giunte a Venezia in seguito alla conquista di San Giovanni d’Acri, nel 1266. Si narra che esse fossero gli stipiti di una chiesa, il tempio di San Saba, la quale era stata concessa ad esclusivo uso dei commercianti genovesi che transitavano in città. Allo scoppiare dei primi tafferugli tra Venezia e la città ligure, la chiesa sarebbe stata rasa al suolo e le colonne imbarcate verso la laguna. Recenti studi [7], nonché importanti ritrovamenti archeologici,  hanno messo in forte crisi tale apparato storico, facendo propendere gli studiosi verso la quasi certezza che le colonne provengano invece dall’area dell’antica Costantinopoli. Esse sono state pertanto trasportate a Venezia in seguito al 1204, data della conquista della città turca, ed erano originariamente collocate presso la basilica di San Polieucto.   

 

 

Le Colonne di Palazzo Ducale

Appena due passi più in là, presso il primo loggione di Palazzo Ducale, sono visibili due colonne di porfido, dal colore diverso dalle altre e molto facilmente individuabili. 

 

Palazzo Ducale

 

Le Colonne “del bando” di Palazzo Ducale al centro

 

Qui, secondo la tradizione veneziana, erano proclamate le sentenze di morte ai condannati aristocratici, i quali venivano appesi a vista della folla sottostante. Ciò nondimeno, si dice che agli sventurati fosse data un’ultima possibilità: se fossero riusciti a fare il giro di una colonna posta al limitare del mare, senza cadere in acqua, veniva loro concessa la grazia. 

 

 

Le Colonne di San Marco e San Teodoro

Discorso a parte meritano le due gigantesche colonne di San Marco e San Teodoro, in marmo e granito, poste sul limitare della Piazza. Una di esse erge il leone alato, simbolo della Città e di San Marco, mentre l’altra raffigura il bizantino San Teodoro di Amasea.

 

 

 

Ebbene, pare che in principio gli alti fusti dovessero essere tre. La terza colonna, tuttavia, non giunse mai a Venezia poiché si inabissò nel 1172, precipitando dall’imbarcazione che la trasportava. Nel 2017 è stata lanciata, con la collaborazione del Comune di Venezia, una complessa indagine tomografica del sottosuolo marino volta a verificare la presenza del reperto nelle acque della laguna. La ricerca ha preso il nome di “Progetto Aurora”. 

 

 

Le “Mani”, opera dell’artista Lorenzo Quinn

 

 Samuele Corrente Naso

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTE

[7] TIGLER G., I pilastri «acritani». Genesi dell’equivoco, in Florilegium artium.