I segreti di Messina

con Nessun commento

Enigmi e misteri della Città siciliana di Messina. Situata sull’omonimo Stretto, un lembo di mare che la separa dal Continente, è testimone di una storia travagliata. Punto strategico e di passaggio attraverso secoli di dominazioni, battaglie e rivolte; devastata da fortissimi terremoti, maremoti impetuosi e più volte bombardata nella sua storia,  Messina dovette essere ricostruita più e più volte. Come un pugile che si rialza, mai domo, dopo ogni terribile sferzata del destino, la Città sorveglia ancora oggi, fieramente, l’ingresso della straordinaria Sicilia.  

 

Origini e Storia

La città di Messina vanta origini assai remote. L’antica Zancle (dal greco Ζὰγκλης, che significa “falce”) fu fondata da coloni greci di Calcide nel 757 a.C.. Il nome derivò probabilmente dalla curiosa forma della penisola di San Ranieri, dove oggi è collocato il porto della città, che somiglia per l’appunto ad una falce.

 stretto di messina

Messina, lo Stretto e la penisola di San Ranieri

 

Messina fu occupata nel 494 a.C. dagli ioni Sami e Milesi e successivamente dal tiranno di Reggio Anassilao. Quest’ultimo, dopo aver sterminando parte della popolazione, ripopolò con cittadini dorici della Messenia la città, che per tale ragione assunse il nome di Messana. Da qui derivò successivamente “Messina”.

Nel 406 a.C. la città di Messina, situata sull’omonimo Stretto, combatté al fianco dei Siracusani contro i Cartaginesi. Tuttavia, dieci anni più tardi ebbe a sopportare una grave sconfitta e, conquistata dai suoi avversari, fu nuovamente devastata.

Dal 393 a.C. Messina, salvo alterne vicende, diventò possedimento di Siracusa, finché i Romani non sconfissero il tiranno Gerone II (264 a.C.) e ne presero il controllo. Fino all’età augustea la città conobbe, pertanto, un periodo di rapida espansione demografica e discreta ricchezza.

 

Fino all’anno mille

Fu sede vescovile nel periodo bizantino e successivamente roccaforte dei Goti. Nell’843 fu invece conquistata dagli Arabi e subì quasi due secoli di dominazione musulmana.

 

L’antica chiesa di San Gregorio, distrutta dal terremoto del 1908.

 

Soltanto con l’avvento del normanno Ruggero d’Altavilla, nel 1061, Messina, libera dagli invasori mediorientali, iniziò a sviluppare le connotazioni di porto commerciale che ancora oggi la contraddistinguono. L’imperatore Enrico VI le donò ampi privilegi economici, che fecero della città un punto di riferimento fondamentale per i traffici marittimi del Mediterraneo. 

 

 

Il Duomo di Messina. Le prime fondazioni risalgono al periodo bizantino ma con l’avvento degli arabi in città la struttura fu praticamente devastata e trasformata in moschea. Il Duomo tornò al culto cristiano con la riconquista di Messina da parte di Ruggero d’Altavilla nel 1072. In seguito dovette essere più volte ricostruito: dopo un incendio nel 1254, un fulmine nel 1558, i terremoti del 1638, 1693, 1783 e 1908, e dopo ripetuti bombardamenti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. 

 

Il Campanile

 

Particolare della facciata

 

Fregi, particolare

 

Dal medioevo ai nostri giorni

Messina passò successivamente nelle mani di Federico II di Svevia e quindi di Manfredi (1258). Durante i Vespri Siciliani si ribellò al dominio degli Angioini; fu quindi elevata al grado di capitale dagli Aragonesi, con il privilegio di poter stampare moneta. In questo periodo gli Spagnoli provvedettero ad ampliare il porto e a fondare l’Università (1548), oltre a fare di Messina un punto di riferimento militare marittimo, con la costruzione di un nutrito arsenale.

Nel 1674 la Città si ribellò agli Spagnoli e resistette ad un lungo assedio, sostenuta da alleati Francesi, sino a quattro anni più tardi, quando capitolò malamente. Messina entrò quindi in una crisi economica di gravissima entità che si trascinò per decine di anni, sino alla peste del 1743 e addirittura al terremoto del 1783. 

 

Il Duomo prima del terremoto del 1783

 

Combatté strenuamente contro gli invasori napoleonici e, in epoca di restaurazione borbonica, partecipò ai moti del 1848, evento per il quale subì ingenti bombardamenti. 

Messina entrò nel nuovo Regno d’Italia nel 1860, arrendendosi all’avanzata di Giuseppe Garibaldi.

 

Il terremoto del 1908

Il 28 dicembre del 1908 un terribile terremoto la rase praticamente al suolo, provocando circa ottantamila morti sui centoquarantamila complessivi della popolazione. Si stima che il sisma perdurò per ben 37 secondi, fu di grado 7.1 di magnitudo e provocò un catastrofico maremoto che investì Messina, con onde alte dai sei ai dodici metri di altezza.

 

Il Duomo prima del terremoto del 1908

 

Ricostruita, la Città fu nuovamente distrutta dai bombardamenti alleati nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Le cronache narrano che Messina fu probabilmente la città più colpita dai bombardamenti aerei. I palazzi, ricostruiti con criteri antisismici in seguito al terremoto del 1908, erano infatti restii a crollare, e per tale ragione venivano bersagliati con ancora più insistenza.

 

 

La chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, la quale mostra una magistrale fusione degli stili normanno, arabo e svevo che l’hanno caratterizzata nei secoli. Un’altra particolarità dell’edificio è che esso poggi ancora sull’originale altitudine di un tempo. In seguito al terremoto del 1908, Messina fu infatti riedificata sulle macerie, innalzando il livello del terreno di quasi tutta la città.

 

 

Messina, scavi di Largo San Giacomo. Si noti il dislivello originario della Città rispetto a quello attuale. Qui sorgeva l’antica chiesa di San Giacomo Apostolo.