Chi era William Shakespeare?

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 Shakespeare

 

I biografi ipotizzano che Shakespeare abbia maturato la sua vasta conoscenza della legge e la sua accurata familiarità con i modi, il gergo e i costumi degli avvocati dopo essere stato lui stesso per poco tempo il cancelliere del tribunale di Stratford; proprio come se un giovanotto sveglio come me, cresciuto in un paesino sulle rive del Mississippi, potesse sviluppare una conoscenza perfetta della caccia alla balena nello stretto di Behring e del gergo dei veterani passando qualche domenica a pescare pesce gatti […] Gli elementi conosciuti sulla vita di Shakespeare si possono scrivere su di un lato di un foglietto per gli appunti” [Mark Twain, “Is Shakespeare really dead?”, 1909]

 

Chi era William Shakespeare?

William Shakespeare, il più importante scrittore,  poeta e drammaturgo inglese, autore di opere immortali come “Romeo e Giulietta”, “Sogno di una notte di mezza estate”, “Molto rumore per nulla”, “Amleto”, “Otello”, “Macbeth” e molte altre: chi era realmente costui?

Secondo l’opinione più diffusa tra gli storici e i letterati contemporanei, William Shakespeare sarebbe nato a Stratford-on-Avon nel 1564. In gioventù dovette stabilirsi a Londra, dove divenne titolare, nonché brillante attore, di una compagnia teatrale: la  “Lord Chamberlain’s Men”. Dopo il 1594, infatti, svariati autori ne citano il nome in merito alla sua attività lavorativa. Ritornato a Stratford-on-Avon nel 1613, vi morì tre anni più tardi. Soltanto postuma avverrà la pubblicazione del First Folio, una raccolta di 36 opere shakespeariane per mano di alcuni colleghi attori e drammaturghi (Commedie, Drammi storici e Tragedie di Mastro William Shakespeare). Pubblicate in conformità delle copie originali autentiche).

 

Il First Folio

 

Per quanto possa sembrare incredibile, questo è tutto ciò che è conosciuto su William Shakespeare, oltre a qualche certificato di battesimo e di matrimonio. Tale scarsità di informazioni sulla vita dell’autore britannico ha portato nel tempo alla formulazione di numerosissime congetture su chi egli fosse realmente. La prima osservazione è che Shakespeare potrebbe essere un prestanome, uso abbastanza diffuso all’epoca, di un altro drammaturgo o addirittura di differenti autori. Secondo questa visione dei fatti, William Shakespeare, di umili origini, non avrebbe potuto avere la cultura necessaria per scrivere tutte le opere a lui attribuite.

 

Il dibattito sull’istruzione di William Shakespeare

E’ un dato di fatto che William Shakespeare, o chi realmente si celasse dietro questo nome, utilizzò circa 29000 termini differenti nelle sue opere. Tale uomo ebbe a mostrare conoscenze estremamente approfondite di geografia, giurisprudenza, storia, lingue, culture, scienza… una mole di informazioni assolutamente incredibile per un solo individuo. Inoltre, non sono stati mai rinvenuti registri di alcun tipo che attestino la frequentazione di William Shakespeare a un istituto scolastico. Un vero mistero!

 

Un nome controverso

Una curiosa costatazione, che ha contribuito ad alimentare il fiorire delle ipotesi sulla reale identità di Shakespeare, riguarda proprio il modo in cui il nome del poeta inglese veniva scritto. Sebbene la dicitura “Shakespeare”, oggi convenzionalmente adottata, si ritrova in numerose citazioni e testi, sul certificato di battesimo compare il nome di “”Shakspere“. Tuttavia, non sono rare le pubblicazioni in cui l’autore venga citato come “Shaksper” o addirittura  “Shake-speare”Forma, quest’ultima, che parrebbe effettivamente ricondurre più ad uno pseudonimo che a un reale attributo. Charlton Ogburn, uno studioso di Oxford, riferisce che circa la metà delle opere contenute nel First Folio  contenessero il trattino nella firma dell’autore. Shake-Speare (scuotere la lancia) potrebbe essere in tal senso un poetico riferimento alla dea della letteratura Atena.

 

Shakespeare è morto nel 1604?

Nel 1604 il ritmo serrato, con cui Shakespeare pubblicava le sue opere, subì una misteriosa interruzione. Nei Sonetti del 1609, inoltre, è presente sul frontespizio la dicitura inglese “by our ever-living Poet” che in epoca elisabettiana si usava come epitaffio per le persone defunte. E’ possibile che il vero William Shakespeare si sia spento nel 1604 e che un altro uomo ne abbia successivamente assunto lo pseudonimo, sino al 1616, data ufficiale della morte?

 

Shakespeare era Sir Francis Bacon?

E’ possibile che dietro lo pseudonimo di William Shakespeare si nascondesse invece il giurista e filosofo inglese Francis Bacon? Nel 1770 il reverendo James Wilmot tentò di fare luce sulla questione. Incominciò una meticolosa ricerca sulle origini del drammaturgo inglese a Stratford-on-Avon. Le conclusioni furono che effettivamente il figlio del mugnaio del paese dovesse chiamarsi William Shakespeare (o Shagsper), ma in quanto tale che fosse impossibile che egli avesse potuto comporre le opere attribuitegli. Per tale ragione, Wilmot suggerì che l’autore dovesse essere identificato nientemeno che in Sir Francis Bacon. 

 

Francis Bacon

 

 La questione fu riaperta nel 1857 allorché una scrittrice americana, Delia Bacon, pubblicò il volume “The Phylosophy of the Plays of Shakespeare Unfolded”.  Nel testo si sosteneva nuovamente la tesi che Francis Bacon, lui sì, possedeva le conoscenze culturali necessarie alla stesura delle innumerevoli opere shakespeariane. La tesi si diffuse velocemente e fu adottata persino da illustri letterati, come Henry James e Mark Twain.

 

Shakespeare era il conte di Oxford Edward de Vere?

Qui fanno testo le parole di Sigmund Freud, il quale ebbe a sostenere: Sono quasi convinto che il nome presunto (Shakespeare) nasconda la personalità di de Vere, conte di Oxford. L’uomo di Stratford sembra non avere nulla per giustificare tale pretesa, mentre Oxford ha praticamente tutto per farlo”. Edward de Vere, fu poeta e grande personalità dell’epoca elisabettiana.

 

Edward de Vere

 

Shakespeare era italiano? Michelangelo e Giovanni Florio

Particolarmente rilevanti sono le ipotesi che vorrebbero William Shakespeare, il padre della letteratura inglese… italiano! La teoria prende spunto dalle incredibili conoscenze di letteratura, geografia, persino legislazione italiana di quel tempo che l’autore dimostrava di conoscere talmente bene da destare numerosi sospetti sulla sua identità. Su 37 opere totali del drammaturgo Shakespeare, ben 15 sono ambientate in Italia!

 In particolare, le attenzioni degli studiosi si sono concentrate sin da subito su Giovanni Florio, un umanista inglese di grande cultura, figlio dell’esule italiano Michelangelo del Granducato di Toscana. Quest’ultimo era un frate che, in seguito all’adesione del protestantesimo, dovette rifugiarsi in Inghilterra per sfuggire all’inquisizione. Sin dai primi anni del novecento, numerosi autori dimostrarono che Shakespeare si fosse ispirato all’opera di Florio per le sue commedie ambientate in Italia. Che i due autori si conoscessero è fuori di dubbio, che fossero in realtà la medesima persona è un ipotesi ancora attentamente al vaglio. Il primo ad occuparsi della questione fu, tuttavia, il giornalista Santi Paladino nel 1927. Egli si accorse che un opuscolo attribuito a Michelangelo Florio (“I secondi frutti”) conteneva molti detti rintracciabili nell’Amleto shakespeariano.  

 

Shakespeare era messinese?

Agli inizi degli anni duemila cominciò a circolare una clamorosa ipotesi sulla vera identità di William Shakespeare, in seguito alle pubblicazioni dello studioso Martino Iuvara. Il grande drammaturgo e poeta, infatti,  non sarebbe inglese come sostiene la storiografia ufficiale, ma siciliano! In particolare, le sue origini sarebbero da ricercarsi nella città di Messina. Il suo reale nome corrisponderebbe, inoltre, a Michelagnolo Florio Crollalanza, figlio del medico Giovanni Florio e Guglielma Crollalanza. Il Siciliano Michelagnolo, convertitosi al protestantesimo, per sfuggire all’inquisizione sarebbe stato costretto a rifugiarsi in Inghilterra. Qui avrebbe assunto il nome della madre, che in inglese è tradotto giustappunto come William Shakespeare.

Testimonianza tangibile dell’identità messinese dell’autore sarebbe, secondo i sostenitori della tesi, la commedia “Molto rumore per nulla”, interamente ambientata nella città siciliana. La traduzione “Tantu trafficu pe’ nnenti”  è d’altronde una tipica espressione molto in voga sullo Stretto e persino il titolo di una commedia originale, andata perduta. Shakespeare, inoltre, dimostra di conoscere straordinariamente bene gli usi, i costumi, la geografia e i detti della città di Messina, tanto che il comandante delle guardie di Carruba, nel testo dell’opera, risponde a un certo punto con: “Mìzzeca, eccellenza!”.

 

Messina, nei pressi del Duomo. 

 

Samuele Corrente Naso