Storia e misteri della città di Firenze

 

Presso un’ampia conca, racchiusa dalle incantevoli colline circostanti e cullata dal silenzioso incedere dell’Arno, sorge la meravigliosa città di Firenze. Epicentro culturale, patria del Rinascimento, sede politica di una delle famiglie che maggiormente influenzò  la storia d’Italia e d’Europa tra il XV e il XVIII secolo, quali furono i Medici. L’antico insediamento romano di Florentia, non lontano dall’etrusca Vipsul (l’attuale Fiesole), annovera le più belle opere artistico-architettoniche mondiali. Nel tempo plasmò personaggi del calibro di Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci e innumerevoli altri.

Pressoché impossibile sarebbe descrivere ogni anfratto storico del capoluogo toscano, tanto è gigante e magnificente la sua influenza artistica e culturale. Ciò nondimeno, abbiamo qui l’ardire di puntare la lente d’ingrandimento sui fatti, i luoghi e le personalità che più di altri appartengono al senso del mistero, all’arcano incantevole che avvolge la città di Firenze come una coltre nebulosa da attraversare.  

 

Origini della città e primi secoli

Origini e periodo romano

Il villaggio di Florentia fu fondato dai Romani nel 59 a.C., come insediamento per i veterani dell’esercito, anche se le ragioni della sua costruzione sono oggetto di attuale dibattito. A tal proposito, alcuni studiosi ritengono che esso fu voluto da Cesare per tenere sotto controllo la vicina e ribelle Fiesole. Qualche anno più tardi, infatti, Catilina avrebbe radunato alcuni uomini per organizzare una cospirazione contro l’Imperatore. Il villaggio di Florentia crebbe progressivamente sin da subito, divenendo ben presto una città. In onore alle sue origini militari, i Romani la dedicarono al dio Marte.

La struttura del castrum presentava un tipico nucleo centrale quadrato, le cui strade perpendicolari erano tagliate dai due percorsi principali: del cardo e del decumano. Una cinta muraria, dotata di numerose torri fortificate, racchiudeva il centro cittadino, il quale ospitava tra i 10 e i 15 mila abitanti. A far da corollario all’accampamento militare, sorsero col tempo le edificazioni tipiche della vita cittadina romana, tra cui un foro, delle terme, un acquedotto, un teatro ed un anfiteatro.

 

La “Firenze sotterranea

Sebbene Florentia abbia rappresentato un avamposto cruciale, specie da un punto di vista bellico, le testimonianze visibili del suo passato sono oggi piuttosto scarne. La rapida espansione medioevale della città portò, infatti, alla perdita quasi totale degli edifici, pur conservandone l’originale impianto urbanistico.  I pochi reperti architettonici, sui quai è in atto un lento lavoro  di scavo e riscoperta, sono oggi conosciuti come “la Firenze sotterranea“, poiché perlopiù situati sotto il livello del suolo. Tra di essi è notevole il cantiere archeologico situato proprio sotto Piazza della Signoria, al quale si accede dall’interno di Palazzo Vecchio. Ivi sono ospitati i resti dell’antico teatro del I secolo  a.C., a circa quattro metri di profondità. 

 

I primi secoli 

Con l’espandersi della città durante l’impero di Adriano, Firenze divenne soggetta a frequenti invasioni barbariche, come quella degli Ostrogoti, miracolosamente respinta nel 405 d.C. Per tale ragione i romani presero a rimpinguare le fortificazioni esistenti, e ne costruiscono di nuove. Contemporaneamente, il capoluogo toscano fu soggetto a un periodo di decadenza economica, sebbene tale tesi sia dibattuta. E’ in questo contesto che il vescovo di Milano, Sant’Ambrogio, si recò a Firenze nel 393, consacrando la Basilica di San Lorenzo e assicurando la successiva disfatta degli Ostrogoti.  

 

La Basilica di San Lorenzo

 

Santa Reparata

Proprio in seguito alla vittoria dei fiorentini del 405, potrebbe essere stata edificata, inoltre, l’antica cattedrale di Santa Reparata, oggi Cripta del Duomo di Santa Maria del Fiore. Le prime attestazioni dell’edificio risalgono, infatti, all’epoca paleocristiana, sebbene la data della fondazione sia piuttosto incerta. L’edificio fu più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, in particolar modo in epoca carolingia, per essere definitivamente demolito nel 1293 in modo da permettere la costruzione di Santa Maria del Fiore. Per diversi secoli di Santa Reparata si è persa ogni traccia, finché susseguenti campagne di scavi, condotte a partire dal 1966, ne hanno riportato alla luce gli ambienti e le fondamenta. 

 

 

La Basilica doveva essere originariamente composta da tre navate e quattordici coppie di colonne, per una lunghezza complessiva di circa 60 metri. 

 

 

Particolarmente importante è il mosaico che ricopre il pavimento dell’edificio, a livello del quale vi si può discernere una ricca simbologia paleocristiana (la croce, il calice) e romano-imperiale (il nodo di Salomone). 

 

Si notino i Nodi di Salomone al centro

All’interno di Santa Reparata è stata rinvenuta la tomba di Filippo Brunelleschi. La tradizione vuole che qui siano altresì sepolti i corpi di Giotto, Arnolfo di Cambio e Nicola Pisano, sebbene gli studiosi non ne abbiano ancora rinvenuto i sepolcri.

 

Il Battistero di San Giovanni

Un altro grande mistero riferibile a questo periodo storico è l’origine dell’attuale Battistero di San Giovanni, l’edificio che sorge di fronte la facciata di Santa Maria del Fiore, presso l’omonima piazza. La costruzione sarebbe risalente secondo alcune fonti al V secolo, ma secondo altre al periodo medioevale.

Fino a qualche decennio fa si credeva che il Battistero, secondo la tradizione fiorentina e costruito su precedenti testimonianze del periodo romano, fosse in principio addirittura un tempio del dio Marte. Tuttavia, oggi gli studiosi tendono a valutare con una certa criticità questa visione storica; l’edificio sarebbe stato costruito solo in seguito alla cacciata degli Ostrogoti del 406 e in tal senso sarebbe da considerarsi consacrato a Marte, in quanto celebrativo di una vittoria militare. Soltanto successivamente sarebbe stato poi adibito ad uso cristiano. Testimonianze delle antiche origini sono ancora oggi le architetture di stile tardo-romano.

Nel 1059 l’edificio fu consacrato da Papa Niccolò II, probabilmente in seguito a lavori di restauro. Nel 1128 San Giovanni fu proclamato Battistero cittadino e venne rivestito di marmo bianco di Carrara e serpentino di Prato.

 

 

Il battistero ha forma ottagonale, nella piena tradizione cristiana e biblica che identifica nell’ottavo giorno la vita eterna.

Particolare sulle mura esterne del Battistero: i resti di un sarcofago romano rappresentano una scena di commercio marittimo.

 

Le porte bronzee del Battistero, la cupola e l’interno

Tre porte bronzee, scolpite tra il 1330 e il 1452, permettono l’accesso alla struttura. Si tratta di opere di straordinaria maestria realizzate da Andrea Pisano (porta sud) e Lorenzo Ghiberti (porta nord e porta est), che raffigurano storie del Vecchio e Nuovo Testamento, nonché di Giovanni Battista. Per la realizzazione della porta Nord fu addirittura bandito un concorso nel 1401 , a cui partecipò tra gli altri Filippo Brunelleschi. La gara, secondo alcuni storici, si risolse in un ex aequo tra Lorenzo Ghiberti e proprio il Brunelleschi, ma quest’ultimo si rifiutò di lavorare insieme al collega.

 

 

La cupola, secondo taluni risalente al XIII secolo, è internamente rivestita in mosaici. Essi raffigurano il Giudizio Universale e storie tratte dalla genesi o dai vangeli.   

 

 

All’interno del Battistero di San Giovanni è situata curiosamente la tomba di un antipapa: Giovanni XXIII, ad opera di Donatello e Michelozzo (1422-1428).