San Gimignano, la New York del Milletrecento

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Immaginate di possedere una macchina del tempo, uno di quei futuristici agglomerati tecnologici, che sia capace di tele-trasportare all’istante in un’altra epoca. Precisamente nel Medioevo del milletrecento, in un piccolo borgo tanto caratteristico quanto meraviglioso. Un luogo unico che esalta il suo imponente skyline dalle alte torri e il trafficato centro urbano. Scoprireste che la macchina del tempo sarebbe la vostra automobile e voi vi trovereste in Toscana, a San Gimignano: la New York del Medioevo. Il paragone calza eccome se rammentiamo l’influenza del borgo nel circondario senese e nelle lotte intestine della Toscana che hanno fatto storia, ma anche per lo spirito un po’ yankee delle costruzioni estremamente votate all’apparenza e grandiosità. Tant’è che la cittadina, situata non lontana dalla potente Siena, è rimasta invariata per più di otto secoli, conservando l’originale struttura urbana del milleduecento e con essa i suoi misteri.

 

Sin dal X secolo si hanno le prime menzioni di un borgo chiamato San Gimignano nel senese e nei pressi della via Francigena, il lungo camminamento che percorrevano i pellegrini diretti verso la Terra Santa. E’ in questo periodo, alla dipendenza dei vescovi di Volterra, che viene eretta una prima cinta muraria, successivamente distrutta e ricostruita a partire dal 1261. Da questa si ha l’accesso al borgo.

 

                                                                      

San Gimignano, divenuto un centro commerciale di notevole interesse, raggiunse un notevole sviluppo sin dai primi anni del milleduecento. Dopo aver ottenuto l’indipendenza dal vescovado volterraneo, infatti, il borgo assunse il pieno controllo del suo territorio sotto un governo guidato dalla fazione ghibellina. Si allineò così alla politica delle vicine città di Siena e Pisa per contrastare Firenze. Fu questo il periodo di sommo splendore per San Gimignano. Venne edificato il centro urbano così come lo conosciamo oggi, e ogni famiglia nobile cominciò a costruire una torre in segno di supremazia. Delle originarie 72 oggi ne restano 14, un numero comunque considerevole.

 

 

Alcuni splendidi esempi sono ancora eretti in Piazza Duomo. Da sinistra verso destra:

– Torre Rognosa: elevandosi dal Palazzo Vecchio del Podestà, fu eretta nel 1200 e fu a lungo la più alta di San Gimignano (52 m) fino alla edificazione della Torre Grossa. Poiché pare le famiglie nobili facessero a gara a chi costruiva più in alto, un decreto comunale del 1255 vietò che la sua altezza potesse essere superata!

– Torre Chigi: sebbene non sia tra le più alte di San Gimiganno è comunque ammirata per la graziosità della sua costruzione. Edificata nel 1280, presenta un piano inferiore con pietra facciavista e quello superiore ricoperto in laterizio. 

– Torri dei Salvucci: la famiglia nobile dei Salvucci, sbeffeggiando il decreto del 1255 riguardante la torre Rognosa, fece costruire due torri più alte a pochi assi dalla stessa. Tuttavia successivamente furono ridimensionate per rispetto della stessa legge.

 

 

In Piazza Duomo è possibile ammirare l’edificio che le dona il nome: la Collegiata di Santa Maria Assunta. Costruita sin dal 1056, il suo aspetto è dovuto soprattutto ai rimaneggiamenti del milleduecento.

 

Nella vicina Piazza della Cisterna è possibile, invece, ammirare le torri dei ghibellini Ardinghelli, costruite in risposta a quelle della rivale famiglia dei Salvucci. Le due torri sono oggi alte la metà di quanto fossero in principio. Furono, infatti, anch’esse ridimensionate per rispetto del decreto comunale del 1255.

 

 

Nel 1255  San Gimignano cadde sotto un assedio condotto dai Fiorentini e soffrì dieci anni di dominazione guelfa, prima di essere riconquistata nel 1261. E’ in questo periodo che le antiche mura del X secolo vennero rase al suolo da Firenze e ricostruite in seguito.

 

 

La Torre Grossa risale al 1311 ed è alta ben 54 metri! Si noti l’arco con volta a botte alla base.

 

 

 La violenta epidemia di peste del 1348 segnò l’inizio della decadenza di San Gimignano. Nel 1351 la cittadina si consegnò volontariamente a Firenze e, da quel momento, l’improvviso arrestarsi dell’economia e dello sviluppo permetterà che essa si conservi pressoché intatta nei secoli.